Pompeo D'Ambrosio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pompeo D'Ambrosio, con la figlia Antonella, in una riunione del Banco Latino

Pompeo D'Ambrosio (San Marco Evangelista, 1º gennaio 1917Caracas, 15 aprile 1998) è stato un imprenditore italiano.

Era molto noto nella comunità italiana di Caracas per aver sostenuto - con la sua attività finanziaria in una delle principali Banche venezuelane (il "Banco Latino") - il successo di molti imprenditori italiani del Venezuela[1].

Fu anche responsabile finanziario del Deportivo Italia, la squadra di calcio degli Italiani del Venezuela, durante gli anni "dorati" (sessanta e settanta) di questa squadra. Quegli anni, quando gestì la squadra con il fratello Mino, vengono ricordati come l'Era D'Ambrosio.

La vita[modifica | modifica sorgente]

Pompeo D'Ambrosio visse i suoi primi anni a Campagna, da dove era originaria la sua famiglia.[2]

Suo zio era Carlino D'Ambrosio, il podestà della cittadina salernitana, noto per il suo tacito appoggio dato agli ebrei confinati a Campagna durante la seconda guerra mondiale.[3]

Verso la fine degli anni trenta Pompeo D'Ambrosio studiò "Amministrazione delle Colonie italiane" all'Università di Napoli. Durante la seconda guerra mondiale fu Tenente dell'Esercito Italiano in Africa del nord (Libia ed Egitto), dove fu ferito e fatto prigioniero di guerra nella battaglia di El Alamein ricevendo una medaglia al valor militare[4].

Nel 1946, quando ritornò in Italia da un campo di prigionia alleato in Egitto, fu co-fondatore a Salerno della sezione locale del Movimento Sociale Italiano.

Influenza nella comunità italiana del Venezuela[modifica | modifica sorgente]

Nel 1951 Pompeo D'Ambrosio si trasferì a Caracas, la capitale del Venezuela, dove cominciò a lavorare nella dirigenza del "Banco Francés e Italiano" (denominato successivamente "Banco Latino"), finanziando la comunità italiana di Caracas, Maracaibo e Puerto La Cruz[5].

Molte aziende di Italo-venezuelani, come "Vinccler" e "Constructora Delpre" (che ha edificato a Caracas i grattacieli del "Complejo Parque Central", attualmente i più alti del Sudamerica), hanno ricevuto i suoi consigli ed il suo aiuto finanziario per potersi sviluppare ai massimi livelli dell'economia venezuelana.[6].

Pompeo D'Ambrosio fu anche co-fondatore della "Casa de Italia" e del "Centro Italo-Venezolano" di Caracas e partecipò a molte altre associazioni per l'assistenza sociale agli Italiani con basso reddito (specie nelle regioni venezuelane dell'Anzoátegui e del Zulia). Santander Laya-Garrido lo cita, nel suo libro "Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo econòmico de Venezuela" (Gli Italiani creatori della nazionalità e dello sviluppo economico del Venezuela), come esempio di onestà e dedizione alla comunità[7].

In seguito si trovò a combattere la corrotta amministrazione del Presidente del Banco Latino, Pedro Tinoco[8], ed il suo gruppo chiamato "Dodici Apostoli". Ma negli anni ottanta Tinoco, quando divenne anche il Presidente della "Banca centrale del Venezuela", costrinse D'Ambrosio a dimettersi dalla Vice-Presidenza del Banco Latino. Questo Banco - subito dopo la sua dimissione - fu coinvolto nella crisi finanziaria più grande del Venezuela.

Quando successivamente il Banco Latino finì in bancarotta nel 1994, Pompeo D'Ambrosio ricevette un applauso con ovazione eccezionale (comparso su tutti i media venezuelani, come il quotidiano "El Universal" e La Voce d'Italia) dall' "Associazione degli impiegati della Banca nel Venezuela", durante il Congresso in cui denunciò la corruzione di Tinoco e del suo gruppo (Siro Febres Cordero, Antonio Ugueto, ecc..)[9].

Pompeo D'Ambrosio viene ricordato nella Comunità italiana del Venezuela principalmente per la gestione del Deportivo Italia, la squadra di calcio degli Italiani di Caracas, durante la cosiddetta Era D'Ambrosio (1958 - 1978).

Era D'Ambrosio del Deportivo Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1958 Mino D'Ambrosio prese il controllo del Deportivo Italia e, con il fratello Pompeo D'Ambrosio al controllo finanziario della squadra, riuscì a fare raggiungere alla squadra di calcio della Comunità italiana il livello massimo nel calcio venezuelano.

L'Era D'Ambrosio della squadra azzurra (com'era chiamato il Deportivo Italia per i suoi colori simili a quelli della Nazionale italiana di Calcio) durò venti anni, fino al 1978. Quest'era fu caratterizzata da quattro campionati vinti nella Prima Divisione Venezuelana e dal famoso "Maracanazo" del 1971 (quando il Deportivo Italia vinse - uno a zero - nello stadio Maracanã di Rio de Janeiro il Fluminense, campione del Brasile).

La squadra conquistò tre volte la "Copa de Venezuela": nel 1961, 1962 e 1970 (e fu seconda nel 1976). Inoltre, la squadra azzurra partecipò sei volte nella Copa Libertadores: nel 1964, 1966, 1967, 1969, 1971 e 1972.

Gli anni sessanta furono gli anni "dorati" della squadra azzurra, perché furono Campioni del Venezuela nel 1961, 1963 e 1966. Il quarto titolo per la squadra fu ottenuto nel 1972 (mentre fu ottenuto il secondo posto nel 1965, 1968, 1969, 1970 e nel 1971).

Effettivamente, fra il 1961 ed il 1972, ogni anno il Deportivo Italia di Pompeo e Mino D'Ambrosio conquistò un primo o secondo posto nei Campionati venezuelani (e/o ebbe buone prestazioni nella "Copa Sudamericana Libertadores").

Inoltre, in quegli anni "dorati" dell'Era D'Ambrosio - la squadra degli "Azules" (Azzurri) vinse nei tornei internazionali amichevoli anche con alcune squadre europee rinomate (come il Milan nel 1968) e fu la prima squadra del Venezuela - in tutta la storia del Calcio venezuelano - a raggiungere nel 1964 il secondo turno nella Copa Libertadores[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo económico en Venezuela. pag 80
  2. ^ Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo economico en Venezuela. Segundo capitulo.
  3. ^ Campagna e gli ebrei di Monsignor Palatucci
  4. ^ Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo económico en Venezuela. pag 81
  5. ^ Vannini, Maria. Italia y los Italianos en la historia y en la cultura de Venezuela. pag.58
  6. ^ Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo económico en Venezuela. pag 82
  7. ^ Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo económico en Venezuela. pag 85
  8. ^ Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo económico en Venezuela. pag 86
  9. ^ La corruzione del Banco Latino (in spagnolo)
  10. ^ Copa Libertadores del 1964

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Santander Laya-Garrido, Alfonso. Los Italianos forjadores de la nacionalidad y del desarrollo economico en Venezuela. Editorial Vadell. Valencia, 1978.
  • Vannini, Maria. Italia y los Italianos en la historia y en la cultura de Venezuela. Oficina Central de Informacion. Caracas, 1966.
  • Velásquez Ramón. J., Silva Carlos Rafael. El Ejecutivo Nacional y la Intervencion del Banco Latino. Talleres Gráficos de Joaquín Ibarra/Impresores. Caracas, 1994.
  • Zapata, Juan Carlos. Dr. Tinoco. Vida y muerte del poder en Venezuela. Colección Claroscuro. Caracas, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie