n+1 (rivista italiana)

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n+1
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità trimestrale
Genere rivista
Fondazione 2000
Sede Roma, Torino
Direttore Diego Gabutti
Sito web http://www.quinterna.org/
 
Copertina del n. 19 di n+1.

n+1 è una rivista trimestrale nata nella primavera del 2000. La redazione si propone di affrontare in modo scientifico i problemi della trasformazione sociale.[1] Ha sostituito uno stampato informale di cui furono diffusi 40 numeri a partire dal 1981. Direttore responsabile è Diego Gabutti. Reg. trib. Torino n. 5401 del 2000. Sedi: Torino e Roma.

Sezioni e rubriche fisse: Editoriale, Articoli, Rassegna (fatti salienti del trimestre), Spaccio al bestione trionfante (presa di distanza dai luoghi comuni), Terra di confine (anticipazioni della società futura presenti in questa), Recensioni, Doppia direzione (rapporto con i lettori).

Il progetto editoriale[modifica | modifica sorgente]

"n+1" è una espressione che ricorda il principio di ricorrenza completo di Poincaré: n+1 (la società futura) è il successore che integra la serie precedente degli n (le società passate). Il capitalismo (ancora n) non corrisponde più al suo contenuto, dato che ha già sviluppato, potenzialmente, i caratteri della società comunistica (socializzazione estrema della produzione e sopravvivenza della proprietà privata come puro fatto politico, inutile e dannoso). L'espressione "n+1" venne utilizzata dal Partito Comunista Internazionale in uno scritto del 1958, sistemato nel testo "Dottrina dei modi di produzione", la cui prima parte è opera di Amadeo Bordiga. La scelta dell'espressione "n+1" è legata alla volontà di distinzione anche formale dal cosiddetto marxismo-leninismo e dall'imperante conformismo.[2]

La rivista tende quindi a sviluppare in ogni direzione il significato di una celebre definizione di Marx sulle trasformazioni economico-sociali: il comunismo non è un modello di società da costruire ma è la dinamica reale che abolisce lo stato di cose presente e prepara la società futura.[3]

Marx intendeva dire che questo modo di produzione tende ad autosopprimersi continuamente a causa dei suoi caratteri specifici e che solo in questa dinamica suscita quelle forze sociali organizzate che diventano anticipatrici di una società nuova (partito storico). Questa impostazione è evidenziata da una citazione presente sulla Home page della rivista:

« Se noi non potessimo già scorgere nascoste in questa società - così com'è - le condizioni materiali di produzione e di relazioni fra gli uomini, corrispondenti ad una società senza classi, ogni sforzo per farla saltare sarebbe donchisciottesco »
(Karl Marx, Grundrisse)

In pratica il lavoro editoriale rifletterebbe un assunto scientifico: si può parlare della società futura non come di una vaga aspirazione utopistica ma come di un preciso processo basato su dati oggettivi, quantificabili e formalizzabili mediante modelli utilizzati in diverse discipline della scienza attuale.

Storia, programma e metodo[modifica | modifica sorgente]

Il lavoro di n+1 si collega a quello della Sinistra comunista italiana, formatasi nel 1912 all'interno del Partito Socialista Italiano, sviluppatasi dopo la Prima Guerra Mondiale come Frazione Intransigente Rivoluzionaria e infine costituitasi in Partito comunista d'Italia nel 1921 a Livorno con la scissione dal PSI. La corrente, avversata sia dalla Terza Internazionale "bolscevizzata" che dal fascismo, sopravvisse all'estero dal 1926 al 1943. Durante la Seconda Guerra Mondiale si ricostituì in Partito Comunista Internazionalista (Internazionale dal 1965 al 1982, quando si sciolse in quanto tale). Alcuni redattori hanno lavorato con i vecchi militanti del '21, ormai tutti scomparsi.

