Ada Boni

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Ada Boni, nata Giaquinto (Roma, 11 ottobre 1881Roma, 2 maggio 1973), è stata una gastronoma e giornalista italiana.

Ada Boni (al centro)
Tomba Famiglia Boni

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata in una famiglia dell'alta borghesia romana, Ada Giaquinto, prima di tre fratelli, crebbe nella grande casa paterna sita in via Ripetta, in un angolo della vecchia Roma barocca ad un passo dall' incantevole piazza del Popolo. La sua infanzia trascorse spensierata, tra le attività scolastiche, le corse nei vicini giardini del Pincio ed i giochi in casa, in compagnia di piatti, pentole e fornelli giocattolo. La piccola Ada infatti, manifestò uno speciale interesse per le attività culinarie, al punto che iniziò a cucinare all'età di soli dieci anni per passione o forse per la vicinanza dello[1] zio paterno, Adolfo, noto cuoco fondatore della rivista culinaria Il Messaggero della cucina.[2]

In seguito, sposò lo scultore e critico musicale Enrico Boni, anch'egli cuoco dilettante, con cui Ada Boni fondò nel 1915 la rivista di cucina Preziosa (pubblicata dal 1915 al 1959), ove venivano impartiti consigli di galateo, bon ton, economia domestica, direzione della casa e naturalmente di cucina, impartendo anche lezioni di cucina alle signore di Roma. I consensi andarono oltre ogni rosea previsione e le giovani romane che si abbonarono alla rivista per avvalersi dei consigli di Ada Boni per i primi passi in cucina furono numerosissime. Sempre più affascinata dalla propria attività, Ada Boni, decise di riunire il lavoro fino ad allora svolto, in un libro: "il talismano della felicità"; nome scelto per la convinzione che ella ha, che "la felicità di un matrimonio inizi proprio da una tavola imbandita". Nel dopoguerra poi, Ada Boni, oltre a realizzare alcuni nuovi ricettari, dedicò parte del suo tempo, all' aiuto dei bambini più bisognosi della chiesa dei S.S. Apostoli. La RAI, l'invitò a tenere un ciclo di trasmissioni radiofoniche settimanali, mentre alcune riviste nazionali si avvalsero della sua collaborazione in materia gastronomica. Per concludere questa breve biografia di Ada Boni, non è possibile non evidenziare, come ella sia stata precorritrice, in un'epoca, quella dell' inizio del ' 900, di una attività, ovvero un'arte sia pur minore, che avrebbe avuto in seguito, un pieno e grande sviluppo.

Morte Ada Boni, dopo aver vissuto una esistenza felice e densa di soddisfazioni professionali, a seguito di una polmonite, si spense il 2 maggio 1973, all' età di novantadue anni. Le sue spoglie riposano da allora, accanto a quelle del suo amato marito Enrico, nella tomba di famiglia, sita nel cimitero monumentale del Verano a Roma.

Ricettari[modifica | modifica wikitesto]

Suo è il celeberrimo ricettario Il talismano della felicità, pubblicato nel 1925 e premiato alla Mostra internazionale dell'economia domestica del 1927, ancor oggi molto popolare e ristampato in molteplici edizioni, anche all'estero. Nell'opera originaria, che conteneva 882 ricette, veniva dato ampio spazio alle differenze regionali presenti in italia in materia di gastronomia.[3] Nella prefazione, il marito Enrico Boni definì Pellegrino Artusi come un incompetente «autore che riuscì a vendere stracci e orpelli per sete rare e oro», poiché scrisse «con olimpica indifferenza le sciocchezze più madornali».

Un altro suo libro importante è La cucina romana, scritto con l'obiettivo dichiarato di salvare una cucina tradizionale che si andava perdendo e della quale l'autrice era una profonda conoscitrice.[4]

Nel 1949 pubblicò Prime esperienze di una piccola cuoca, mentre in seguito collaborò con la casa editrice Arnoldo Mondadori Editore come curatrice della rubrica gastronomica Il talismano di Arianna sulla rivista Arianna. Su tale rivista pubblicò molte ricette regionali, che dopo la sua morte vennero raccolte nel volume Cucina Regionale Italiana, uscito appunto postumo nel 1975.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il talismano della felicità, Roma, Edizioni di Preziosa, 1925.
  • La Cucina Romana. Contributo allo studio e alla documentazione del folklore romano, Roma, Edizioni di Preziosa, 1929.
  • La cucina di ogni mese: cinquecento nuove ricette, Roma, Colombo, 1945.
  • Prime esperienze di una piccola cuoca, Roma, Colombo, 1949.
  • La cucina rapida per la donna d'oggi, Milano, Mondadori, 1968.
  • La cucina Regionale Italiana, Milano, Mondadori, 1975.
  • Le ricette ritrovate del Talismano della felicità, Roma, Colombo, 2007.

Riconoscimenti post mortem (anni 2000) - Storia d' Italia - Annali 13 - L' alimentazione. A cura di Alberto Capatti, Alberto De Bernardi ed Angelo Varni. Ragguaglio bibliografico sui ricettari del primo novecento. Di Maria Paola Moroni Salvatori. Ed. Einaudi - 1998; - Presidenza del Consiglio dei ministri. Dipartimento per le Pari Opportunità - Dipartimento per l' Informazione e l' editoria - "Italiane". Volume 2 - di Claudio Riolo. 2003; - "Velino". Edizione cultura. "il talismano della felicità che dura da 80 anni". 20/04/2004; - "il Tempo" di Roma. Il talismano che ha fatto la storia. Di Elisabetta Bottoni. 25/04/2004; - "Riquadro". Elogio della cucina italiana. Di Claudio Riolo. 11/10/2007; - "Il fondo". Magazine di Miro Renzaglia. Il talismano della felicità. 29/09/2008; - "Gourmand World cook book awards 2010" Premio per "la cucina romana". 2010; - "Vivit - Vivi italiano - Il portale dell' italiano nel mondo - Accademia della Crusca e MICC (Media Integration and Communication Center). 2010 - 2013; - "L' Espresso" Passione cucina. Di Fulvio Pierangeli. 03/11/2011; - "Ulisse". Il Buoungustaio. Di Corrado Barberis. marzo 2013; - "Gustoblog". Chi era Ada Boni, autrice del celebre ricettario il talismano della felicità. Di Roberto Russo. 29/05/2013; - "Il blog". Di Martino Ragusa: Ricette di cucina, cultura gastronomica e divagazioni. 15/01/2015; - "Marie Claire". Raccontare Ada Boni, la cuoca giornalista che inventò la cucina contemporanea. Di Adriana Galati. 23/05/2021.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gillian Riley, The Oxford Companion to Italian Food, New York, Oxford University Press, 2007, pp. 58-59.
  2. ^ Ada Boni: la biografia, su Vivit - Vivi italiano, Accademia della Crusca e MICC (Media Integration and Communication Center).
  3. ^ (EN) Peter Naccarato, Zachary Nowak e Elgin K. Eckert, Representing Italy Through Food, Bloomsbury Publishing, 2017, p. 188. URL consultato il 1º ottobre 2018.
  4. ^ (EN) Gillian Riley, The Oxford Companion to Italian Food, Oxford University Press, 2007, p. 450. URL consultato il 1º ottobre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Riolo, Ada Boni, in Le Italiane, vol. 2, Roma, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, 2004.
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