AD Project

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AD Project
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Titolo originaleAD Project
Paese di produzioneItalia
Anno2006
Durata96 min
Generefantascienza, orrore
RegiaEros Puglielli
SoggettoGabriella Blasi, Eros Puglielli, Cristiano Callegaro
SceneggiaturaEros Puglielli, Cristiano Callegaro
ProduttoreGabriella Blasi, Marco Bonini, Eros Puglielli
Casa di produzioneThe Coproducers
FotografiaLuca Coassin
MontaggioMauro Bonanni
MusicheGiulio Pierucci
Interpreti e personaggi

AD Project è un film di fantascienza del 2006 diretto da Eros Puglielli. È un film italiano nato e realizzato esclusivamente per il mercato home video ad un costo bassissimo; regista, attori e troupe si sono avvalsi di un innovativo sistema di produzione (chiamato The Coproducers) che realizza prodotti audiovisivi in co-produzione congiunta di tutti i partecipanti, i quali diventeranno, in cambio del loro contributo produttivo (finanziario, lavorativo o artistico), proprietari di una quota dei diritti di sfruttamento economico del film.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un uomo oltrepassa la recinzione di una zona protetta, ma una forza sovrannaturale, sotto forma di un uomo incappucciato, si impossessa di lui e lo conduce alle convulsioni. Poco distante e armata di telecamera, la sua fidanzata Elena subisce la stessa sorte. Il giorno dopo Elena racconta l'accaduto, sotto ipnosi, al prof. Morante, rivelando che tutto ciò che ha vissuto dovrà accadere soltanto la sera successiva. Nel frattempo, un aspirante attore e la sua fidanzata Gaia prendono in affitto una stanza da Luca, un gestore di un sito pornografico preoccupato per aver appena perduto la sua telecamera. Le vite di queste persone si incrociano quando due uomini in nero, giunti dinanzi alla zona, scoprono che qualcuno vi è penetrato di nascosto; l'incauto trasgressore non sa che, entrando nella zona, ha varcato una porta che conduce ad un'altra dimensione temporale.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« L'intenzione è lodevole, ma il film è fortemente penalizzato da una sceneggiatura che si riavvolge continuamente su se stessa con lentezza esasperante, perdendo tensione e motivazioni. »

(Fantafilm.[2])

« Il regista e il direttore della fotografia confermano la loro bravura che è ancora una volta sprecata da sceneggiature sciatte o inesistenti. »

(Recensione su CANI ARRABBIATI[3])

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]