Marco Anneo Lucano
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| « Dietro una maschera di temerarietà spesso si nascondono grandi paure » | |
|
(Lucano)
|
Marco Anneo Lucano (Cordova, 3 novembre 39 – Roma, 30 aprile 65) è stato un poeta latino. Figlio di Marco Anneo Mela, era nipote di Lucio Anneo Seneca e, grazie all'influenza dello zio, entrò alla corte di Nerone, in onore del quale proclamò, in una gara poetica di cui risultò vincitore, le Laudes Neronis.
Fu questo il periodo più lucente della vita di Lucano. Il suo poema, la Pharsalia (ma nei manoscritti è intitolato Bellum civile, "La guerra civile") fu anche acclamato.
Le sorti del poeta, tuttavia, mutarono radicalmente quando cadde in disgrazia presso l'imperatore. Le cause di tale mutamento nei rapporti fra i due non sono chiare. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che i motivi risiedessero in un risentimento personale; altri vi hanno visto una logica conseguenza del precedente allontamento dello zio Seneca; altri ancora hanno imputato la causa principale alla posizione filorepubblicana assunta da Lucano nella sua opera.
Nel 65 Lucano prese anche parte alla congiura di Pisone. Quando essa venne scoperta, egli fu costretto al suicidio a soli 25 anni, nonostante gli fosse stata promessa l'immunità in cambio della denuncia della madre; suo padre fu proscritto e sua madre riuscì a fuggire da Roma. Alla sua vedova, Polla Argentaria, Stazio dedicò una delle Silvae.
Indice |
[modifica] Opere
| Per approfondire, vedi la voce Pharsalia (Lucano). |
Di Lucano resta l'opera principale, il poema epico in esametri Pharsalia (noto anche con il titolo Bellum Civile), in dieci libri, rimasto incompiuto per la morte dell'autore. Lucano utilizzò molto probabilmente come fonti storiche Tito Livio, Asinio Pollione e Seneca il Retore: tutti storiografi filo-repubblicani; anche se molti studiosi hanno riscontrato distorsioni e deformazioni dei fatti storici apportati dal poeta (soprattutto alla luce dei confronti con il De Bello Civili di Cesare). Lucano elimina del tutto l'apparato divino (in contrasto con la tradizione dei poemi epici), poiché si tratta di una vicenda storica e recupera in parte l'elemento "meraviglioso" con l'introduzione di sogni, visioni, profezie, eventi naturali, pratiche magiche. L'opera è però atipica sin dalla scelta del tema, poiché tutti i poeti latini che si erano occupati di vicende storiche lo avevano fatto con l'intento di celebrare Roma e la sua grandezza; Lucano, al contrario, presenta la guerra civile come un evento funesto che ha innescato la decadenza della Roma repubblicana. La condanna di Lucano è violenta; non si è trattato di una guerra normale, ma di una guerra plus quam civile, poiché Pompeo e Cesare sono legati da vincoli di parentela.
Il numero e la varietà delle altre composizioni perdute di cui si ha notizia indicano un'eccezionale precocità artistica, unita a una notevole versatilità. Dai titoli delle opere perdute trapela l'adesione ai gusti neroniani: antichità troiane e poesia di intrattenimento, ricca di spunti occasionali e raffinata nella fattura. Pharsalia è il titolo dell'unica opera rimastaci del poeta latino Lucano. Nei manoscritti che la tramandano è sempre citata come Bellum civile ("La guerra civile"), ma il titolo esatto dovrebbe essere proprio Pharsalia, in base a quello che lo stesso Lucano dice nel IX libro:
| (LA)
« Pharsalia nostra / vivet, et a nullo tenebris damnabitur aevo »
|
(IT)
« La nostra Pharsalia / vivrà e da nessuna epoca sarà condannata all'oblio »
|
|
(Pharsalia, 985 ss.)
|
|
Il poema epico di Lucano è certo incompiuto e si arresta al X libro. Argomento dell'opera è la guerra civile che oppose Cesare a Pompeo e che ebbe nella battaglia di Farsalo il suo punto culminante (raccontato da Lucano nel VII libro).
Fonti di Lucano furono Tito Livio, Asinio Pollione e Seneca il Vecchio.
