Vertigo

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Vertigo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 1993
Fondata da
  • Karen Berger
  • Jenette Khan
  • Paul Levitz
  • Dick Giordano
Sede principale New York
Persone chiave
  • Diane Nelson, presidente DC Entertainment
  • Shelly Bond, redattore
Settore editoriale
Prodotti
  • Fumetti seriali (o comics in originale)
  • Graphic novel
  • Raccolte in edizione caronata (o Hardcover in originale)
  • Raccolte in edizione brossurata (o Trade Paperbacks in originale)
Sito web www.vertigocomics.com

Vertigo è una etichetta della casa editrice di fumetti statunitense DC Comics. Debutta nel 1993 sotto la guida della redattrice Karen Berger e risponde alla necessità di diversificare le proposte della casa editrice all'interno di un mercato che necessita di proposte più sofisticate e alternative[1]. I fumetti pubblicati sono indirizzati ad un pubblico più adulto di quello che legge le pubblicazioni di supereroi della DC Comics (famosa per personaggi come Superman e Batman) e per questo sulla copertina degli albi è presente il logo Vertigo e l'avvertenza «Suggested for Mature Readers[2]».

Karen Berger viene deposta dal suo ruolo di redattrice nel 2012 in seguito al profondo rinnovo del parco testate della DC Comics avvenuto dopo il lancio di The New 52 (progetto che segna il reboot dell'universo narrativo della casa editrice).

Linea editoriale[modifica | modifica sorgente]

A creare e dettare le direttive su cui si basa l'etichetta è Karen Berger, la quale fissa i presupposti creativi della neonata linea editoriale:

  • K. Berger ammette subito di non aver mai letto o essersi appassionata al genere supereroi dei fumetti mainstrem pubblicati da Marvel Comics e Dc Comics. Di conseguenza i fumetti Vertigo dovranno affrontare nuove tematiche e generi che possano attirare nuovi lettori che necessariamente non si sono mai interessati degli eroi mascherati[3].
  • Dare spazio ai giovani autori britannici che lei stessa aveva reclutato nel Regno Unito nella seconda metà degli anni ottanta. Tra questi c'erano Neil Gaiman, Peter Milligan e Grant Morrison. L'interesse per gli autori inglesi da parte della DC era maturato dopo il successo ottenuto da Alan Moore con opere come Swamp Thing, V for Vendetta e Watchmen[3].
  • Proprio in queste opere di Alan Moore, K.Berger vede il punto di riferimento della nuova etichetta, alla quale aggiunge (come ispirazione) un titolo storico della DC quale House of Mistery. Si tratta di un'antologia a fumetti di storie horror e alternative sulla quale lei stessa aveva lavorato 13 anni prima, quando era stata appena assunta[4].
  • All'interno delle pubblicazioni Vertigo sono presenti fin dall'inizio anche i supereroi ma il genere viene affrontato con lo spirito revisionista che si era già visto con il personaggio Miracleman di Alan Moore, Animal Man di Grant Morrison e Shade, the Changing Man di Peter Milligan. Tra l'altro queste ultime due serie entrano a far parte dell'imprint sin dal suo debutto. Il supereroe viene quindi presentato con contaminazioni letterarie e di genere differenti (o comunque più insolite e disinibite) da quelle viste nei fumetti che rientrano nell'universo DC. L'obbiettivo rimane quello di interessare e coinvolgere un nuovo pubblico, in una fascia di età post-adolescenziale e finora scarsamente interessato ai fumetti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Contesto e creazione[modifica | modifica sorgente]

La Vertigo viene fondata dalla DC Comics nel 1993 durante una riunione tra Jenette Kahn (l'allora editore della DC), Paul Levitz, Dick Giordano e Karen Berger[3]. Quest'ultima ha il via libera per creare un nuovo imprint che raccolga le testate da lei edite e poi proseguire con il lancio di nuovi progetti. Le nuove iniziative editoriali si devono distanziare dal parco testate dell'universo supereroistico DC e puntare ad un target più adulto e ricercato di lettori. Per questo il logo DC non compare in copertina e invece appare il banner Vertigo[1]. Su ogni albo appare sempre anche l'avvertenza suggested for mature readers (cioè consigliato a dei lettori adulti).

