Sarcofago di Alessandro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il sarcofago di Alessandro.
Una raffigurazione di uno dei lati lunghi del sarcofago: Alessandro sconfigge i Persiani.
Ricostruzione a colori di uno dei lati corti del sarcofago.

Il sarcofago di Alessandro è un sarcofago ellenistico del tardo IV secolo a.C. (datato solitamente al 310 a.C. circa), adornato con altorilievi intrisi di propaganda dinastica. L'opera è molto ben conservata ed è rinomata per gli alti contenuti estetici; ritrovata a Sidone, nel Libano attuale, ora è uno dei pezzi di maggior pregio dei musei archeologici di Istanbul.

Scoperta e identificazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sarcofago di Alessandro è uno dei quattro sarcofagi figurati, datati al V e IV secolo a.C., scoperti durante gli scavi effettuati da Osman Hamdi Bey e Yervant Voskan nel 1887 presso la necropoli di Sidone, all'interno di un ipogeo appartenuto probabilmente ad una famiglia principesca.

Dalla fine del XIX secolo l'opera è stata riconosciuta come il sarcofago di Abdalonimo, divenuto re di Sidone tra il 333 e il 332 a.C. Alessandro il Grande compare a cavallo all'estremità di una delle scene sui lati lunghi, che è stata interpretata come la battaglia di Isso; all'estremità opposta si è talvolta voluto vedere Antigono Monoftalmo. La scena di caccia rappresentata sul lato opposto sarebbe tesa all'esaltazione della riconciliazione greco-persiana e vedrebbe come protagonisti un re persiano attaccato da un leone e il figlio di Antigono, Demetrio Poliorcete, che accorre in sua difesa.[1]

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Il sarcofago è in marmo pentelico e conserva alcune minime tracce di policromia. La decorazione del coperchio a doppio spiovente deriva il proprio stile dalle coeve opere di toreutica e può trovare un confronto con i cofanetti metallici delle tombe macedoni a Verghina. Le scene figurate comprendono scene di guerra sui timpani del coperchio e scene di caccia e di guerra sui lati del cofano.

La qualità, già intrisa di classicismo, delle parti figurate rimanda ad originali pittorici più che scultorei.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Charbonneaux, Martin, Villard 1985, p. 237.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean Charbonneaux, Roland Martin; François Villard, La Grecia ellenistica : 330-50 a.C., Milano, Rizzoli, 1985. ISBN non esistente
  • Antonio Giuliano, Arte greca : Dall'età classica all'età ellenistica, Milano, Il saggiatore, 1987, pp. 936-940. ISBN non esistente
  • Kathleen Kuiper (a cura di), Ancient Greece: From the Archaic Period to the Death of Alexander the Great, New York, Britannica Educational Pub. in association with Rosen Educational Services, 2010, p. 176, ISBN 978-1-61530-120-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]