La Pharsalia, nella letteratura latina, rappresenta un poema atipico. Innanzitutto mancano gli interventi divini nelle decisioni e nelle azioni umane, caratteristici nei poemi epici e storici precedenti. Il poeta inoltre canta un avvenimento che egli stesso condanna, e che riconosce come una tragedia nella storia di Roma: ben diversi erano i poemi precedenti che cantavano la gloria dell'Urbe. Il racconto, poi, procede senza alcuna regolarità narrativa: gli episodi vengono selezionati, diluiti o riassunti, a seconda delle necessità del poeta, che imposta quindi in maniera alquanto soggettiva (non mancano neppure i commenti ai singoli episodi) tutta la sua opera.
La Pharsalia fu una delle fonti più preziose per Dante Alighieri, che spesso la citò nella Divina Commedia.
[modifica] Modelli
Il modello di Lucano era principalmente Virgilio. L'opera infatti, si pensa dovesse essere idealmente composta da 12 libri (come quelli dell'Eneide), poi interrotta a causa della morte dell'autore. Senza accorgersene però, Lucano compone un'opera completamente diversa. Il Bellum Civile, infatti, viene anche definito come il poema antivirgiliano per eccellenza.
[modifica] Analogie e differenze tra Bellum Civile di Lucano e l'Eneide di Virgilio
Per quanto riguarda le analogie possiamo indicare la struttura (per quanto riguarda Lucano, l'ideale), cioè 12 libri: in tutti e due i sesti libri sono inserite le profezie. Infine l'amore tra Cesare e Cleopatra è simile a quello tra Enea e Didone.
Molte sono poi le differenze:
Il Bellum Civile è il poema del dissenso. Esso ha ben tre protagonisti: Cesare, Pompeo e Catone, tutti negativi: Cesare è un tiranno che ha distrutto la Republica, Pompeo è un incapace, in quanto non è riuscito a fermarlo, Catone è un uomo antico, ancora legato al mos maiorum. Manca l'intervento divino, in quanto si tratta di un poema epico rinnovato nella tematica: non è più fondato sulla mitologia ma sulla storia. In più Lucano denuncia la mistificazione del mito e la sostituisce con la ricerca storica e con il meraviglioso, presentato però in modo negativo (con scene macabre). La guerra, per il poeta, è orribile ed infatti denuncia le guerre civili che hanno investito Roma per tutta la sua storia, elemento osservabile paragonando il proemio dell'Eneide e del Bellum Civile. Lo stile è barocco, ampolloso e drammatico e indica la guerra come sempre negativa; c'è la presensa di disvalori (violenza e tirannia) e il bene viene sconfitto dal male. L'Eneide è invece il poema del consenso: il protagonista è uno solo, gli dei sono costantemente presenti, Enea ripropone una serie di valori da imitare, lo stile è equilibrato, la guerra è molto spesso vista positivamente poiché ha uno scopo nobile.
[modifica] Curiosità
Il nome di Lucano viene talvolta accostato anche alla filosofia dei druidi, gli antichi sapienti celti, se è vero che egli ebbe modo di esprimersi così riferendosi a loro:
- A voi solo è dato sapere la verità sugli dei e sulle divinità del cielo... Vostra dimora sono le macchie più riposte delle foreste più remote. Voi insegnate che le anime non cadono nelle silenti sedi dell'Erebo o nei pallidi regni del sotterraneo Dite, ma che lo spirito passa a reggere altre membra in un altro mondo: la morte, se è vero ciò che insegnate, è il punto intermedio di una lunga esistenza.
ma è in realtà vero che tutta la sua ottica è puramente romana, così come il suo riferimento ideologico che consiste in un voluto capovolgimento delle principali dottrine politiche, in particolare l'esaltazione del principato augusteo, e dei principali modelli letterari a iniziare da Virgilio, la cui Eneide viene sistematicamente utilizzata in modo rovesciato e in modo da creare un effetto di rottura, come bene ha messo in luce in un recente saggio il critico Emanuele Narducci.
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Marco Anneo Lucano
[modifica] Collegamenti esterni
- approfondimento
- Bibliografia su Lucano
- Marco Anneo Lucano: testo con concordanze e liste di frequenza
Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di letteratura

