Rede

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il rede (o anche la rede) è un canto dove sono raccolti i principi sui quali è fondata la religione wicca. Vi sono molteplici interpretazioni del rede, alcune molto poetiche ed altre meno. Rede è un termine ripreso dalla lingua inglese antica e significa letteralmente "consiglio" o "proverbio".

Riportata all'interno della tradizione stregonesca da Gerald Gardner che affermava che le streghe erano inclini a seguire la morale secondo il leggendario Buon Re Pausol, Fai quello che ti piace purché non danneggi nessuno, questa idea è stata messa in un distico in rima chiamato il rede wicca.

All'interno del rede si trovano regole di vita e di comportamento che ogni wiccan deve rispettare, ma anche consigli e nozioni d'occulto: ad esempio è evidenziata l'importanza del sorbo e delle fasi lunari. Tutto il canto è basato e riassunto nell'ultimo verso, nel quale si coglie il vero fondamento di questo culto pacifico ("Se non fai del male, fa ciò che vuoi").

Qui di seguito viene trascritta una poetica interpretazione della rede (che secondo i wiccan è stata tramandata dalla grande madre dea).

La rede wicca[modifica | modifica sorgente]

Osservare la Rede noi dobbiamo
Con tutto l'Amore e Fiducia che abbiamo
Vivi e poi vivere sappi lasciare,
onesto nel prendere e giusto nel dare.
Devi tre volte il cerchio segnare
Perché i maligni si faccian cacciare.
Incatena la formula, incatenala bene
Esprimila in rima come conviene
Dolce lo sguardo e tocco leggero
Parla pochissimo e ascolta davvero.
Deosil segue la Luna in crescendo
e Runa di Streghe va ripetendo
Widdershin' 'vece su Luna Calante
canta una Runa male augurante.
Quando la Luna Nuova poi sorge
bacia la mano alla Madre che porge
E quando Piena la Luna rimane
le attese del cuore non saran vane
Attento alla forte tempesta del Nord:
ammaina le vele e chiudi le porte
Quando l'Austro incomincia a soffiare
l'amor sulle labbra ti vuole baciare
Quando sibila il vento a Ponente
i morti non trovan riposo per niente.
Se il vento dall'Est comincia a tirare
ci son novità e feste da fare.
Nove legni sotto il paiolo a bruciare
Infiammali e dopo fai consumare
Sia il sambuco l'albero eletto
non lo bruciare o sarai maledetto.
Quando la Ruota incomincia a girare
comincino i fuochi di Beltain a bruciare.
Quando il giro a Yule è compiuto
accendi il ceppo e regna il Cornuto
Bada tu al fiore, al cespuglio e al boschetto
e dalla Signora tu sia benedetto.
E dove l'acqua si va ad increspare
getta una pietra ed il vero traspare.
Quando un vero bisogno tu avrai
non ascoltar l'avidità altrui.
Con degli sciocchi il tuo tempo è sprecato
e come loro sarai giudicato.
In gioia il venire, in gioia l'andare
anima il volto e il cuor fai scaldare.
Ricorda la Legge del Triplo: è fatale
ritorna tre volte sia il bene che il male.
Se la fortuna da te è distante
segna una stella blu sulla fronte.
E che tu sia leale in amore
o anche il tuo amante sarà ingannatore.
Son otto parole la rede per noi:
Se male non fai, fai quello che vuoi

Traduzione di Giampaolo Gianese - ddrwydd del tempio di Ara; dall'originale di Lady Gwen Thompson, pubblicato per la prima volta su Green Egg magazine, Vol. III. No. 69 (Ostara 1975)

Neopaganesimo Portale Neopaganesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Neopaganesimo