Amos Dell'Orto

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La ditta Amos Dell'Orto fu un'officina costruttrice di macchine tipografiche, operante a Monza nella prima metà dell'Ottocento.

Il torchio modello Sthanhope di Amos dell'Orto fu premiato nel 1839 con medaglia d'argento[1] [2].

Alcune delle macchine realizzate da questa officina sono ancora esistenti:

  • presso la Tipografia Sociale di Foligno è conservato in perfette condizioni lo Sthanhope di Amos dell'Orto del 1840 che stampò le prime copie dei Promessi Sposi.[3]
  • presso la Tipografia Squassina di Brescia è conservato un Amos dell'Orto di Monza integro del 1840
  • presso la Tipografia Pesatori di Milano è conservato in perfette condizioni lo Sthanhope di Amos dell'Orto del 1841
  • presso l'Antica Stamperia Fabiani di Petritoli (Fermo) è conservato un Torchio manuale in ghisa, con base a crociera di legno, della ditta Amos dell'Orto in Monza (esemplare completo); [4]
  • presso la Tif - Tipoteca Italiana fondazione di Cornuda (Treviso) [5] la macchina più antica in esposizione è un torchio di Amos dell'Orto del 1842; [6] [7]
  • presso il Museo della Stampa amici di Piazza di Mondovì [8] si conserva un torchio costruito dalla ditta Amos dell'Orto di Monza nel 1874;
  • presso il Museo della stampa e della stampa d'arte di Lodi [9] ci sono numerosi torchi a mano in fusione di ghisa Amos dell'Orto; [10]
  • presso il Jerusalem Print Workshop di Jerusalem (Israele) si trova una letter press Amos dell'Orto 1854, bed size 65x51 cm (25.5"x20") [11]
  • presso le Edizioni Calosci di Cortona è conservato un Amos dell'Orto di Monza integro e funzionante del 1862;
  • presso la tipolitografia Le Mantellate all'interno della Casa Circondariale "Regina Coeli" di Roma è conservato un torchio integro Amos Dell'Orto del 1879 / foto
  • presso la Tipografia Boschiero & Newton di Jesolo è conservato un torchio Amos dell'Orto del 1857
  • presso la Casa Museo Spazio Tadini di Milano dove è conservato un torchio del 1847 della ditta Amos dell'Orto in Monza.

Nel sito del Comune di Verona [12] vi sono riferimenti ad un torchio Albion di Amos dell'Orto del 1854 utilizzato per stampe di pregio [13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Agnoletto S., Colombo G., De Giacomi F., Galbiati E., Monza: la sua storia, Monza, 2002
  • Tallone E., Caratteri e macchine da stampa nella Torino risorgimentale, in Studi piemontesi, edizioni Centro studi piemontesi, 2003/1
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