Nel 1982 il PCInt. (il programma comunista) si dissolse in seguito a una grave crisi.[4] Nel frattempo alcuni elementi appartenenti a varie sezioni erano stati allontanati (1981) e avevano iniziato a pubblicare uno stampato informale ("Lettera ai compagni") la cui distribuzione fu poi alla base di quella della rivista. I primi venti numeri di tale stampato rispecchiavano nel contenuto il suo titolo, ed erano effettivamente lavori di discussione fra militanti della Sinistra comunista che si collegavano al lavoro rivoluzionario di Amadeo Bordiga. I successivi venti (ne uscirono in tutto 40 con un paio di supplementi) uscirono fino al 1999, quando lo stampato fu sostituito dal periodico "n+1".

La rivista non è espressione di un partito o di un gruppo politico ma di un lavoro collettivo attorno al suddetto progetto di anticipazione anti-utopistica della società futura. Il gruppo di lavoro non esclude tuttavia il ruolo del Partito Comunista nella trasformazione rivoluzionaria della società. La redazione lavora esclusivamente in rete. Quattro volte all'anno si riunisce fisicamente per il piano di lavoro. Due volte all'anno sono invitati a questo lavoro anche i lettori.

La redazione ha sempre utilizzato il metodo wiki,[5] già sperimentato dal Partito Comunista Internazionalista negli anni '50. All'epoca i testi erano considerati come dei "semilavorati" in continua elaborazione; se ne occupava un gruppo chiamato scherzosamente dei "negri" (dal nome dell'atelier collettivo che produceva i romanzi di Alexandre Dumas padre). Dal punto di vista tecnico il supporto del lavoro in rete è dato dallo stesso software libero che sta alla base di Wikipedia. Anche per questo motivo i testi non sono firmati.

Archivio storico[modifica | modifica sorgente]

L'archivio storico della Sinistra Comunista "italiana" curato da n+1 contiene migliaia di testi cartacei in via di digitalizzazione e pubblicazione su Internet. Iniziò a formarsi nel 1970 intorno al materiale che vecchi esponenti della Sinistra passarono ai giovani; negli anni successivi s'ingrandì con ulteriori documenti man mano pubblicati o rinvenuti in archivi pubblici e privati. Verso la metà degli anni '80 iniziò la digitalizzazione dei documenti col criterio della selezione tematica in vista della loro pubblicazione in una collana di libri (Quaderni internazionalisti, ora Quaderni di n+1). Prima della generalizzazione di Internet, gli stessi documenti furono diffusi anche attraverso una rete BBS ("Quaderni internazionalisti"). Questa fu presto soppiantata dalla rapidissima affermazione del Web, che divenne il mezzo più efficace per far conoscere materiali oscurati dalla storiografia ufficiale. Tutto il materiale dell'archivio elettronico è liberamente consultabile e scaricabile.

La pubblicazione dell'edizione cartacea e la sua presenza sul Web è affiancata dalla diffusione di una newsletter quindicinale gratuita e dall'attività sui social network.

Posizioni critiche nei confronti di n+1[modifica | modifica sorgente]

Il lavoro di n+1 è criticato in special modo dai partiti e gruppi politici che si ricollegano al periodo "bolscevizzato" della Terza Internazionale. Le critiche riguardano ad esempio:

  1. il metodo di lavoro interno ispirato al "centralismo organico" che esclude il ricorso a formalismi gerarchici o elettivi e tende a riprodurre il funzionamento degli organismi biologici;
  2. il rifiuto di "creare" un ennesimo partito fra quelli esistenti;
  3. la collocazione del "marxismo" all'interno del ciclo di sviluppo della conoscenza umana al pari delle altre discipline (matematica, fisica, biologia, evoluzione, ecc.) al momento separate;
  4. l'affermazione secondo la quale dai disastri della tecnologia si esce soltanto con la tecnologia stessa (solo utilizzata ad altri fini) e non con un primitivismo anacronistico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. il numero zero con un articolo di presentazione
  2. ^ Chi Siamo - sito ufficiale
  3. ^ Karl Marx, L'Ideologia tedesca.
  4. ^ Il partito si ricompose formalmente qualche anno dopo.
  5. ^ Cfr. la pagina del sito "Lavori in corso", dove è ricordato questo aspetto del lavoro comune.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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