La Vertigo nasce in un periodo caratterizzato da una forte espansione del mercato fumettistico che però collasserà immediatamente a partire dalla metà del decennio. Le forze propulsive dietro questa impennata delle vendite sono molteplici ma dal punto di vista creativo si identificano in una nuova libertà creativa e nella necessità dei grandi autori e disegnatori di staccarsi dal fumetto mainstream del duopolio DC-Marvel (e le loro innumerevoli serie supereroistiche) per creare opere da distribuire tramite il mercato diretto delle fumetterie. In tale contesto nascono nuovi editori tra cui la Dark Horse e la Valiant. Ma la più importante (se non altro per le vendite) è la Image Comics, fondata nel 1992 da Rob Liefeld e altri famosi artisti della Marvel Comics. Indubbiamente la Vertigo è un primo tentativo di risposta della DC Comics alla necessità di conquistare nuovi lettori e creare uno spazio dove dare libero sfogo alla creatività degli autori dando loro la possibilità di avere un controllo sui diritti delle opere create. Senza tale iniziativa si correva realmente il rischio di perdere i migliori scrittori e disegnatori che già stava migrando verso altri editori. Basti pensare a Frank Miller e Mike Mignola che a partire dal 1991 pubblicarono le loro opere quali Sin City[5] e Hellboy presso la Dark Horse Comics ponendo le basi per la creazione dell'imprint Legend[6].

Si deve anche sottolineare che il biennio 1992-1993 vede la pubblicazione della saga La morte di Superman, un evento che segna un'epoca del fumetto e ricalca perfettamente il tono cupo (o Dark) di quel periodo fumettistico. Subito dopo inizia anche la saga Knightfall che narra della caduta e sconfitta di Batman ad opera di Bane. Queste storie si inseriscono all'interno di un periodo della storia del fumetto che alcuni definiscono Dark Age e che ha la sua origine ideale nella pubblicazione del primo numero dello Spawn di Todd McFarlane per la Image Comics. Si sente il bisogno di dare spazio a storie più cupe e violente di quanto non si sia mai fatto prima nella storia dei comics e queste atmosfere andranno ad influenzare inevitabilmente l'intera impostazione tematica delle future serie Vertigo. I generi affrontati riflettono spesso temi difficili, violenti e cupi quali la violenza della guerra, la droga, il sesso, il crimine, ecc.

Debutto editoriale (1993)[modifica | modifica sorgente]

Le prime pubblicazioni a fumetti con l'etichetta Vertigo sono disponibili alla vendita nel gennaio 1993 (con data di copertina marzo 1993). Si tratta di due miniserie, sei serie regolari mensili e una raccolta in edizione brossurata (o Trade Paperback in originale). In dettaglio sono le seguenti:

  • Death: l'alto costo della vita, di Neil Gaiman (testi) - Chris Bachalo (matite). Miniserie di tre numeri spin-off della serie regolare Sandman.
  • Enigma di Peter Milligan (testi) - Duncan Fegredo (disegni). Miniserie di otto numeri. Prima pubblicazione Vertigo i cui diritti sono degli stessi autori e non della casa editrice.
  • Le seguenti serie regolari: Shade, the Changing Man (dal n.33), The Sandman (dal n.47), Hellblazer (dal n.63), Animal Man (dal n.57), Swamp Thing (dal n.129), Doom Patrol (dal n.64). Come si può notare nessuna di queste pubblicazioni mensili trova il suo inizio (quindi il n.1) con la neonata etichetta, ma erano già in corso di pubblicazione nel vasto parco editoriale della DC Comics. Questo dimostra che le nuove idee e il differente tipo di approccio al fumetto seriale stavano maturando a livello creativo già diversi anni prima della fondazione di questa linea della casa editrice statunitense. Le serie sopra citate hanno infatti visto il loro debutto tra il 1982 e il 1990 e sono divenute note come Berger Books[7] in quanto, alcune sin dall'inizio ed altre successivamente sono state curate a livello redazionale dalla stessa Karen Berger. Tra queste solo la serie Doom Patrol non ha mai avuto la Berger come Editor mentre Swamp Thing (Vol.2) ha visto subentrare la redattrice al posto di Len Wein a partire dal n.25[8].
  • The Books of Magic Trade Paperback: raccoglie la miniserie omonima di 4 numeri pubblicata tra il 1990 e il 1991 dalla DC. Gli autori sono Neil Gaiman (testi) e John Bolton (disegni) e proprio in questa pubblicazione introducono il personaggio di Timothy Hunter al quale la Vertigo dedica una serie regolare (cioè The Books of Magic (Vol.2)) a partire dal maggio 1994. Questo è un primo esempio di come la nuova etichetta si proponga di raccogliere in edizione brossurata (Trade Paperback o TP) o cartonata (Hardcover o HC) delle serie o miniserie pubblicate prima del 1993 ma che sono assimilabili alla linea Vertigo come contenuti e lettori interessati.

