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Aėlita

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Aėlita
Titolo originaleАэлита
Аėlita
Paese di produzioneUnione Sovietica
Anno1924
Durata111 min - 81 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 4:3
film muto
Generefantascienza
RegiaJakov Aleksandrovič Protazanov
SoggettoAleksej Nikolaevič Tolstoj dall'omonimo romanzo
SceneggiaturaAleksej Fajko e Fëdor Ozep
Casa di produzioneMežrabpom-Rus'
FotografiaEmil Schünemann
Jurij Željabužskij
MusicheAleksandr Rannie
su tema di Prokof'ev
ScenografiaSergej Kozlovskij
Isaak Rabinovič
Victor Simov
CostumiAleksandra Exter
TruccoN. Sorokin
Interpreti e personaggi

Аėlita (Аэлита) è un film muto del 1924 diretto da Jakov Aleksandrovič Protazanov. Tratto dal romanzo omonimo di Aleksej Nikolaevič Tolstoj, è considerato il primo colossal sovietico di fantascienza.

La storia è ambientata nell'anno 1921: le radio del mondo intero captano un messaggio misterioso, il testo è sibillino in quanto comunica solo 3 parole di una lingua sconosciuta: «Anta... Odeli... Uta...».

A Mosca, vivono l'ingegnere Los e il suo collega Spiridinov. Il primo di loro si sente spiato; scoprirà poi di essere osservato con un potente telescopio dalla regina di un pianeta lontano, l'Аėlita del titolo del film. Egli inizia un sogno che mescola realtà e fantasia, in cui, dopo aver ucciso la moglie in un atto di gelosia,[1] parte subito verso il luogo da cui proviene il segnale, Marte. Al suo arrivo la incontra e si innamora di lei.[2]

Ma il suo compagno Gusev partito con lui gli chiarirà le idee facendo notare come la donna di cui è innamorato è in realtà una tiranna. Dopo aver iniziato una rivolta contro di lei i due fuggono.

Nel 1922, lo scrittore russo Aleksej Nikolaevič Tolstoj (1883-1945), pubblicò Aėlita, uno dei suoi pochi romanzi di carattere fantascientifico.

Nel 1924 la casa cinematografica Mežrabpom-Rus' intenta a produrre film tratti dai classici,[3] si interessò alla produzione del film, e per il lavoro venne scelto il regista Jakov Protazanov (1881-1945), tornato da poco dalla Francia dove era emigrato nel 1920.[4]

Julija Solnceva (1901-1989), interprete di Аėlita, era alla sua prima apparizione nel grande cinema.

Distribuzione

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Copia della pellicola è conservata negli archivi del George Eastman Museum[5].

Le Izvestija scrissero a proposito del film: «La montagna ha partorito un topolino, ossia molto rumore per nulla. Un anno di lavoro, notevoli spese per la messa in scena e la pubblicità, la migliore organizzazione tecnica, un noto regista, attori interessanti, un celebre romanzo, un volo in un altro mondo, la rivoluzione su Marte, la Russia sovietica nel 1921... e il risultato: uno sciocco sogno di borghesuccio. Il fiero volo è finito con una bolla di sapone».

Il film fu giudicato mancante «d'uno scopo ideologico e artistico», un prodotto di compromesso per cercare di adeguarsi a un genere in voga nell'Europa occidentale: «La Russia sta seduta tra due sedie, delicatamente appollaiata sullo sgabello sovietico tenta di farsi un posto anche nella morbida poltrona straniera. Non ce l'ha fatta a sedersi su entrambe, e si è trovata tra loro e noi, come un conciliatore tra due forze opposte».[6]

Per lo storico Nikolaj Lebedev Аėlita è «un tipico filmone commerciale, sontuoso, elegante, ben fotografato, ma ideologicamente vuoto ed esteticamente eclettico».[7]

  1. ^ Chiavini, Pizzo e Tetro, p. 70.
  2. ^ Chiavini, Pizzo e De Turris, p. 16.
  3. ^ Lebedev, p. 148.
  4. ^ Kouléchov, Albéra e Posener, p. 92.
  5. ^ (EN) Aelita, su Silent Era. URL consultato il 29 ottobre 2025.
  6. ^ (RU) C. Chersonskij, Аėlita, in Izvestija, 2 ottobre 1924.
  7. ^ Lebedev, p. 149.

Voci correlate

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