Orizzonte perduto (romanzo)
| Orizzonte perduto | |
|---|---|
| Titolo originale | Lost Horizon |
| Autore | James Hilton |
| 1ª ed. originale | 1933 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | fantastico |
| Lingua originale | inglese |
Orizzonte perduto (Lost Horizon) è un romanzo fantastico dello scrittore britannico James Hilton. Ebbe un vasto successo popolare e utilizzò il genere del mondo perduto come base di partenza per filosofia popolare e critica sociale. Introdusse il nome di Shangri-La, divenuto un meme per l'idealizzazione del mondo perduto come "paradiso".
Dal romanzo sono stati tratti tre film.
Indice |
[modifica] Trama
Il romanzo è ambientato a Shangri-La, un monastero tibetano che ospita una antichissima e segreta città di saggi, raccolti da ogni parte del mondo, di sesso, cultura, religione e temperamento diversi, che meditano, studiano, vivono estremamente longevi e passabilmente felici senza inseguire un preordinato disegno di felicità - e soprattutto senza preoccuparsi di imporlo per le vie della religione o della condotta o dell'utopia. Nessuno vi cerca l'Uomo Nuovo; ognuno vivendo coopera a conservare i differenti valori dell'umana civiltà.
"Orizzonte perduto" racconta l'avventura di quattro persone che vi giunsero, quello che videro e il destino che li inseguì da quella esperienza. Un'avventura etica, esoterica, sapienziale; ma soprattutto, dovrebbe dirsi, un'avventura rooseveltiana escogitata in anni in cui i totalitarismi, architettando l'Uomo Nuovo, ingigantivano tutte le antiche archeologie di morte.
[modifica] Il mito di Shangri-La
Orizzonte perduto appartiene alla categoria di quei romanzi che hanno lasciato un segno indelebile nella letteratura internazionale. Il racconto, avventuroso all'inizio, si fa via via più surreale.
L'autore, James Hilton, si ispirò alla narrazione dei Padri Evariste Regis Huc (1813-1860) e Joseph Gabet (1810-1863), ferventi missionari, che percorsero l'Asia centrale attraverso il nord della Cina, la Mongolia e il Tibet fino a giungere a Lhasa nel 1846.
Per Hilton la preziosità di Shangri-La non è data dalla saggezza ancestrale dei suoi abitanti originari ma dal fatto che la loro guida spirituale, un missionario cattolico belga (Padre Perrault), vi aveva raccolto le cose migliori della cultura europea e che una fratellanza di adepti custodiva per difenderle da un imminente disastro mondiale. Loro dimora era la lamaseria di Shangri-La, torreggiante sulla valle della Luna Blu in cui i felici abitanti conducevano la loro vita, immuni da malattie e dallo scorrere del tempo. In questa curiosa avventura possiamo intravedere nel Gran Lama (Padre Perrault) il ritratto del padre gesuita Ippolito Desideri (1684-1733) che soggiornò realmente in un monastero tibetano presso Lhasa e che divenne fervente ammiratore delle dottrine che invece avrebbe dovuto combattere.
È curioso notare come ancor oggi Shangri-La sia da molti collocata fisicamente e storicamente in Tibet, quasi dimenticando l'opera di fantasia di James Hilton.
[modifica] Film
Da questo romanzo sono state tratte tre trasposizioni cinematografiche: nel 1937 la prima e più celebre, diretta da Frank Capra, nel 1956 una versione in chiave musical, diretta da Sheldon Harnick, nel 1973 un altro film, diretto da Charles Jarrott.
[modifica] Bibliografia
- James Hilton, Orizzonte perduto, Sellerio, 1995. ISBN 88-389-1154-1
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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