New York Five

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Con New York Five si intende un gruppo di cinque architetti di New York (Peter Eisenman, Michael Graves, Charles Gwathmey, John Hejduk e Richard Meier) il cui lavoro apparve per la prima volta in un'esposizione al MoMA (Museum of Modern Art) organizzata da Arthur Drexler nel 1967, e successivamente nel libro Five Architects del 1972.

Questi cinque hanno in comune la fedeltà verso una pura forma di modernismo architettonico, dando importanza al lavoro di Le Corbusier negli anni Venti e Trenta, anche se osservando più attentamente il loro lavoro risulta molto più individuale. Il loro unirsi in un gruppo può aver avuto a che fare con una sorta di obbedienze sociali e accademiche, e in modo particolare il ruolo di mentore di Philip Johnson.

La mostra produsse un rimprovero pungente nell'edizione di Maggio del 1973 della rivista Architectural Forum, con un gruppo di saggi chiamati "Five on Five" (Cinque contro Cinque), scritti dagli architetti Romaldo Giurgola, Allan Greenberg, Charles Moore, Jaquelin T. Robertson, e Robert A. M. Stern. Questi cinque, conosciuti come i "Grigi" (Grays) attaccano i "Bianchi" (Whites), affermando che questa ricerca di una pura estetica modernista produce edifici irrealizzabili che sono indifferenti al sito, indifferenti agli utilizzatori e divisi dalla vita quotidiana. Questi "Grigi" erano allineati con l'architetto di Filadelfia Robert Venturi e con l'interesse emergente per l'architettura spontanea (o vernacolare) e il primo postmodernismo.

John Hejduk era originariamente un insegnante, ed è morto nel 2000. Charles Gwathmey è morto il 3 agosto 2009. I rimanenti tre dei New York Five hanno prodotto lavori significativamente diversi, ed hanno disconosciuto qualunque rapporto che esisteva fra di loro. Graves ha abbracciato il postmodernismo. Eisenman ha limitato il suo lavoro ad immagini e modelli di design pseudo-architettonico tramite mezzi di stampa, sebbene è diventato l'architetto maggiormente associato al Decostruttivismo. Gli edifici di Meier rimangono i più vicini all'estetica modernista e fedeli alla forma corbusiana. Anche Gwathmey è rimasto legato allo stile modernista, ma la sua purezza è stata modificata da realtà di più grandi commissioni aziendali e pubbliche.

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