Adolivio Capece

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Adolivio Capece
Nazionalità Italia Italia
Scacchi Chess.svg
Categoria Maestro
Statistiche aggiornate al 16 aprile 2019

Adolivio Capece (Milano, 17 gennaio 1947) è uno scacchista, giornalista e scrittore italiano.

Attività agonistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1965 rappresentò l'Italia al campionato mondiale dei giovani. Nel 1967 vinse il campionato di Milano. Ottenne la prima norma di maestro a La Spezia nel 1968. Ha fatto parte della nazionale italiana universitari. A Milano vinse il trofeo Arrigo Boito e la "6 giorni scacchistica". Nel 1972 acquisì la promozione a maestro classificandosi secondo nella finale di campionato italiano. Nel 1972 fece parte della nazionale alle olimpiadi di Skopje.

Ha ricoperto la carica di consigliere federale dal 1978 al 1979 e dal 2001 al 2002. Attualmente cura i rapporti con la stampa della Federazione Scacchistica Italiana.

Giornalista[modifica | modifica wikitesto]

Ha tenuto la rubrica di scacchi prima su Il Giornale, poi su La Voce, e altri, poi in seguito, su La Stampa e L'Unità. Nel 1992 subentrò a Giovanni Ferrantes nella direzione de L'Italia Scacchistica, rivista che ha diretto fino alla fine del 2012. Stella di bronzo del CONI nel 2015

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia degli scacchi, De Vecchi, 2003
  • Strategia e tecnica delle aperture negli scacchi, De Vecchi, 1974
  • Il problema di scacchi, De Vecchi, 1974
  • Fischer, le partite commentate mossa per mossa, De Vecchi, 1974
  • Finali di pedone, De Vecchi 1975
  • Le più belle vittorie del campione mondiale Anatolij Karpov, Feltrinelli 1975
  • La difesa Siciliana, De Vecchi 1976
  • Imparo gli scacchi, Mondadori 1976
  • A scuola di scacchi, Jackson 1986-87
  • Gli scacchi nella storia e nell'arte, De Vecchi, 2001
  • Corso di scacchi, De Agostini, 2004
  • Gli scacchi con i campioni, Zelig, 2006
  • Giocare a scacchi, De Vecchi, 2011
  • Gli scacchi, sport della mente, De Agostini/La Gazzetta dello Sport

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN73972056 · ISNI (EN0000 0000 5933 0099 · LCCN (ENno2002068272 · BNF (FRcb12594768p (data) · BNE (ESXX1132526 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2002068272