Spostamento della realtà

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Spostamento della realtà è un'espressione utilizzata dai proponenti dei fenomeni anomali per descrivere ciò che essi pensano essere cambiamenti enigmatici nella realtà fisica, spaziale o temporale. Questo potrebbe includere cambiamenti fisici non responsabili della realtà percepita, l'apparizione o la sparizione non spiegabile di oggetti di qualsiasi dimensione, guarigioni spontanee e forme di sincronicità.

Le cause di queste ipotetiche anomalie sono frequentemente disputate sia dai proponenti che dai denigratori.

Il termine è usato marginalmente. Vi sono pochi casi pubblicati in cui un cambiamento della realtà improvviso è stato considerato oggettivamente reale, e anche quelli sono considerati controversi. In questi casi, termini più popolari sarebbero fenomeni anomali o paranormali.

In molti casi l'esperienza è considerata dagli scettici un'allucinazione soggettiva che ha origine da una distorsione mentale della realtà.

Teorie della realtà dinamica[modifica | modifica sorgente]

I proponenti degli spostamenti di realtà credono in una realtà dinamica malleabile e soggetta ad alterazioni dinamiche rispetto al suo "stato normale".

Tra coloro i quali sostengono questa ipotesi c'è lo scienziato informatico statunitense Rudy Rucker, che ha attribuito gli spostamenti di realtà ad "una sequenza di universi possibili, simili alle bozze di un romanzo". Nel suo libro La scatola della vita, la conchiglia e l'anima ("The Lifebox, the Seashell")[1] paragona ogni "lenzuolo della realtà" rigorosamente deterministico con una enorme trama di "coinvolgimenti" sincronici le cui cause ed effetti fluttuano avanti ed indietro attraverso il tempo in modo che cambiando qualcosa si cambia tutto attorno ad esso, nel futuro e nel passato.

Similmente, Michael Talbot, che ha scritto su questo argomento in diversi libri tra cui L'universo olografico,[2] ha proposto l'ipotesi che la realtà sia flessibile e capace di una grande scala di alterazioni, così come l'apparizione e la sparizione di intere file di alberi.[3] In particolare ha utilizzato la frase spostamenti nella realtà ("shifts in reality") per descrivere le sue opinioni sugli spostamenti della realtà che considera alterazioni radicali nel mondo, e include nel libro presunti miracoli ed eventi psicocinetici come esempi.

Talbot basa la maggior parte delle sue idee sui lavori del fisico David Bohm e del neurofisiologo Karl Pribram, i quali hanno entrambi proposto teorie olografiche o modelli dell'universo. Talbot ha sostenuto che gli esempi paranormali della realtà "suggeriscono che la realtà, in un senso prettamente reale, è un ologramma, un'idea complessa (construct).[3]

Un esempio personale che Michael Talbot ha condiviso ne L'universo olografico fu l'esperienza in cui lui ed il suo professore furono testimoni del caso di una donna la quale gettò in terra ai loro piedi un ombrello che emise strani e sfrigolanti suoni e si trasformò in un ramo nodoso.[3]

Naturalmente la teoria di Talbot dell'universo proposta come essenza in forma olografica in natura è solo una spiegazione per come tali alterazioni radicali siano possibili. Altri proponenti dell'ipotesi hanno presentato opinioni differenti.

Nel 1993 il sociologo David Erlandson ed un suo collega hanno posto le basi per condurre una ricerca alternativa, con uso di tecniche di indagine naturalistiche, e con menzione del significato del ruolo che gli spostamenti di realtà possono assumere nella ricerca naturalistica.[4] Erlandson mette in evidenza che il ricercatore naturalistico crede che l'instabilità osservata possa essere attribuita non solo ad un errore di misura, ma anche a spostamenti di realtà.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rudy Rucker, The Lifebox, The Seashell, and the Soul: What Gnarly Computation Taught Me About Ultimate Reality, the Meaning of Life, and How to Be Happy, Thunder's Mouth Press, 2006, pp. 128-134, ISBN 1-56025-898-5.
  2. ^ ("w:en:The Holographic Universe") (1991)
  3. ^ a b c Michael Talbot, The Holographic Universe, New York, NY, HarperCollins Publishers, 1991, pp. 154-161, ISBN 0-06-016381-X.
  4. ^ David Erlandson, Edward L. Harris, Barbara L. Skipper, Steve D. Allen, Doing Naturalistic Inquiry: A Guide to Methods, Sage Publications, 1993, p. 34, ISBN 0-8039-4938-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]