Hryggjarstykki

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Lo Hryggjarstykki è una saga dei re (ora perduta) scritta in antico norreno intorno alla metà del XII secolo e che trattava di argomenti quasi contemporanei a quel periodo; l'autore fu Eiríkr Oddsson, uno scrittore islandese di cui si sa poco. Quest'opera è citata da Snorri Sturluson nell'Heimskringla, dove viene enfatizzata la sua affidabilità: infatti, dopo averci informato del nome dell'autore e dei contenuti (vita di Harald Gille e dei due figli, di Magnus il Cieco e di Sigurd Slembe), ci assicura che Eiríkr era un uomo intelligente che era vissuto a lungo in Norvegia; inoltre, aggiunge, aveva scritto sempre in accordo con altri autori che erano stati a stretto contatto con i personaggi dell'epoca ed avevano combattuto tutte le battaglie del periodo, o addirittura aveva scritto di eventi che egli in persona aveva visto o udito[1].

L'opera di Eiríkr è citata anche in modo analogo nel Morkinskinna, in cui Eiríkr viene definito "saggio e critico". Nel Morskinna si rincara la dose: non solo scrisse in accordo con altri autori che avevano partecipato agli avvenimenti dell'epoca, ma li conobbe perfino, e si aggiunge che Eiríkr stesso e i suoi figli avevano partecipato alla maggior parte delle spedizioni e delle battaglie di quel periodo[2].

Anche l'autore del Fagrskinna fece uso dello Hryggjarstykki anche se non lo citò esplicitamente. È stato anche suggerito che il Morkinskinna, l'Heimskringla e il Fagrskinna utilizzarono tre diverse versioni dell'opera di Eiríkr[3].

Al contrario della maggior parte delle saghe dei re tarde, lo Hryggjarstykki sembra essere stata un'opera esclusivamente in prosa, sebbene sembri aver fatto uso della poesia scaldica[4]. I primi studiosi ritenevano che l'opera coprisse una parte sostanziosa del XII secolo, partendo dal 1130 e arrivando fino al 1160 o 1170, ma analisi più recenti indicano che lo Hryggjarstykki avrebbe coperto solo il periodo 1136-1139[5]. Il suo periodo di composizione dovrebbe essere stato intorno al 1150, facendone forse la prima saga norrena[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Snorri Sturluson 1991:748.
  2. ^ Andersson 2000:375.
  3. ^ Finlay 2004:11.
  4. ^ Finlay 2004:34.
  5. ^ Finlay 2004:10.
  6. ^ Clover 2005:214.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Morkinskinna: The Earliest Icelandic Chronicle of the Norwegian Kings (1030 - 1157), Theodore M. Andersson e Kari Ellen Gade (editori e traduttori), Cornell University Press, 2000, ISBN 0-8014-3694-X.
  • Old Norse-Icelandic Literature: A Critical Guide, Carol J. Clover e John Lindow, University of Toronto Press, 2005, ISBN 0-8020-3823-9.
  • Fagrskinna, a Catalogue of the Kings of Norway, Alison Finlay (editore e traduttore), Brill Academic Publishers, 2004, ISBN 90-04-13172-8.
  • Heimskringla: History of the Kings of Norway, Snorri Sturluson, Lee m. Hollander (traduttore), University of Texas Press, 1991, ISBN 0-292-73061-6.