Acqua di rose

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Acqua di rose
Origini
Altri nomiGiulebbe
Luogo d'origineBandiera dell'Iran Iran
Zona di produzioneMedio Oriente
Dettagli
Categoriabevanda
Ingredienti principali
  • acqua
  • zucchero o miele
  • succo di frutti o di erbe
Una piccola manifattura di Acqua di rose in Kashan.

L'acqua di rose, o giulebbe, è una bevanda fatta con acqua, succo di erbe o frutti, zucchero o miele, che deve il nome al suo tipico colore rosato derivato appunto dalla presenza dell'estratto di rosa[1][2].

In Turchia viene utilizzata nella preparazione del güllaç, un dolce tipico del Ramadan.

L'acqua di rose è usata anche come profumo nell'industria cosmetica[3].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Giulebbe deriva dal persiano gulab, composto di gūl = rosa e āb = acqua, attraverso l'arabo giulab.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il giulebbe viene citato nella commedia Il malato immaginario di Molière:

«... giulebbe epato-protettivo, sedativo e ansiolitico, per prevenire l'insonnia del Signore...»

nel romanzo "L'isola del giorno prima" di Umberto Eco e nel romanzo La lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini.

Leonardo Da Vinci, nel Codice Atlantico, conservato alla biblioteca Ambrosiana di Milano, cita l'"acquarosa", una bevanda i cui ingredienti sono estratto di rose, zucchero e succo di limone.

In conformità al divieto di consumo di alcool vigente nei paesi islamici, l'acqua di rose è usata come sostituto dello champagne sul podio dei Gran Premi del Bahrain, di Abu Dhabi, dell'Arabia Saudita e del Qatar di Formula 1.

L'espressione italiana "all'acqua di rose" si usa come attributo per qualificare una cosa fatta con leggerezza o qualcosa di blando, poco efficace.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Etimologia : giulebbo, giulebbe;, su etimo.it. URL consultato il 31 marzo 2014.
  2. ^ GIULEBBO, e GIULEBBE, su lessicografia.it. URL consultato il 31 marzo 2014.
  3. ^ Rüdiger Dahlke, Mangiar sano. Nutrirsi bene e con gusto, Edizioni Mediterranee, 2007, p. 128, ISBN 88-272-1909-9.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE4359096-2
  Portale Cucina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cucina