Strage degli innocenti (Reni)

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Strage degli Innocenti
Strage degli Innocenti
Autore Guido Reni
Data 1611
Tecnica Olio su tela
Altezza 268x170 cm
Ubicazione Pinacoteca nazionale, Bologna

La Strage degli Innocenti è un dipinto di Guido Reni risalente al 1611, custodito alla pinacoteca nazionale di Bologna. Originariamente era destinato alla Cappella Berò nella chiesa di San Domenico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il dipinto si basa sull'episodio della strage degli innocenti, narrato nel Vangelo di Matteo; la costruzione concitata mostra più eventi racchiusi in uno spazio limitato, accrescendo quindi uno stato di confusione e agitazione.

Due soldati uccisori, uno ritratto di spalle mentre si getta su una donna urlante e uno chinato verso le madri con i loro figli, tengono stretti nella destra dei pugnali con i quali sono in procinto di massacrare i corpi dei fanciulli. Le madri reagiscono in maniera differente alla minaccia: la prima donna in alto a sinistra ha il volto sfigurato in urlo a causa della violenza subita dal soldato che le strappa i capelli e tenta la fuga, un'altra scappa verso destra abbracciando il figlio ed una nell'angolo in basso a sinistra lo sostiene sulle spalle; una madre tenta di ostacolare il soldato opponendogli la mano sinistra, mentre la donna in ginocchio prega sui corpi dei bambini uccisi con la faccia rivolta verso il cielo.

Stile e tecnica[2][modifica | modifica wikitesto]

L'artista ha voluto caratterizzare esclusivamente i volti delle madri e dei bambini, in maniera tale da sottolineare il sentimento doloroso e da escludere gli assassini dal contesto emotivo della scena. Inoltre, Reni serba per i carnefici l'ombra sui volti e la luce sulle braccia e sulle mani, nel tentativo di sottolineare la brutalità della scena e la freddezza degli esecutori. Il punto di fuga, situato in prossimità della mano del carnefice di sinistra vuole ricondurre alla violenza il motore dell'episodio sanguinario.

Il dipinto presenta, nonostante le dimensioni della tela (268x170cm), una chiara geometria compositiva: oltre alla particolare posizione del punto di fuga, due triangoli opposti possono descrivere la collocazione e le inclinazioni delle varie figure.

La statuaria conformazione dei corpi e l'utilizzo della tecnica del drappeggio per gli abiti ed i mantelli dei personaggi, assieme alla rappresentazione di volti distrutti dal dolore ma perfettamente composti e anatomicamente impeccabili, rende difficile all'osservatore cogliere la reale drammaticità della scena.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cricco, Di Teodoro, Itinerario nell'arte. Dal Barocco al Postimpressionismo, Bologna, Zanichelli, 2012.
  2. ^ Cricco, Di Teodoro, Itinerario nell'arte. Dal Barocco al Postimpressionismo, Bologna, Zanichelli, 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Heinrich Wölfflin, Renaissance et baroque. Parigi: Éd. Gérard Monfort, 1961.
  • Gérard-Julien Salvy, Guido Reni. Gallimard, collezione Maîtres de l’art, 2001.
  • Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, Arte nel Tempo, dalla crisi della Maniera al Rococò. Bompiani,2009.
  • Cricco, Di Teodoro, Itinerario nell'arte Dal Barocco al Postimpressionismo, Zanichelli, 2012.

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