Alberto Gianni

Alberto Gianni (Viareggio, 26 aprile 1891 – Belle Île, 7 dicembre 1930) è stato un marinaio e inventore italiano ideatore della camera iperbarica.
Era il padre di Angelo Gianni (1913-1995), docente, storico della letteratura italiana e autore del Dir - Dizionario Italiano Ragionato,[1] Nicla e Iberico (1921-2011); quest' ultimo ufficiale sommergibilista pluridecorato della Regia Marina e autore di un dizionario di vernacolo viareggino.[2]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Origini e formazione
[modifica | modifica wikitesto]Alberto Gianni nasce a Viareggio il 26 aprile del 1891 presso una abitazione al numero civico 28 di via della Costa (oggi via IV Novembre), frequenta la scuola fino alla quarta elementare ed a soli 10 anni si imbarca come mozzo su una brigoletta. Dopo varie esperienze per ca 10 anni a bordo di diverse navi si arruola nella Regia Marina come marinaio e sceglie di diventare palombaro. Nel 1912 dopo aver frequentato la scuola addestrativa presso la fortezza del Varignano ottiene il brevetto di torpediniere scelto e minatore palombaro. Viene imbarcato come palombaro sulla nave Classe Regina Elena durante la guerra italo-turca per la conquista della Libia. A Bengasi riparò un danno all'incrociatore Saint-Bon.
La grande guerra e il recupero del sommergibile S3
[modifica | modifica wikitesto]Durante la prima guerra mondiale viene richiamato ed assegnato, come palombaro, presso l'arsenale militare marittimo della Spezia In questo periodo il sommergibile S3, con 40 uomini di equipaggio, affondò fra le isole della Palmaria e del Tino, a 34 metri di profondità. Gianni incaricato del recupero imbracò il sommergibile di poppa e lo fece sollevare con un grosso pontone, salvando tutti e 40 i marinai. Ma essendo rimasto circa sette ore a quella profondità ed assorbendo una grande quantità di azoto, venne colpito da una grave embolia gassosa arteriosa, rimanendo cinque giorni fra la vita e la morte. Si salvò ma perse irrimediabilmente l'udito dall'orecchio destro.
Il dopoguerra e l'attività di operatore subacqueo
[modifica | modifica wikitesto]Nel primo dopoguerra torna a Viareggio dove in porto non vi erano più velieri e quindi possibilità di imbarco, ma gli viene assegnato un incarico di recupero del carico della nave Fert, affondata presso Sant Carles de la Ràpita in Spagna. Fonda quindi una società di recuperi marittimi con il palombaro Giovanni Francesconi. Armò in successione due navi chiamate Nereide, attrezzate di quanto occorreva per i recuperi. Prima l'una e poi l'altra si incendiarono durante la navigazione ed allora armò un'altra nave in ferro che chiamò Naiade con la quale effettuò presso Suez il recupero di bronzo ed altri metalli della nave russa Perisviet. Per la sua fama ed esperienza nel 1927 viene assunto dalla Società Recuperi Marittimi (SO.RI.MA.) del commendatore Giovanni Quaglia.[3]
L'esplosione della nave Florence H e la morte
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Dopo la localizzazione della nave Egypt, per il maltempo e l'impossibilità di effettuarne il suo recupero, in attesa quindi di condizioni meteo adeguate, la società SO.RI.MA ottiene l'incarico di effettuare alcuni recuperi davanti all'isola di Belle Île, a sud di Brest inviando la nave "Artiglio" con Gianni sempre a capo delle operazioni. Mori nei pressi della località francese il 7 dicembre 1930, per una gigantesca esplosione durante lo smantellamento della nave cargo statunitense SS Florence H., affondata piena di esplosivi e munizioni. Nell'evento morirono anche i palombari Alberto Bargellini e Aristide Franceschi, ed altre nove persone dell'equipaggio, e la nave recuperi "Artiglio" viene travolta, distrutta ed affondata dall'esplosione.
Invenzioni
[modifica | modifica wikitesto]Ha ideato e realizzato la camera di decompressione portatile, all'epoca da lui chiamata cassa desazotatrice[4], e che a differenza della grandi camere di decompressione utilizzate all'epoca per curare la malattia dei cassoni, come era chiamata allora la malattia da decompressione, degli operai che lavoravano anticamente sotto pressione appunto dentro dei grandi cassoni sommersi, per eseguire i lavori sotto il livello dell'acqua, e che era quindi possibile portarla a bordo di navi ed imbarcazioni.
Un'altra sua importante creazione è stata la torretta butoscopica: ideata, costruita, montata e collaudata dall'inventore. Consisteva in un cilindro metallico munito, nella parte superiore, di diversi oblò che consentivano la visuale in ogni direzione per poter dirigere i lavori svolti sul fondo da benne e idrovore, con cui era possibile scendere a profondità maggiori e con maggiore sicurezza rispetto allo scafandro tradizionale.
Attività di rilievo
[modifica | modifica wikitesto]Il recupero della nave Cruz
[modifica | modifica wikitesto]Prese parte alle attività di recupero del vapore spagnolo Cruz affondato sullo Scoglio del Catalano situato al centro ovest delle coste sarde: poiché il naufragio sembrò sospetto, gli assicuratori inglesi cercarono dei palombari giurati in grado di fare delle verifiche, ma data la difficoltà tecnica dell'impresa nessuno accettò l'incarico. Dopo un sopralluogo, Alberto Gianni accettò a condizione di ottenere il doppio del compenso offerto in considerazione della difficoltà del lavoro. La richiesta venne accettata e Gianni portò a termine il suo incarico constatando la natura intenzionale del naufragio. Egli comparve quindi in tribunale a Londra per confermare quanto scoperto e ciò valse un solenne riconoscimento per la sua abilità e per l'eccellenza e il primato dei palombari italiani[4].
