Pygoscelis adeliae

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Pigoscelide di Adelia
Adelie-Pinguin.jpg
Pygoscelis adeliae
(Mare di Ross)
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Sphenisciformes
Famiglia Spheniscidae
Genere Pygoscelis
Specie P. adeliae
Nomenclatura binomiale
Pygoscelis adeliae
(Hombron & Jacquinot, 1841)

Il pigoscelide di Adelia (Pygoscelis adeliae (Hombron & Jacquinot, 1841)) è un uccello appartenente alla famiglia Spheniscidae; è il pinguino più largamente diffuso sulle coste del continente Antartico.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

  • Lunghezza: 45 - 70 cm
  • Peso: 4 - 6 kg

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Il pinguino di Adelia è una specie piuttosto aggressiva.

Tra le principali caratteristiche dei Pygosceles adeliae vi è un "comportamento egoista": quando i piguini lasciano il sito di riproduzione per procacciare cibo in mare, di solito lo spostamento avviene in massa e mai individualmente. Spesso i pinguini di Adelia si ritrovano tutti insieme sulle scogliere a picco sul mare: generalmente gli individui optano per un tuffo sincronizzato di gruppo, in quanto la possibilità di essere afferrati da foche leopardo (Hydrurga leptonyx), in agguato nell'acqua, diminuisce all'aumentare del numero dei pinguini. Questo è l'effetto diluizione proprio di molti gruppi animali. Inoltre la foca può, in un tempo determinato, mangiare solo un numero definito di pinguini; ci sono alcuni pinguini che sull'orlo della scogliera inducono i compagni a saltare con delle finte, per poi affacciarsi giù dalla scogliera in modo tale da verificare la presenza di foche leopardo, oppure spingendoli da dietro, sacrificando così alcuni compagni. Questo comportamento è proprio delle comunità egoiste.

Gli esemplari giovani senza esperienza sessuale possono reagire a falsi stimoli per l'accoppiamento. Possono ad esempio tentare di accoppiarsi con altri maschi, con pulcini o femmine morte, fino a giungere a veri e propri stupri.

Questi comportamenti erano già noti nei primi anni del Novecento, registrati dalla Spedizione Scott (1911-1912), ma tali dati furono tenuti segreti per non urtare la morale vittoriana dell'epoca. Le carte tenute nascoste da George Levick nella spedizione a Capo Adare sono state ritrovate nel 2012.[3][4]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Uovo di Pygoscelis adeliae

Si riproduce durante l'estate australe, in ottobre i maschi giungono per primi nei siti di riproduzione presso zone costiere rocciose non ghiacciate e occupano il luogo dove verrà costruito il nido; pochi giorni più tardi arrivano le femmine ed iniziano i corteggiamenti. Le coppie una volta formatesi costruiscono il proprio nido, un avvallamento contornato di ciottoli rocciosi, nel quale in novembre vengono deposte 2 uova. Terminato di deporre il secondo uovo, la femmina si dirige verso il mare per nutrirsi mentre il suo compagno cova per circa 7-10 giorni, dopo i quali gli succede la femmina; i due partner si alternano nella cova durante i 35 giorni di incubazione.
I piccoli nati restano al riparo sotto il morbido e caldo piumino della piega ventrale dei genitori e nutriti; dopo circa 2-3 settimane vengono allevati in gruppo con altri coetanei formando le cosiddette nursery; in febbraio i giovani hanno ormai completato la loro crescita, lasciano quindi la colonia dirigendosi verso il mare.

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Pygoscelis adeliae in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Spheniscidae in IOC World Bird Names (ver 4.4), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  3. ^ Russell DGD, Sladen WJL, Ainley DG, Dr. George Murray Levick (1876–1956): unpublished notes on the sexual habits of the Adélie penguin in Polar Record 2012; 48(04): 387-393.
  4. ^ Shock at sexually ‘depraved’ penguins led to 100-year censorship in The Week, 10 giugno 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. G. Ainley. Communication and Reproductive Cycles in Adelie Penguins. Johns Hopkins University, Baltimore(1970)
  • D. G. Ainley. Flocking in Adelie Penguins. Ibis 114: 388-390 (1972)
  • D. G. Ainley. Activity patterns and social behaviour of non-breeding Adelie Penguins. Condor 80: 138-146 (1978)
  • D. G. Ainley, D. P. De Master. Survival and mortality in a population of Adelie Penguins. Ecology 61: 522-530 (1980)
  • D. G. Ainley, W. B. Emison. Sexual size dimorphism in Adelie Penguins. Ibis 114: 267-271 (1972)
  • D. G. Ainley, R. E. Le Resche. The effects of weather and ice conditions on breeding in Adelie Penguins. Condor 75: 235-255 (1973)
  • D. G. Ainley, R. P. Schlatter. Chick raising ability in Adelie Penguins. Auk 89: 559-566(1972)
  • D. G. Ainley, R. E. Le Resche, W. J. L. Sladen. Breeding Biology of the Adelie Penguin. University of California Press, Berkeley (1983)
  • L. S. Davis. Timing of the nest relief and its effects on breeding success in Adelie Penguins (Pygoscelis adeliae). Condor: 84: 178-183 (1982)
  • L. S. Davis. Coordination of incubation routines and mate choice in Adelie Penguins (Pygoscelis adeliae). Auk 105: 428-432 (1988)
  • L. S. Davis, F. T. McCaffrey. Survival analysis of eggs and chicks of Adelie Penguins (Pygoscelis adeliae). Auk 103: 379-388 (1986)
  • L. S. Davis, F. T. McCaffrey. Recognition and parental investment in Adelie Penguins (Pygoscelis adeliae). Emu 89: 155-158 (1989)
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  • C. D. Paulin, P. M. Sagar. A diurnal rhythm of activity by the Adelie Penguin. Notornis 24: 158-160 (1980)
  • R. L. Penney. Molt in the Adelie Penguin. Auk 84: 61-71 (1967)
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