Museo diocesano della cattedrale e cunicoli etruschi di Chiusi

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Museo diocesano della cattedrale e cunicoli etruschi
Tipo arte sacra, archeologia
Data fondazione 1932
Fondatori mons. Giuseppe Conti
Indirizzo Palazzo Vescovile

Piazza Duomo, 7 - 53043 Chiusi (Siena)

Il Museo diocesano della cattedrale e cunicoli etruschi di Chiusi (Siena) è stato istituito nel 1932 da mons. Giuseppe Conti, vescovo di Chiusi-Pienza (1917 - 1941). Nel 1984, durante l’episcopato di mons. Alberto Giglioli (1986 - 2000), è stato ampliato e rinnovato secondo i moderni criteri museali.

Nel 1990 è stato ulteriormente ampliato con l'apertura di quattro nuove sale nel palazzo vescovile, per esporre e conservare altre opere provenienti da parrocchie della diocesi di Chiusi, Successivamente è stato aperto il percorso sotterraneo, detto Labirinto di Porsenna, che attraverso i cunicoli etruschi, conduce alla cisterna etrusco-romana e alla salita sulla torre campanaria.

Percorso espositivo e opere[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo custodisce custodisce i reperti archeologici e le opere d'arte provenienti dal territorio diocesano, databili dal II secolo al XX secolo, organizzati su tre piani e divisi in quattro sezioni.

Prima sezione[modifica | modifica wikitesto]

In questa sezione sono presentati:

  • reperti archeologici, provenienti dalle catacombe di Santa Mustiola e Santa Caterina;
  • frammenti di un ciborio, proveniente dalla scomparsa basilica di Santa Mustiola;
  • un pavimento in mosaico in bianco e nero, proveniente da un edificio databile tra la fine del IV e gli inizi del V secolo, emerso durante gli scavi nella zona presbiteriale della concattedrale di San Secondiano;
  • un’urna cineraria marmorea di epoca augustea;
  • un sarcofago in marmo con Scene di battaglia contro i barbari (fine del II e l’inizio del III secolo)

Seconda sezione[modifica | modifica wikitesto]

Nella sezione sono conservati arredi sacri e suppellettile liturgica, databili dal XV - XIX secolo, provenienti per la maggior parte dalla Concattedrale, fra cui:

  • due reliquiari a cofanetto (XV secolo), in legno ed avorio, realizzati dalla bottega degli Embriachi;
  • piatto per elemosione con raffigurata La tentazione di Adamo ed Eva (XV secolo) di bottega tedesca, proveniente dalla Parrocchia di San Pietro a Macciano;
  • reliquiario a busto di Sant'Ireneo (inizio XVII secolo), in legno intagliato e policromo;
  • pianeta (XVII secolo) con l'immagine dell’Assunzione della Vergine;
  • paliotto (1787), in velluto di seta cremisi, ornato da galloni in filo d’oro e da un coevo medaglione centrale d’argento sbalzato con la Vergine Immacolata, donato dal granduca Pietro Leopoldo per l’altare maggiore del duomo;
  • due Angeli reggicandelabro (1789), intagliati da Tommaso Pagliazzi, provenienti dalla cappella del Sacramento della Duomo;
  • reliquiario della Santa Croce (XVIII secolo), in lamina d’argento, realizzato nella bottega degli argentieri senesi Bonechi;
  • tessuti e paramenti sacri, fra cui due pianete rinascimentali di manifattura fiorentina.

Terza sezione[modifica | modifica wikitesto]

In questa sezione sono custodite:

Quarta sezione[modifica | modifica wikitesto]

Questa sezione inaugurata nel 1992 espone opere d'arte e suppllettile liturgica provenienti dal territorio diocesano. Di grande interesse storico-artistico:

Labirinto di Porsenna, campanile e catacombe[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso prosegue con la visita del cosiddetto Labirinto di Porsenna: si tratta di una serie di cunicoli sotterranei etruschi (V secolo a.C.), che in gran parte si snodano sotto il Duomo, collegati con la superficie attraverso pozzi, successivamente interrati. Il "labirinto" (Porsenna è un re etrusco che tradizione letteraria vuole inumato in zona) conduce fino ad una grande cisterna etrusco-romana (I secolo a.C.) e alla salita sulla torre campanaria (XII secolo) a 24 metri di altezza.

Dal Museo inizia la visita per la Catacomba di Santa Mustiola, per quella più piccola Santa Caterina d'Alessandria e la Cattedrale paleocristiana (VI secolo).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Toscana etrusca e romana, Collana Guide archeologiche, Touring Club Italiano, Milano 2002.
  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Milano 2005, p. 267

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]