Raab
Raab (il cui nome significa "larga") è una prostituta di Gerico che si fece complice delle spie israelite inviate da Giosuè.
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[modifica] Nel libro di Giosuè
Mentre gli inviati di Giosuè si trovavano presso di lei, il re di Gerico le mandò a dire di consegnarli. Decisa a salvarli, la donna usò un sotterfugio: affermò che erano usciti sul far della notte e appena gli uomini del re corsero a inseguirli, nascose i figli d'Israele sulla terrazza, fra gli steli di lino che vi aveva accatastato.
Dichiarò loro che sapeva che il Signore aveva assegnato il paese a Israele e che era più forte degli dei pagani. Poiché il Signore avrebbe consegnato Gerico al suo popolo, Raab pregò le spie di Giosuè di lasciare in vita lei stessa e la sua famiglia quando il loro esercito fosse entrato in città. Essi lo giurarono in nome della loro stessa vita.
Allora Raab li fece scendere con una corda dalla finestra, perché la sua casa era addossata al muro di cinta e raccomandò loro di restare nascosti sulla montagna per tre giorni finché gli abitanti di Gerico avessero desistito dall'inseguimento. Prima di partire i due uomini le suggerirono di legare alla sua finestra una cordicella di filo scarlatto che avrebbe segnalato la sua casa agli Ebrei quando fossero entrati in città.
Al momento della presa della città, Giosuè mandò le spie alla ricerca di Raab e della sua famiglia che si era rifugiata nella sua casa, secondo la promessa. Poi la città fu votata allo sterminio. Da quel momento “Raab abitò in mezzo ad Israele”. Dio ricompensò la fede di Raab risparmiando la vita sua e della famiglia e nel tempo sposa un israelita di nome Salmon, figlio di Nacson (Rut4,21), divenendo la trisavola del Re Davide.
[modifica] Negli scritti posteriori
L'epistola agli ebrei cita Raab come esempio di fede e quella di Giacomo la loda per le sue opere. Gli scritti rabbinici ne fanno la sposa di Giosuè. L'evangelista Matteo la cita fra gli antenati del Cristo, come madre di Booz e perciò nonna di Davide.
[modifica] Nella Divina Commedia
Dante nella Divina Commedia cita Raab (IX canto del Paradiso), affermando che, coll'aiuto al condottiero ebraico Giosuè nella conquista della città, si meritò la salvezza eterna.