Timeo hominem unius libri

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Timeo hominem unius libri (letteralmente “Temo l'uomo di un solo libro”) è una locuzione latina attribuita a Tommaso d'Aquino e può significare due distinti messaggi: «Meglio studiare solo un argomento (libro) in modo approfondito, piuttosto che tanti, ma superficialmente»: da qui il temere come riconoscimento di un interlocutore preparato su un dato argomento.
Più spesso il motto è invece visto come una critica a chi si limita ad una sola fonte di conoscenza od ha una erudizione limitata, nella traduzione: «Diffida di chi ha letto un solo libro!». La vastità di conoscenze e la pluralità delle fonti di Tommaso d'Aquino fa propendere per questa seconda interpretazione come più vicina al senso originale della frase.

Volendo considerare il primo significato, numerosi scrittori però concordano con esso:

« Poich'io cultor di pochi libri vivo. »
(Ugo Foscolo, lirica a Vincenzo Monti.)
« Di libri basta uno per volta, quando non è d'avanzo. »
(Alessandro Manzoni, introduzione ai Promessi Sposi.)
« Gino mio, l'ingegno umano

Partorì cose stupende
Quando l'uomo ebbe tra mano
Meno libri e più facende »

(Giuseppe Giusti, epigramma a Gino Capponi.)

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