Graoully

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Il Graoully (anche Graouli, Graouilly, Graouilli o Graully) è un animale mitologico, vissuto nell'arena di Metz, che avrebbe devastato la città prima d'essere cacciato dalla regione nel II secolo ad opera di san Clemente di Metz, primo vescovo della città. Questa leggenda rappresenta la distruzione del paganesimo da parte del Cristianesimo.

La leggenda vuole che il santo abbia cinto il collo della bestia con la sua stola per condurla sulle rive della Seille per affogarla.

Divenuto uno dei simboli della città di Metz, si ritrova regolarmente nel corso della storia. Fino alla Rivoluzione francese la leggenda di san Clemente fu commemorata da una processione nel giorno di san Marco[1] e alle rogazioni. La sua effigie, sotto forma d'un dragone era condotta per tutta la città prima di essere sferzata dai fanciulli.

« Era una figura mostruosa, ridicola, repugnante e spaventosa pei bambini. Aveva gli occhi più grandi del ventre, la testa più grossa che tutto il resto del corpo, con ampie, larghe e orribili mascelle ben dentate tanto sopra che sotto; e mediante il congegno di una cordicella nascosta dentro il bastone dorato, le facevano sbattere l'una contro l'altra come si fa a Metz col dragone di S. Clemente. »
(François Rabelais[2])

Oggi si può vedere il Graoully rappresentato nella cripta della cattedrale di Metz. Figura anche sugli stemmi del Football Club de Metz e dell'École nationale d'ingénieurs de Metz.

Si trova quasi permanentemente una scultura del Graoully appeso in aria in rue Taison, vicino alla cattedrale.

Il nome Graoully proviene etimologicamente dal tedesco graülich che significa «mostruoso»[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ René Bour, Histoire de Metz, Éditions Serpenoise, 1978. p.34
  2. ^ Pantagruel, traduzione di Gildo Pessini
  3. ^ Présentation du Graouli

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