Abdelhamid Abaaoud

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Abdelhamid Abaaoud (in arabo: ‏عبد الحميد أبا عود‎, ʿAbd al-Ḥamīd Abā ʿAwd; Anderlecht, 8 aprile 1987Saint-Denis, 18 novembre 2015) è stato un terrorista belga di origine marocchina.

Conosciuto anche con i suoi nomi di battaglia di Abū ʿOmar Soussi[1] o Abū ʿOmar al-Baljīkī,[2] («Abū ʿOmar il Belga»)[3] ovvero ʿAbd al-Ḥamīd Abā ʿAwd, è stato un militante jihadista associato agli attentati organizzati dalla cellula di Verviers del gennaio 2015 (alla sede di Charlie Hebdo). È sospettato di essere uno degli organizzatori tattici ed operativi degli attentati di Parigi del 13 novembre dello stesso anno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Abdelhamid Abaaoud giunse in Belgio nel 1975 e, sperando in un futuro ambizioso per i suoi tre figli, ʿAbd al-Ḥamīd fu iscritto coi suoi due fratelli nel Collège Saint-Pierre à Uccle.[4]

Condannato per rapina, conosce nel 2010 in carcere Salah Abdeslam, uno dei principali sospettati della strage di Parigi del novembre 2015 [5]

Diventa una delle figure maggiormente mediatiche del gihadismo belga per la sua attività sui social network dal 2013 in poi. È d'altronde considerato da vari mesi dai servizi di intelligence francesi come uno dei principali architetti dei piani d'attacco miranti a colpire il territorio francese.[5]

Raggiunge i ranghi di Da'esh in Siria. Agli inizi del 2014, appare sorridente in un video girato ad Azaz, al volante di un'automobile, impegnato a oltraggiare i cadaveri dei "ribelli" uccisi nei combattimenti.[6][7]

Un'inchiesta ha permesso di stabilire che Abdelhamid Abaaoud era entrato in contatto con Mehdi Nemmouche nel gennaio del 2014, quattro mesi prima del quadruplo assassinio del Museo ebraico a Bruxelles. Ha inoltre fatto parte del gruppo di fuoco al quale apparteneva anche Mehdi Nemmouche.[5]

Il 15 gennaio 2015 viene associato agli eventi di Verviers.[8] Poi torna in Siria dove concede un'intervista alla rivista di Da'esh, Dābiq, in cui si fa beffe delle forze di sicurezza belghe.[9] Diventa tristemente noto per aver addestrato suo fratello, appena tredicenne, Younès, per il Jihād in Siria.

È in particolare sospettato di aver indottrinato i fratelli Abdeslam.

Il suo nome compare anche nei tre dossier terroristici con diverse imputazioni: l'affare del Thalys, l'attacco previsto a una chiesa di Villejuif da parte di Sid Ahmed Ghlam e il progetto di attentato a una sala di concerto nell'agosto del 2015.[5]

Il 18 novembre 2015 è stato accertato dalle autorità francesi che Abaaoud è stato ucciso in un'operazione di polizia a Saint-Denis, conclusasi con 5 arresti e 3 morti, tra cui appunto Abaaoud.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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