n+1 (rivista italiana)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
n+1
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità trimestrale
Genere rivista
Fondazione 2000
Sede Roma, Torino
Direttore Diego Gabutti
Sito web http://www.quinterna.org/
 
Copertina del n. 19 di n+1.

n+1 è una rivista trimestrale nata nella primavera del 2000 per affrontare in modo scientifico i problemi della trasformazione sociale. Ha sostituito uno stampato informale di cui furono diffusi 40 numeri a partire dal 1981. Direttore responsabile è Diego Gabutti. Reg. trib. Torino n. 5401 del 2000. Sedi: Torino e Roma.

Sezioni e rubriche fisse: Editoriale, Articoli, Rassegna (fatti salienti del trimestre), Spaccio al bestione trionfante (presa di distanza dai luoghi comuni), Terra di confine (anticipazioni della società futura presenti in questa), Recensioni, Doppia direzione (rapporto con i lettori).

Indice

Il progetto editoriale [modifica]

"n+1" simboleggia il principio di ricorrenza completo di Poincaré: n+1 (la società futura) è il successore che integra la serie precedente degli n (le società passate). Il capitalismo (ancora n) non corrisponde più al suo contenuto, dato che ha già sviluppato, potenzialmente, i caratteri della società comunistica (socializzazione estrema della produzione e sopravvivenza della proprietà privata come puro fatto politico, inutile e dannoso). L'espressione "n+1" venne utilizzata dal Partito Comunista Internazionale in uno scritto del 1958, sistemato nel testo "Dottrina dei modi di produzione", la cui prima parte è opera di Amadeo Bordiga. La scelta dell'espressione "n+1" è legata alla volontà di distinzione anche formale dal cosiddetto marxismo-leninismo e dall'imperante conformismo.[1]

La rivista tende quindi a sviluppare in ogni direzione il significato di una celebre definizione di Marx sulle trasformazioni economico-sociali: il comunismo non è un modello di società da costruire ma è la dinamica reale che abolisce lo stato di cose presente e prepara la società futura (Ideologia tedesca).

Marx intendeva dire che questo modo di produzione tende ad autosopprimersi continuamente a causa dei suoi caratteri specifici e che solo in questa dinamica suscita quelle forze sociali organizzate che diventano anticipatrici di una società nuova (partito storico). Questa impostazione è evidenziata da una citazione presente sulla Home page della rivista:

« Se noi non potessimo già scorgere nascoste in questa società - così com'è - le condizioni materiali di produzione e di relazioni fra gli uomini, corrispondenti ad una società senza classi, ogni sforzo per farla saltare sarebbe donchisciottesco »
(Karl Marx, Grundrisse)

In pratica il lavoro editoriale riflette un assunto scientifico: si può parlare della società futura non come di una vaga aspirazione utopistica ma come di un preciso processo basato su dati oggettivi, quantificabili e formalizzabili mediante modelli utilizzati in diverse discipline della scienza attuale.

Storia, programma e metodo [modifica]

Le radici storiche del lavoro di n+1 risalgono alla Sinistra Comunista "italiana", formatasi nel 1912 all'interno del Partito Socialista Italiano, sviluppatasi dopo la Prima Guerra Mondiale come Frazione Intransigente Rivoluzionaria e infine costituitasi in Partito Comunista d' Italia nel 1921 a Livorno con la scissione dal PSI. La corrente, perseguitata sia dallo stalinismo che dal fascismo, sopravvisse all'estero dal 1926 al 1943. Durante la Seconda Guerra Mondiale si ricostituì in Partito Comunista Internazionalista (Internazionale dal 1965 al 1982, quando si sciolse in quanto tale). Alcuni redattori hanno lavorato coi vecchi militanti del '21, ormai tutti scomparsi.

Gli anni che portarono alla crisi esplosiva del 1982 videro l'allontanamento dal Partito comunista internazionale - Il Programma Comunista del gruppo, che iniziò nel 1981 la pubblicazione "Lettere ai compagni". I primi venti numeri rispecchiavano nel contenuto il titolo della pubblicazione, ed erano effettivamente lavori di discussione fra militanti della Sinistra comunista legati all'esperienza del "bordighismo". "Lettere ai compagni" fu pubblicato fino al 1999, quando fu sostituito dalla rivista "n+1".

La rivista non è espressione di un partito o di un gruppo politico ma di un lavoro collettivo attorno al suddetto progetto di anticipazione anti-utopistica della società futura. Il gruppo di lavoro non esclude tuttavia il ruolo del Partito Comunista nella trasformazione rivoluzionaria della società. La redazione lavora esclusivamente in rete. Quattro volte all'anno si riunisce fisicamente per il piano di lavoro. Due volte all'anno sono invitati a questo lavoro anche i lettori.

Una curiosità: la redazione ha sempre utilizzato il metodo wiki, già sperimentato dal Partito Comunista Internazionalista negli anni '50: i testi erano considerati come dei "semilavorati" in continua elaborazione; se ne occupava un gruppo chiamato scherzosamente dei "negri" (dal nome dell'atelier collettivo che produceva i romanzi di Alexandre Dumas padre). Dal punto di vista tecnico il supporto del lavoro in rete è dato dallo stesso software libero che sta alla base di Wikipedia. Anche per questo motivo i testi non sono firmati.

Archivio storico [modifica]

L'archivio storico della Sinistra Comunista "italiana" curato da n+1 contiene migliaia di testi cartacei in via di digitalizzazione e pubblicazione su Internet. Iniziò a formarsi nel 1970 intorno al materiale che vecchi esponenti della Sinistra passarono ai giovani; negli anni successivi s'ingrandì con ulteriori documenti man mano pubblicati o rinvenuti in archivi pubblici e privati. Verso la metà degli anni '80 iniziò la digitalizzazione dei documenti col criterio della selezione tematica in vista della loro pubblicazione in una collana di libri (Quaderni internazionalisti, ora Quaderni di n+1). Prima della generalizzazione di Internet, gli stessi documenti furono diffusi anche attraverso una rete BBS ("Quaderni internazionalisti"). Questa fu presto soppiantata dalla rapidissima affermazione del Web, che divenne il mezzo più efficace per far conoscere materiali oscurati dalla storiografia ufficiale. Tutto il materiale dell'archivio elettronico è liberamente consultabile e scaricabile.

Posizioni critiche nei confronti di n+1 [modifica]

Il lavoro di n+1 è criticato in special modo dai partiti e gruppi politici che si ricollegano al periodo "bolscevizzato" della Terza Internazionale. Le critiche riguardano ad esempio:

  1. il metodo di lavoro interno ispirato al "centralismo organico" che esclude il ricorso a formalismi gerarchici o elettivi e tende a riprodurre il funzionamento degli organismi biologici;
  2. il rifiuto di "creare" un ennesimo partito fra quelli esistenti;
  3. la collocazione del "marxismo" all'interno del ciclo di sviluppo della conoscenza umana al pari delle altre discipline (matematica, fisica, biologia, evoluzione, ecc.) al momento separate;
  4. l'affermazione secondo la quale dai disastri della tecnologia si esce soltanto con la tecnologia stessa (solo utilizzata ad altri fini) e non con un primitivismo anacronistico.

Note [modifica]

  1. ^ Chi Siamo - sito ufficiale

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

editoria Portale Editoria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di editoria