Septum pellucidum

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Sezione sagittale dell'encefalo.

Il septum pellucidum (anche chiamato setto pellucido) è una sottile membrana verticale di forma triangolare separante i ventricoli laterali dalla materia grigia cerebrale. Esso separa inoltre il corno anteriore dei ventricoli destro e sinistro. Se gli emisferi vengono separati il setto resta coeso a uno dei due, solitamente il destro. Il septum pellucidum è considerato parte funzionale del sistema limbico ed è implicato nelle emozioni e nei comportamenti istintivi.

Strati[modifica | modifica sorgente]

Il Setto pellucido in realtà consiste in due strati o lamine formate da materia grigia e bianca e denominate septi pellucidi.

Questi strati sono normalmente fusi; comunque, approssimativamente in un decimo degli individui, essi sono divisi da una cavità chiamata cavum septum pellucidum o quinto ventricolo. Quest'ultimo termine ha perso il favore degli scienziati negli ultimi anni dato che la struttura non è in continuità con il sistema ventricolare e non contiene liquido cerebro-spinale

Anatomia[modifica | modifica sorgente]

Il septum pellucidum è situato nella linea mediana del telencefalo tra i due emisferi cerebrali. Confina superiormente e anteriormente con il corpo calloso, il grande fascio di fibre che connette le parti omologhe dei due emisferi. Inferiormente e posteriormente invece è adiacente alla regione anteriore del fornice, il fascio di fibre che collega le strutture ippocampali con i corpi mammillari dell'ipotalamo. Ai lati del setto si trovano i ventricoli laterali all'interno dei due emisferi.

Patologia[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

L'assenza del septum pellucidum o del corpo calloso, causata dalla mutazione del gene HESX1, è associata alla displasia setto-ottica.

Immagini aggiuntive[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gray, Henry & Clemente, Carmine D. (1984). Gray's Anatomy of the Human Body (30th ed.). New York: Lippincott Williams & Wilkins.
  • Kasper, Dennis L.; Braunwald, Eugene; Fauci, Anthony S.; Hauser, Stephen L.; Longo, Dan L.; Jameson, J. Larry; & Kurt J. Isselbacher, (Eds.) (2004). Harrison's Principles of Internal Medicine (16th ed.). New York: McGraw-Hill.

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