Ghost in the Shell (film)
| Ghost in the Shell | |
|---|---|
| film anime | |
| Copertina del DVD italiano (edizione standard) | |
| Titolo originale | Kōkaku Kidōtai |
| Autore | Masamune Shirow |
| Regia | Mamoru Oshii |
| Sceneggiatura | |
| Character design | Hiroyuki Okiura |
| Mecha design | Shoji Kawamori |
| Animazione | Production I.G |
| Studio | |
| Musiche | Kenji Kawai |
| 1ª proiezione | 18 novembre 1995 |
| Aspect ratio | 1.78:1 |
| Durata | 82 min |
| Editore it. | Panini Video |
| Rete italiana | Rai 4 (10 dicembre 2009) |
| 1ª proiezione it. | settembre 1996[1] |
| Genere | |
| Cronologia | |
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Ghost in the Shell (攻殻機動隊 Kōkaku Kidōtai?) è un film d'animazione giapponese del 1995, diretto da Mamoru Oshii.
Prodotto dalla Production I.G nel 1995, il film è basato sull'omonimo manga di Masamune Shirow e ha avuto un seguito nel 2004 intitolato Ghost in the Shell: L'attacco dei Cyborg (イノセンス Inosensu?).[2] Nel 2008 la pellicola originale è stata sottoposta ad un profondo restyling, con largo uso della CG, e ripubblicata con il titolo Ghost in the Shell 2.0.[3]
Il film è noto per essere stato uno dei primi anime ad aver fuso con successo l'animazione tradizionale e l'animazione al computer.
Indice |
[modifica] Trama
Nel 2029, il mondo è completamente informatizzato, gran parte degli individui che abitano il pianeta hanno impianti cibernetici o sono dei robot completi, e le varie nazioni sono ancora in lotta tra di loro.
Il cyborg Motoko Kusanagi (membro della nona sezione di polizia) è intento a spiare un diplomatico estero impegnato nel tentativo di assumere un ingegnere per rimediare al bug del Progetto 2501. Ma la polizia irrompe nell'edificio e, di fronte al rifiuto dell'ufficiale estero di riconsegnare l'ingegnere, Kusanagi, provvista di mimetica termo-ottica, uccide il sequestratore e scompare senza lasciare traccia.
Nella scena successiva, il capo della Sezione 9, Daisuke Aramaki, conversa con un ufficiale riguardo agli ingegneri in attesa di ricevere asilo politico. Lo sviluppo degli eventi si sposta quindi sull'elemento chiave del film, il misterioso Signore dei Pupazzi, un hacker dalle fattezze sconosciute responsabile dell'attacco al cervello cibernetico dell'interprete di un ministro del governo. Ma proprio grazie a questo attacco la Sezione 9 riesce a localizzarne il segnale d'origine.
L'hacker fonte del segnale si rivela essere un netturbino che vuole rovinare la vita della ex-moglie per punirla di averlo lasciato e di avergli impedito di vedere sua figlia. Spiega anche, al suo compagno di lavoro, che è stato uno sconosciuto ad avergli insegnato come fare. Batou e Ishikawa (due membri della Sezione 9) arrivano al terminale di hacking troppo tardi ma, grazie alla fortuita collaborazione di un condomino della zona, individuano nel netturbino l'origine del problema. Colto in flagrante, quest'ultimo raggiunge la persona che l'aveva aiutato nell'operazione di hacking la quale, a sua volta, rifiuterà di farsi arrestare scaricando un intero caricatore di proiettili ad alta velocità sul camion dei rifiuti e sull'automobile di Batou. Dopo una lunga caccia nel mercato e nei quartieri di New Port City Kusanagi e Batou riescono ad arrestarlo.
Si scopre che l'uomo ha subito a sua volta un hacking al cervello e, nonostante gli fosse chiara la missione da svolgere, non conosce la propria identità: è un'altra marionetta controllata dal Signore dei Pupazzi. L'interrogatorio del netturbino rende noto che anch'egli è stato vittima di una forte manipolazione mentale: gli era stata implementata una memoria fittizia poiché non sapeva realmente cosa stava facendo e non era nemmeno mai stato sposato.
