Poeti cavalieri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Poeti cavalieri (Cavalier poets) è un termine utilizzato per descrivere una scuola di poeti inglesi del XVII secolo, riuniti nelle corti di Giacomo I e di Carlo I ed accomunati dalla celebrazione di istituti, valori o ideali che sono propri della cultura aristocratica.

Formalmente i Cavalieri perseguivano l'equilibrio, la simmetria e la perfezione metrica, modellandosi sugli esempi della grande classicità e in particolare su Orazio, Virgilio e Giovenale.

Ben Jonson è descritto come il "padre" dei poeti cavalieri: molti di loro si autodefinirono suoi "figli" o "discepoli". Appartennero a questo gruppo poeti come Robert Herrick, Richard Lovelace, Thomas Carew e John Suckling.

L'orientamento dei poeti cavalieri, grazie al rispetto dei canoni classici e ad uno stile sobrio ed equilibrato, diede vita a una tendenza che sarebbe stata sviluppata nel successivo periodo neoclassico[1].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Storia della letteratura inglese, Volume 1 - Paolo Bertinetti - Einaudi.
letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura