Stato patrimoniale

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Lo stato patrimoniale, ai sensi della legge italiana, è uno dei documenti che, ai sensi dell'art. 2423 c.c. comma 1 del codice civile, compongono il bilancio d'esercizio. Esso definisce la situazione patrimoniale di una società in un determinato momento individuato come la data di chiusura dell'esercizio. I principi di redazione e la struttura sono definiti dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile.

Schema dello stato patrimoniale[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stato patrimoniale è a sezioni contrapposte, a sinistra vi è l'attivo e a destra il passivo. Lo schema che segue è quello previsto dall'articolo 2424 per le società per azioni che, per effetto del richiamo di cui all'art. 2217 si applica alla generalità delle imprese. Ricorrendone i presupposti, a mente dell'art. 2435-bis c.c. "bilancio in forma abbreviata", talune voci dello schema sottostante possono essere accorpate.

Attivo Passivo
  1. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte già richiamata
  2. Immobilizzazioni
    1. Immobilizzazioni immateriali:
      1. costi di impianto e di ampliamento;
      2. costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità;
      3. diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno;
      4. concessioni, licenze, marchi e diritti simili;
      5. avviamento;
      6. immobilizzazioni in corso e acconti;
      7. altre.

      TOTALE (I)

    2. Immobilizzazioni materiali:
      1. terreni e fabbricati;
      2. impianti e macchinari;
      3. attrezzature industriali e commerciali;
      4. altri beni;
      5. immobilizzazioni in corso e acconti.

      TOTALE II

    3. Immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro l'esercizio successivo:
      1. Partecipazioni in:
        1. imprese controllate
        2. imprese collegate
        3. imprese controllanti
        4. altre imprese
      2. Crediti:
        1. verso imprese controllate
        2. verso imprese collegate
        3. verso imprese controllanti
        4. verso altri
      3. Altri titoli;
      4. Azioni proprie, con indicazione del valore nominale complessivo.

    TOTALE III
    TOTALE IMMOBILIZZAZIONI (B)

  3. Attivo circolante
    1. Rimanenze
      1. materie prime, sussidiarie e di consumo;
      2. prodotti in corso di lavorazione e semilavorati;
      3. lavori in corso su ordinazione;
      4. prodotti finiti e merci;
      5. acconti.

      TOTALE I

    2. Crediti, con separata indicazione per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo:
      1. verso clienti;
      2. verso imprese controllate;
      3. verso imprese collegate;
      4. verso controllanti;
        4 bis. crediti tributari;
        4 ter. imposte anticipate;
      5. verso altri.

      TOTALE II

    3. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
      1. partecipazioni in imprese controllate;
      2. partecipazioni in imprese collegate;
      3. partecipazioni in imprese controllanti;
      4. altre partecipazioni;
      5. azioni proprie, con indicazioni del valore nominale complessivo;
      6. altri titoli.

      TOTALE III

    4. Disponibilità liquide:
      1. depositi bancari e postali;
      2. assegni;
      3. denaro e valori in cassa;

    TOTALE IV
    TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE (C)

  4. Ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio su prestiti

  5. ____________________________
    Totale Attivo = A + B + C + D


  1. Patrimonio netto:
    1. Capitale sociale.
    2. Riserva da sovrapprezzo delle azioni.
    3. Riserve di rivalutazione.
    4. Riserva legale.
    5. Riserve statutarie.
    6. Riserva per azioni proprie in portafoglio.
    7. Altre riserve, distintamente indicate.
    8. Utili (perdite) portati a nuovo.
    9. Utile (perdita) dell'esercizio.

    TOTALE PATRIMONIO NETTO (A)

  2. Fondi per rischi e oneri
    1. per trattamento di quiescenza e obblighi simili;
    2. per imposte, anche differite;
    3. altri.

    TOTALE FONDI PER RISCHI E ONERI (B)

  3. Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
  4. Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo:
    1. obbligazioni emesse;
    2. obbligazioni emesse convertibili;
    3. debiti verso soci per finanziamenti;
    4. debiti verso banche;
    5. debiti verso altri finanziatori;
    6. acconti;
    7. debiti verso fornitori;
    8. debiti rappresentati da titoli di credito;
    9. debiti verso imprese controllate;
    10. debiti verso imprese collegate;
    11. debiti verso controllanti;
    12. debiti tributari;
    13. debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale;
    14. altri debiti.

