Aldemaro di Capua

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Sant'Aldemaro di Capua

Abate

Nascita 985
Morte 24 marzo 1070
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 24 marzo e 6 ottobre

Sant' Aldemaro di Capua (o Aldemario), detto il Saggio (Capua, 985Bucchianico, 24 marzo 1070) fu un religioso benedettino dell'abbazia di Montecassino, quindi abate di San Lorenzo in Capua, fondatore e riformatore di numerosi cenobi nell'Italia centro-meridionale; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica che ne celebra la memoria liturgica il 24 marzo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Capua attorno al 985 da una famiglia modesta: adolescente, entrò come novizio tra i benedettini dell'abbazia di Montecassino, dove completò la sua formazione e prese i voti. Si guadagnò la fama di buon amministratore, tanto che la principessa longobarda di Capua lo richiese all'abate di Montecassino come Rettore del monastero di San Lorenzo, da lei fondato e dotato di un cospicuo patrimonio fondiario.

Qualche anno dopo, l'abate Aligerne di Montecassino gli affidò l'incarico di dirimere le controversie tra i monasteri della congregazione, i loro patroni ed i vescovi delle diocesi in cui erano inseriti: fu inviato prima a Bojano, poi a San Liberatore a Majella, dipendente da Montecassino ma la cui giurisdizione era rivendicata sia dal vescovo di Chieti che dall'abbazia di San Clemente a Casauria. Riuscì a risollevare le sorti di San Liberatore, che divenne vivaio per i futuri abati cassinesi (Enrico II nel 1020 tentò di imporre come abate di Montecassino Teobaldo di San Liberatore).

Attorno al 989, il nobile Tresidio, fondatore e signore del castello di Bucchianico, istituì nelle sue terre il monastero di Santa Maria Maggiore e Sant'Urbano, dipendente da Montecassino, per riorganizzare il patrimonio fondiario nei suoi domini: verso il 1034 Aldemaro venne scelto come priore e rimase a capo del cenobio fino alla morte, nel 1070.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Venne sepolto nella chiesa di Sant'Urbano di Bucchianico: la sua tomba venne profanata ed i suoi resti dispersi nel 1799, durante l'invasione francese: le sue reliquie vennero recuperate e sistemate nell'altare a lui dedicato nella chiesa dov'era sepolto.

Il suo culto si affermò in Bucchianico già in epoca normanna, soprattutto per sottolineare la nobiltà della fondazione della città e in funzione autonomista, per rivendicare l'esenzione del paese dalla diocesi di Chieti. Viene invocato come protettore contro la grandine.

La Memoria liturgica viene celebrata il 24 marzo, anche se a Bucchianico viene ricordato il 6 ottobre.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vita Sancti Aldemarii, in Petri Diaconi Ortus et vita iustorum cenobii Casinensis, Berkeley, University of California press, 1972 ISBN 0-520-09393-3
  • Giuliano Di Menna, Aldemario di Capua, in Gente d'Abruzzo - Dizionario Biografico, vol. 1, pp. 87–90, Castelli, Andromeda editrice, 2006 ISBN 88-88643-40-0