Ingvar Kamprad

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Ingvar Kamprad che parla ad un gruppo di studenti svedesi all'Universita' di Växjö

Ingvar Feodor Kamprad (Ljungby, 30 marzo 1926) è un imprenditore svedese fondatore (nel 1943) di IKEA.

Indice

[modifica] Biografia

Kamprad ha cominciato a costruire il suo business fin da ragazzo, vendendo fiammiferi ai vicini con la sua bicicletta. Successivamente scoprì che poteva acquistare i fiammiferi ad un prezzo molto basso presso un fornitore di Stoccolma, in modo da poter trarre maggior profitto nella vendita abbassando leggermente i prezzi. Dai fiammiferi, si espanse vendendo pesce, decorazioni per alberi di natale, semenze da giardino e successivamente penne a sfera, matite.

Quando compì 17 anni suo padre gli diede dei soldi come regalo per i buoni risultati che ottenne con gli studi. Kamprad usò questi soldi per costruire e fare crescere il suo stabilimento che chiamò IKEA. L'acronimo IKEA è composto dalle iniziali del suo nome (Ingvar Kamprad) o IK più Elmtaryd, la fattoria di famiglia dove è cresciuto, e Agunnaryd, un piccolo villaggio nella provincia di Småland.

Il marchio dell'Ikea

Ha ammesso che la sua dislessia ha giocato una larga parte del lavoro iniziale della compagnia. Per esempio i nomi in svedese dei mobili IKEA sono stati scelti da Kamprad perché aveva difficoltà nel ricordare i numeri.

Kamprad ha vissuto a Epalinges fin dal 1976. Come ha dichiarato in un'intervista per la televisione svizzera di lingua francese TSR, Kamprad guida una macchina vecchia di 15 anni, vola in classe economica e incoraggia i dipendenti IKEA a scrivere sempre su tutti e due i lati di un foglio. [1]

Kamprad ha anche ammesso il suo alcolismo, ma ha dichiarato che ora il suo "bere" è sotto controllo.[2]

[modifica] Polemiche

Nel 1994 le lettere personali dell'attivista fascista Per Engdahl sono state rese pubbliche dopo la sua morte ed è stato rivelato che Kamprad entrò a fare parte degli Engdahl's pro-Nazi un gruppo nazista nel 1942 e che contribuì al reclutamento di nuovi membri fino al tardo settembre del 1945 quando uscì dal gruppo rimanendo amico di Engdahl fino all'inizio degli anni '50.

Dopo quella rivelazione pubblica, Kamprad ha dichiarato di provare rammarico per quella parte della sua vita, definendola il più grande errore che abbia mai fatto, e ha scritto una lettera di scuse rivolta a tutti i suoi impiegati ebrei. Al gruppo appartenevano Engdahl e Sven Olov Lindholm, leader del movimento filonazista svedese.

È risaputo che IKEA è uno dei pochi rivenditori ad avere un deposito all'interno dello stato di Israele: questo riflette un tentativo di eliminare questa polemica. [3]

[modifica] Valore netto

Secondo il settimanale svedese Veckans Affärer [4], Kamprad è la persona più ricca del mondo. Tuttavia, IKEA nega questa asserzione: Kamprad non è più il proprietario dell'azienda (in una sua dichiarazione spiega di aver dato le dimissioni perché desiderava pagare meno tasse), quindi IKEA non dovrebbe essere inclusa nel computo dei suoi possedimenti. Forbes magazine, continua a riportare al primo posto Bill Gates mentre Kamprad si trova ora in quinta posizione - prima dell'articolo sul Veckans Affärer si trovava al settimo posto.

Secondo il provider tedesco T-Online, Kamprad è il più ricco del mondo, con 53 miliardi di dollari americani.

A partire dal marzo 2005, la perdita di valuta del dollaro americano ha messo Kamprad in testa alla classifica delle persone più ricche del mondo. Nel marzo 2009, Forbes magazine ha stimato la sua fortuna a 22 miliardi di dollari americani [5].


[modifica] Note

  1. ^ "Cheap is good, says furniture magnate/A Buon Mercato è meglio, dice il magnate del mobilio" NZZ Online, marzo 27, 2006
  2. ^ "It started in a shed/E' cominciato sotto una tettoia " The Age, luglio 15, 2004
  3. ^ "Swedish goulash and sofas whet Israeli appetites at Netanya Ikea/Il goulash ed i sofà svedesi soddisfano gli appetiti israeliani a Netanya Ikea " Jewish News Weekly of Northern California, aprile 6, 2001
  4. ^ "Who's really the world's richest?/Chi è veramente l'uomo più ricco del mondo?" CNNMoney.com, aprile 6, 2004
  5. ^ "The World's Billionaires" Forbes.com, marzo 11, 2009

[modifica] Collegamenti esterni

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