    TOTALE DEBITI (D)

  5. Ratei e risconti, con separata indicazione dell'aggio su prestiti

____________________________
Totale Passivo = A + B + C + D + E

Attivo[modifica | modifica wikitesto]

L'ammontare complessivo degli investimenti in essere in un dato momento (attivo circolante + attivo immobilizzato) permangono nell'azienda per un breve arco di tempo, in quanto, essendo destinati ad un rapido impiego produttivo o ad essere prontamente venduti e/o riscossi, ritornano in forma monetaria in tempi brevi, comunque non superiori all'anno.
Nell'ambito di tale aggregato si opera una distinzione tra:

  • Liquidità immediate
  • Liquidità differite
  • Rimanenze

Le liquidità immediate sono impieghi liquidi d'esercizio costituiti generalmente da disponibilità liquide in cassa o equivalenti.

Le liquidità differite sono impieghi non liquidi d'esercizio in attesa di realizzo. Comprendono le attività che presumibilmente saranno trasformate in contante entro breve tempo (crediti verso clienti, cambiali commerciali, prestiti di prima riscossione) ovvero titoli acquisiti per temporaneo investimento di eccedenze di mezzi monetari. La trasformazione in contanti avverrà: a scadenza; mediante la vendita; mediante ricorso ad operazioni di sconto. Esempi: crediti verso clienti a breve termine, premi assicurativi, titoli a breve termine o BOT, anticipi ai fornitori.

Le rimanenze sono impieghi di esercizio in attesa di utilizzo o di realizzo. Rappresentano investimenti che saranno venduti (prodotti finiti) o consumati (materie prime e semilavorati) durante il normale ciclo economico-produttivo (o operativo) dell'azienda (di solito pari all'anno).

Le attività immobilizzate (o fisse) rappresentano investimenti di durata pluriennale in immobilizzazioni tecniche, materiali e immateriali, e immobilizzazioni finanziarie, che si prevede resteranno vincolati all'azienda per lungo tempo, generando flussi monetari in entrata in un periodo di tempo superiore all'anno.
Le immobilizzazioni tecniche riguardano impieghi in fattori produttivi che costituiscono la struttura operativa dell'impresa; si distinguono in materiali ed immateriali in relazione alla presenza o meno per le stesse del requisito della materialità. Esempi di immobilizzazioni materiali sono: magazzini, macchine, terreni. Esempi di immobilizzazioni immateriali sono: marchi, brevetti, avviamento, concessioni, licenze.
Le immobilizzazioni finanziarie riguardano impieghi durevoli a carattere finanziario, quali i crediti di finanziamento a medio e lungo termine, le partecipazioni di controllo e di collegamento. Esempi: partecipazioni in aziende controllate o collegate, crediti pluriennali nei confronti di altre aziende, obbligazioni.

Passivo[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda copre i suoi investimenti ricorrendo a diverse fonti di finanziamento, caratterizzate da diverse forme di "vincolo".
Le passività ed il capitale netto rappresentano le fonti del capitale investito. Indicano, cioè, da chi (proprietario o terzi) e in che misura è stato fornito il capitale necessario per finanziare le Attività.
Il totale delle passività, che insieme al capitale netto costituiscono le "fonti" necessarie al finanziamento degli "impieghi", corrisponde ai debiti contratti dall'azienda con i terzi e, dunque, rappresentano i diritti che questi ultimi vantano nei confronti dell'azienda.

Come le attività, anche le passività sono distinte in base alla loro scadenza (esigibilità) in passività a breve termine e passività a medio-lungo termine.
Le passività a breve scadenza sorgono in relazione a prestiti che l'azienda ottiene per finanziare gli investimenti dell'attivo circolante e rappresentano impegni da soddisfare in un periodo inferiore ad un anno. Ne sono esempi i debiti verso banche e fornitori, quote a breve termine di crediti a medio lungo termine, imposte a breve termine, cambiali passive commerciali.
Le passività a media-lunga scadenza soddisfano il fabbisogno collegato agli investimenti in immobilizzazioni ed implicano un impegno al rimborso ed alla remunerazione del capitale mutuato per un periodo di tempo protratto, superiore all'anno. Esempi: prestiti obbligazionari, mutui passivi, fondi per imposte a lungo termine, TFR.

Contabilmente, il capitale netto è pari alla differenza tra le attività e le passività patrimoniali, nominalmente scomposta in molteplici componenti. In concreto, il capitale netto rappresenta la misura di quanto resta delle attività dopo che sono stati rimborsati tutti i creditori.
Il capitale netto è costituito:

  • dai conferimenti, in denaro o in natura, eseguiti dal proprietario e/o dai soci al momento della costituzione dell'azienda e/o in epoche successive (Capitale sociale e Riserva da sovrapprezzo delle azioni);
  • dall'accantonamento a riserva degli utili conseguiti e non distribuiti ai soci sotto forma di dividendi: gli utili di bilancio conseguiti e reinvestiti nell'impresa concorrono alla determinazione dei finanziamenti aziendali (autofinanziamento in senso stretto).

A parità di tutte le altre condizioni, il patrimonio netto aumenta in presenza di utili non distribuiti, mentre diminuisce in conseguenza di perdite.

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