Al-Ḥujarāt

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Al-ḥujurāt (in arabo: الحجرات‎ «Le Stanze Intime») è la 49ª Sura del Corano. Essa è composta da 18 versetti, e il suo nome deriva dal versetto 4.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

La Sura fu rivelata da Maometto a Medina, dopo la Sura della Disputa (la n. LVIII), facendo indicare ad Alessandro Bausani la data del 629, dopo la ʿumra alla Mecca, concordata dopo l'Accordo di al-Hudaybiyya, se non addirittura dopo la "conquista" (fatḥ) della Mecca del 630.
È assai probabile che la Sura fosse rivelata in diversi momenti, vista l'eterogeneità della materia.[1]

I versetti costituiscono una chiara raccomandazione di non usare toni queruli e potenzialmente provocatori di disturbo, specie (ma non solo) nel rivolgersi al Profeta Maometto. Parimenti di mantenere un atteggiamento non schernitorio nei confronti del prossimo e alieno da ogni pettegolezzo e calunnia: fattori tutti miranti a cementare la pace sociale all'interno della Umma.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Arabo[modifica | modifica wikitesto]

Traslitterazione[modifica | modifica wikitesto]

Italiano[modifica | modifica wikitesto]

1 O credenti, non anticipate Allah e il Suo Messaggero e temete Allah! Allah è audiente, sapiente.

2 O credenti, non alzate la vostra voce al di sopra di quella del Profeta e non alzate con lui la voce come l'alzate quando parlate tra voi, ché rischiereste di rendere vane le opere vostre a vostra insaputa.

3 Coloro che abbassano la voce davanti all'Inviato di Allah, sono quelli cui Allah ha disposto il cuore al timore [di Lui]. Avranno il perdono e ricompensa immensa.

4 Quanto a coloro che ti chiamano dall'esterno delle tue stanze intime... la maggior parte di loro non comprendono nulla.

5 Se avessero atteso con pazienza finché tu non esca loro incontro, sarebbe stato meglio per loro.

6 O credenti, se un malvagio vi reca una notizia, verificatela, affinché non portiate, per disinformazione, pregiudizio a qualcuno e abbiate poi a pentirvi di quel che avrete fatto.

7 E sappiate che il Messaggero di Allah è tra voi. Se in molte questioni accondiscendesse ai vostri [desideri], voi sareste in gravi difficoltà; ma Allah vi ha fatto amare la fede e l'ha resa bella ai vostri cuori, così come vi ha fatto detestare la miscredenza, la malvagità e la disobbedienza. Essi sono i ben diretti;

8 [questa] è la grazia di Allah e il Suo favore. Allah è sapiente, saggio.

9 Se due gruppi di credenti combattono tra loro, riconciliateli. Se poi [ancora] uno di loro commettesse degli eccessi, combattete quello che eccede, finché non si pieghi all'Ordine di Allah. Quando si sarà piegato, ristabilite, con giustizia, la concordia tra di loro e siate equi, poiché Allah ama coloro che giudicano con equità.

10 In verità i credenti sono fratelli: ristabilite la concordia tra i vostri fratelli e temete Allah. Forse vi sarà usata misericordia.

11 O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.

12 O credenti, evitate di far troppe illazioni, ché una parte dell'illazione è peccato. Non vi spiate e non sparlate gli uni degli altri. Qualcuno di voi mangerebbe la carne del suo fratello morto? Ne avreste anzi orrore! Temete Allah! Allah sempre accetta il pentimento, è misericordioso.

13 O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. In verità Allah è sapiente, ben informato.

14 I Beduini hanno detto: «Crediamo». Dì: « Voi non credete. Dite piuttosto " Ci sottomettiamo", poiché la fede non è ancora penetrata nei vostri cuori. Se obbedirete ad Allah e al Suo Inviato, Egli non trascurerà nessuna delle vostre [buone] azioni. In verità Allah è perdonatore, misericordioso ».

15 I veri credenti solo coloro che credono in Allah e nel Suo Inviato senza mai dubitarne e che lottano con i loro beni e le loro persone per la causa di Allah: essi sono i sinceri.

16 Di': « Sareste forse voi ad istruire Allah sulla vostra religione, mentre Allah conosce ciò che è nei cieli e sulla terra?». Allah conosce tutte le cose.

17 Vantano questa sottomissione, come fosse un favore da parte loro. Dì: «Non rinfacciatemi il vostro Islàm come se fosse un favore. È piuttosto Allah Che vi ricorda il Suo favore di avervi guidati verso la fede, [che otterrete] se siete sinceri.

18 Allah conosce l'invisibile dei cieli e della terra e Allah ben osserva quel che fate»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si vedano le osservazioni in proposito di Alberto Ventura nel suo contributo di cura e commento al Corano, tradotto da Ida Zilio Grandi, pubblicato dalla Mondadori (Milano, 2010, p. 764).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel testo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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