Macumba

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Macumba è un termine della lingua africana bantu usata per definire pratiche religiose bantu trapiantate a Rio de Janeiro nel XIX secolo. Successivamente (XX secolo) queste pratiche sono state "inglobate" nei culti Umbanda, Quimbanda e Omoloko.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La macumba include spesso elementi di altre religioni, in un sincretismo[1] che abbraccia religioni autoctone africane, cultura europea, cattolicesimo e spiritualità brasiliana. Le cerimonie della macumba sono fortemente influenzate dagli elementi africani e spesso avvengono all'aperto, includono sacrifici animali (galli e galline) e offerte agli spiriti (denaro, tabacco)[2], in modo simile a quanto avviene nel vudù haitiano. Dei medium, chiamati macumbeiro, officiano riti e cerimonie. Anche se la macumba può essere vista come una religione a sé stante, spesso i praticanti sono affiliati ad altre credenze religiose, come il cattolicesimo. La macumba è quindi capillare nelle comunità brasiliane, dove consultare un macumbeiro per rituali di buona fortuna è pratica abbastanza comune.In generale la parola macumba è usata in Brasile per definire riti o religioni di origine africana, spesso in modo dispregiativo per indicare credenze superstiziose.

In Italia si usa talvolta il termine "macumba" per indicare un malocchio lanciato su un'altra persona o su un'attività che altri hanno intrapreso.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per maggiori approfondimenti sul sincretismo brasiliano vedi Gildo De Stefano, "Il popolo del samba", Roma 2007
  2. ^ Macumba, Encyclopædia Britannica Online. URL consultato il 12/10/2011.
  3. ^ Simone de Tervagne, I poteri occulti di gioielli magici e pietre maledette, Meb, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]