Diversificazione editoriale[modifica | modifica sorgente]

La Vertigo affronta differenti generi e formati editoriali e si propone di fare da ponte tra il fumetto mainstream (pubblicato da DC e Marvel Comics) e il fumetto indipendente (detto gergalmente indie comics in originale)[9]. Quindi, anche se inizialmente le sue radici narrative affondano nel genere dei supereroi e in quello fantasy-horror, l'etichetta rimane aperta a nuove sperimentazioni di genere e mescolanza degli stessi e a nuove tipologie di formati[10]. A tal fine nel corso degli anni si dà vita a diverse Sub-imprint (in italiano Sotto-etichette) composte da un insieme di pubblicazioni che condividono una linea editoriale e/o tematica in comune.

Vertigo Visions (1993-1998)[modifica | modifica sorgente]

La prima sub-imprint debutta a marzo del 1993 (con data di copertina maggio) con uno one shot dal titolo Vertigo Visions: The Geek. Lo scopo degli albi Vertigo Visions è di proporre dei personaggi a fumetti del passato con una visione moderna che riesca a rielaborarne gli elementi narrativi per poterli proporre ad un nuovo pubblico. In linea con quanto già fatto con Shade, the Changing Man o Animal Man, i personaggi che vengono scelti sono quelli che si trovano ai margini dell'Universo DC Comics. Gli albi Vertigo Visions presentano in copertina un logo che stilizza l'occhio umano. Ne vengono realizzati sei e ogni albo ha un protagonista differente:

Alcune serie Vertigo[modifica | modifica sorgente]

Adattamenti in altri media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Alan Cowsill, Alex Irvine, Matthew K.Manning, Michael McAvennie, Daniel Wallace, Alastair Dougall, DC Comics, anno per anno -una storia per immagini-, Dorling Kindersley Limited, Londra, 2010, edizione italiana: 2011 PaniniS.p.a., p.262
  2. ^ In lingua italiana: «Consigliato a un pubblico adulto.»
  3. ^ a b c Les Daniels, DC Comics A Celebration of the World's Favorite Comic Book Heroes, New York. Watson-Guptill Pubblications, 1995, pp.224-225.
  4. ^ «...And it was on House of Mistery, an anthology title of memorable and unmemorable stories alike, that I began to work on what many people call weird stuff: stories that probe into the complex and dark facets of human nature, tales of ordinary people in extraordinary situations, and other odd things.», tratto dal primo editoriale Vertigo On the ledge, pubblicato all'interno degli albi Vertigo con data di copertina marzo 1993.
  5. ^ La prima pubblicazione di una storia ambientata a Sin City avviene su Dark Horse Presents -fifth anniversary special, Dark Horse Comics, aprile 1991
  6. ^ L'imprint Legend nasce ufficialmente con la pubblicazione John Byrne's Next Men n.1, Dark Horse Comics, gennaio 1992. Lo scopo dell'etichetta è di pubblicare opere i cui diritti rimangono di proprietà degli autori.
  7. ^ Enigma n.2, New York, DC Comics-Vertigo, maggio 1993, nell'editoriale On the Ledge di Karen Berger, p.29.
  8. ^ Alan Moore (testi), Stephen R Bisette (matite), Karen Berger (redattore/Editor), The Saga of the Swamp Thing n.25, New York, DC Comics-Vertigo, giugno 1984.
  9. ^ Stuart Moore (redattore/Editor), On The Ledge with Stuart Moore in Enigma n.6, DC Comics-Vertogo, New York, agosto 1993, p.26.
  10. ^ Ibidem.
  11. ^ Previews n.271, Diamond Comic Distributors, Timonium MD, aprile 2011, p.124
  12. ^ Subimprint significa letteralmente sotto-etichetta. Rispetto alle serie guida dell'etichetta, demarca un insieme di pubblicazioni caratterizzate da una linea editoriale autonoma o comunque differente per formato o contenuti.
  13. ^ Previews n.272, Diamond Comic Distributors, Timonium MD, maggio 2011, p.131
  14. ^ Compaiono per la prima volta in un albo della collana antologica Our Fighting Forces del febbraio 1970. In questo caso erano soldati della Seconda guerra mondiale.
  15. ^ Stefano Feltri, The Losers: perdenti di successo in Anteprima n.225, Modena, Panini Spa, maggio 2010, p.8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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