Il recupero del battello Lecco
[modifica | modifica wikitesto]Un altro caso celebre fu il recupero nel Lago di Como del battello fluviale Lecco della società Lariana, affondato la sera del 18 marzo 1927 nel porto di Como,[4] come anche il recupero dell'aereo Idrocorsa Savoia-Marchetti S.65 e del pilota Tommaso Dal Molin nel Lago di Garda il 30 gennaio 1930.
Il recupero della nave Egypt
[modifica | modifica wikitesto]La sua impresa più famosa che gli diede notorietà anche a livello internazionale fu la localizzazione del relitto della nave Egypt, in Bretagna, Francia, al largo di Brest a circa 120 m di profondità, e che trasportava un preziosissimo carico di lingotti d'oro e d'argento, affondata nell'Oceano Atlantico. Tale localizzazione era stata tentata invano dalle più famose società di recuperi dell'epoca. La compagnia Lloyd's di Londra incaricò la SO.RI.MA del commendator Quaglia, che con la nave "Artiglio" su cui operava Alberto Gianni come capo palombaro e direttore delle operazioni subacquee infine riuscì nell'impresa. Le sue gesta vennero così descritte dal noto scrittore giornalista David Scott, che seguiva tutte le vicende dei recuperi della società SORIMA per conto del TIME di Londra vivendo a bordo delle sue navi per ben tre campagne di recupero e per cui scrisse numerosi articoli e due libri.

Il recupero di tutto il tesoro dell'Egypt venne poi effettuato dalla stessa SORIMA che per l'occasione armò una nuova nave chiamandola "Artiglio II"[5], e per cui tutta l'operazione ottenne un successo clamoroso a livello internazionale poiché fu la prima operazione al mondo di recupero ad alta profondità, cosa ritenuta impossibile a quei tempi, effettuata dai subacquei italiani e resasi possibile grazie all'organizzazione lasciata da Alberto Gianni e l'utilizzo delle sue invenzioni, importantissima fu principalmente la torretta butoscopica. Per l'occasione furono inviate le congratulazioni da tutto il mondo, di rilievo quelle del Re d'Inghilterra, e quelle enfatiche di Benito Mussolini e dall'allora ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano.
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- Premio alla memoria della Historical Diving Society Italia, HDS Italia (1996)[6]
- Dedica del museo della marineria di Viareggio[7]
- Medaglia d'oro al merito di Marina, conferita con decreto del Presidente della Repubblica il 13 dicembre 2002.[8]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Ed. G.D'Anna Sintesi, 1987, ISBN 9788881045259
- ^ Viareggino, lingua pesa ma dotta: parole, dittaggi, soprannomi, usi e costumi di una Viareggio che non c'è più, III ediz. Pezzini 2017, ISBN 9788868471248
- ^ La scuola palombaristica viareggina (PDF), su hdsitalia.com (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
- ^ a b c Tegani Ulderico, Viaggi nel mondo sommerso, Mondadori, 1931
- ^ La leggenda dell'Artiglio (PDF), su leganavale.it (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2008).
- ^ Redazione, Convegni e Awards (PDF), su HDS ITALIA - The Historical Diving Society, p. 6. URL consultato l'8 gennaio 2022.
- ^ Museo Marineria di Viareggio, su versiliamo.com. URL consultato il 30 maggio 2023.
- ^ Gianni Alberto - Medaglia d'oro al merito di Marina, su quirinale.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Viaggi nel mondo sommerso - Ulderico Tegani - Mondadori Milano 1931 - ISBN non esistente
- Seventy fathoms deep - David Scott - Faber & Faber limited London 1931 - ISBN non esistente
- Ed. it. "Con i palombari dell'Artiglio" - Treves Treccani Tuminelli - ISBN non esistente
- The Egypt gold - David Scott - Faber & Faber London 1932 - ISBN non esistente
- Ed. it. "L'Artiglio e l'oro dell'Egypt"- Mondadori - ISBN non esistente
- L'Artiglio ha confessato - Fabio Micheli - ISBN 88-8209-040-X - ed. Mauro Baroni 1997
- I palombari dell'Artiglio - Boris Giannaccini - ISBN 9788896915349 - Pezzini Editore Viareggio 2003
- La leggenda dell'Artiglio - Boris Giannaccini - ISBN 9788888522593 - Pezzini Editore Viareggio 2007
- Alberto Gianni Capopalombaro dell'Artiglio - Boris Giannaccini - ISBN 9788896915219 - Pezzini Editore Viareggio 2011
- Storia da non dimenticare - Boris Giannaccini - ISBN 9788896915349 - Pezzini Editore Viareggio 2011
- Nasce la SO.RI.MA. fra cronaca e storia - Boris Giannaccini - ISBN 9788896915790 - Pezzini Editore Viareggio 2012
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Fondazione Artiglio, su artiglio.org.
- Alberto Gianni, l'innovatore, su okeanos.it. URL consultato il 24 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2008).
- Pagina dedicata del comune di Viareggio, su comune.viareggio.lu.it. URL consultato il 14 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2009).