Viadotto di Gokteik

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Viadotto Gokteik
8 Goteik (2).jpg
Stato Birmania Birmania
Città presso Gokteik, villaggio tra Lashio e Mandalay
Coordinate 22°20′29.05″N 96°51′32.42″E / 22.341403°N 96.859006°E22.341403; 96.859006Coordinate: 22°20′29.05″N 96°51′32.42″E / 22.341403°N 96.859006°E22.341403; 96.859006
Mappa di localizzazione: Birmania
Tipo Ponte a capriata
Materiale acciaio
Lunghezza 689 m
Luce max. 37 m
Altezza 102 m
Progettista Alexander Rendel & Sons
Costruzione ...-1901
 

Il viadotto Gokteik (in lingua birmana: ဂုတ်ထိပ်တံတား) è un ponte ferroviario a capriate che si collega la cittadina di Nawnghkio con il villaggio di Gokteik, nello Stato Shan della Birmania. È la costruzione più importante della linea ferroviaria che collega le stazioni di Mandalay, l'ex capitale del Paese, e Lashio, la principale città settentrionale dello Stato Shan.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Quando fu completato, nel 1900, era considerato una sensazionale opera di ingegneria ed il più grande ponte a capriata del mondo.[1] È tuttora il più alto della Birmania. Fu commissionato dalla Ferrovia della Birmania, l'azienda dei colonizzatori britannici che nel 1885 avevano portato a termine la conquista del paese. Fu progettato dalla Alexander Rendel & Sons,[1] i componenti furono prodotti negli Stati Uniti dalla Pennsylvania Steel Company e venne costruito dalla Pennsylvania and Maryland Bridge Construction.[2] I lavori furono diretti da Sir Arthur Rendel, ingegnere della Ferrovia della Birmania.[3]

Con la costruzione della ferrovia, i britannici espansero la propria influenza nello Stato Shan e aumentarono la pressione sull'Impero cinese, la cui Dinastia Qing era entrata nella sua fase di declino. Permise il trasporto delle truppe che pacificarono la regione e la colonizzazione della stessa. In origine la ferrovia doveva essere estesa fino alla frontiera cinese, ma il progetto fu abbandonato per gli eccessivi costi legati all'impervia natura del terreno.[4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il ponte si trova circa 100 km a nordest di Mandalay ed ospita un solo binario a scartamento metrico. La lunghezza totale è di 689 metri suddivisa in 15 campate, la maggior parte delle quali hanno una luce di 37 metri. Le 10 capriate e le 5 travi continue in acciaio sono supportate da alti tralicci, anch'essi in acciaio. Nel punto più alto del viadotto, che si trova a 102 metri dal terreno sottostante, sono stati affiancati due tralicci per garantire una maggiore stabilità della struttura.[3] Il costo dell'opera fu di circa 111.200 sterline.

Citazioni letterarie[modifica | modifica sorgente]

Nel libro del 1975 Bazar express: in treno attraverso l'Asia dell'autore statunitense Paul Theroux, il viadotto viene definito "un mostro di geometria argentea tra rocce frastagliate, la cui presenza risulta strana nella giungla circostante".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Satow, Michael e Desmond Ray, Railways of the Raj, New York e Londra, New York University Press, 1980.
  2. ^ (EN) Turk, J. D., Building An American Bridge In Burma in The World's Work, II, nº 5, New York, Doubleday, Page & Co., 1901, pp. 1148-1167.
  3. ^ a b (EN) Gokteik Viaduct, highestbridges.com
  4. ^ (EN) Thompson, Virginia, Communications in Burma in Far Eastern Survey, vol. 11, nº 2, Institute of Pacific Relations, 26 gennaio 1942, pp. 29–31.

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