Paleocastro (Creta)

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Coordinate: 35°12′00″N 26°15′00″E / 35.2°N 26.25°E35.2; 26.25

Panorama di Paleocastro.

Paleocastro[1][2][3][4][5][6] o Palecastro[1][2][6] (greco moderno: Παλαίκαστρο, traslitterato come Palaikastro o Palekastro; prima del 1970 scritto come: Παλαιόκαστρον - Paleokastron; geroglifico cretese abbreviazione PK) è un piccolo villaggio situato al confine orientale dell'isola di Creta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime tracce di un piccolo insediamento risalgono al 2900 a.C. Successivamente, intorno al 1900 a.C., l’insediamento divenne un centro abitato di considerevoli dimensioni, urbanisticamente ben strutturato, che intratteneva contatti anche con Paesi stranieri  tra cui l’Egitto e l’Asia Minore[7]. Intorno al 1760 a.C. (MM III secondo la datazione 14C) l’abitato venne distrutto da un terremoto cui seguì la ricostruzione. Intorno al 1570[8][9] (TM IB datazione 14C) il territorio fu nuovamente colpito, e seriamente danneggiato, da un altro terremoto prima che, a  causa dell’eruzione di Thera/Santorini (1627-1600 a.C.)[10], l’intera regione fosse ricoperta da uno strato di cenere e la città fosse inondata da uno o più tsunami, di almeno 9 m., che ridusse/ro gli edifici alle esclusive fondamenta.

Si hanno successivamente ancora evidenze di ulteriori distruzioni dovute ad incendi, forse di natura bellica (TM IB).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Già durante la civiltà minoica la regione era un centro di commercio e la città raggiungeva gli oltre 50.000 mq.[11]

Il porto di Itanos, oggi posto molti metri sotto al livello del mare, è già citato in tempi antichi. Il grande centro di commercio minoico di Roussolakkos, posto vicino a spiaggia Chiona e scavato da archeologi inglesi, mostra chiaramente che la regione era uno dei più importanti snodi commerciali della civiltà minoica nella parte orientale dell'isola di Creta. Il Kouros di Paleocastro[12] è la figura scolpita di un giovane recuperata in vari frammenti tra il 1987 ed il 1990.[13]

Il villaggio resta libero dal turismo di massa. La principale attività dei circa 1.414 abitanti (dati del Ministero degli Interni greco dal censimento nazionale del 2001) continua ad essere l'agricoltura. Vengono coltivati ulivi e viti, e restano pochi pescatori. La pesca commerciale è però difficoltosa a causa della maggiore pescosità del mar Mediterraneo. Il turismo è un'importante fonte di sostentamento, anche se non predominante.

Nella parte orientale del villaggio, visibile da distanza, si trova una collina piatta chiamata Kastri(s). Questa collina diede il nome a Paleocastro nel Medioevo, quando la regione era dominata da Venezia. Sulla sua sommità piatta i veneziani stabilirono una fortezza. Nel corso dei secoli le pietre furono rimosse ed utilizzate dagli abitanti locali per la costruzione delle case.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Cfr. il lemma Paleocastro sul DOP.
  2. ^ a b Cfr. il lemma Palecastro sul DOP.
  3. ^ Cfr. in Vanni Beltrami, Italia d'oltremare. Storie dei territori italiani dalla conquista alla caduta, p. 205.
  4. ^ Cfr. il lemma Paleocastro sulla Nuova Enciclopedia Universale Rizzoli-Larousse, vol. XIV a p. 666.
  5. ^ Cfr. al lemma Àptera (antico nome dell'odierna Paleocastro) su Sapere.it
  6. ^ a b Cfr. il lemma Paleocastro sulla Treccani
  7. ^ J. A. MacGillivray, L. H. Sackett, J. Driessen, Excavations at Palaikastro, 1987, in BSA, LXXXIII, 1988, pp. 259-282
  8. ^ J. A. MacGillivray, The Therans and Dikta, in D. A. Hardy (ed.), Thera and the Aegean World, 3, 1. Archaeology. Proceedings of the Third International Congress, Santorini 1989, Londra 1990
  9. ^ J. A. MacGillivray, J. M. Driessen, Minoan Settlement at Palaikastro, in L'habitat égéen préhistorique, Atene 1990, pp. 395-412
  10. ^ Friedrich et al., Santorini Eruption Radiocarbon dated to 1627-1600 B.C., in “Science”, vol. 312, p. 548.
  11. ^ C.Davaros, in Enciclopedia Treccani (lemma "Palekastro)
  12. ^ L. H. Sackett, Excavations at Palaikastro, 1990, in BSA, LXXXVI, 1991, pp. 121-147
  13. ^ The Palaikastro Kouros. URL consultato il 14 novembre 2010.

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