La notte seguente, nella sede della Megatech, azienda leader nella produzione di corpi artificiali nonché fornitrice della Sezione 9 di polizia, i macchinari responsabili della produzione si attivano autonomamente e cominciano a creare un corpo cibernetico femminile che, acquistata vita propria, fugge dall'edificio e si fa investire da un camion subendo ingenti danni tra cui la perdita degli arti inferiori. Portato alla Sezione 9, viene analizzato per individuare le cause dell'attivazione autonoma e si scopre che non possiede una sola cellula biologica (è completamente robotico) ma pare essere dotato di uno spirito (ghost), capacità di pensare propria dei cervelli umani. Kusanagi esprime la propria volontà di "immergersi" nel corpo per contattare lo spirito ma, in privato con Batou, mostra come i suoi dubbi sulla reale autenticità dei cyborg siano in continuo aumento.
Poco dopo, Nakuramura, della Sezione 6 (il Ministero degli affari esteri) e un ufficiale di nome Willis raggiungono l'edificio dove risiede il corpo artificiale appena trovato e ne rivendicano la proprietà. Aramaki e Nakamura discutono sul lato burocratico del ritrovamento mentre Willis, dopo una breve verifica, conferma come lo spirito individuato all'interno del cyborg sia una creazione del Signore dei Pupazzi. Nakamura afferma che la Sezione 6 stava lavorando da diverso tempo alla sua caccia e che, ora, è riuscita a rinchiuderne lo spirito all'interno di questo corpo dalle fattezze femminili.
Tuttavia, l'organismo inerme acquisisce improvvisamente il controllo dell'edificio e comincia a parlare: afferma di non aver mai posseduto un corpo poiché trattasi di un software informatico divenuto autocosciente e desideroso di ottenere asilo politico dalla Sezione 9 dato che in Giappone non esiste la pena di morte. Nakamura risponde che un programma di autoconservazione come lui non può fare richieste del genere ma il Signore dei Pupazzi replica con l'incontrovertibile tesi secondo la quale anche l'umanità è una forma di autoconservazione i cui dati mnemonici, i geni, vengono trasmessi al prossimo attraverso il DNA. Allo stesso modo, accusa gli esseri umani di aver sottovalutato l'applicazione della tecnologia informatica ai sistemi di memoria. E, poiché la scienza allo stato attuale non può fornire un'adeguata definizione del concetto di vita, lui, in quanto essere cosciente e senziente, ha il diritto di ricevere asilo politico. In seguito ad una domanda di Aramaki, il Signore dei Pupazzi nega di essere una IA ma di chiamarsi col nome in codice Progetto 2501, generatosi dal mare informatico.
Mentre Nakamura e Aramaki parlano con il burattinaio, Togusa nota qualcosa di strano riguardo all'arrivo in automobile di Nakamura e Willis nell'edificio. Attraverso i sensori di pressione del parcheggio, scopre che con loro vi sono due ufficiali provvisti di mimetica termo-ottica. Contemporaneamente, questi ultimi si rivelano e, distraendo il personale di polizia con delle granate fumogene, rapiscono il corpo del famoso hacker e fuggono in automobile ma, durante la fuga, Togusa riesce a installare sul loro veicolo un segnalatore di posizione satellitare. Batou si precipita all'inseguimento mentre Kusanagi prende un elicottero. Mentre Kusanagi e Aramaki discutono a distanza, realizzano che la Sezione 6 è evidentemente coinvolta nel rapimento. Nakamura non riesce però a spiegarsi perché il Signore dei Pupazzi abbia voluto raggiungere la Sezione 9.
Nella scena successiva, Ishikawa aggiorna Aramaki sull'esito delle sue investigazioni: a quanto pare, il Progetto 2501 è nato prima della comparsa del Signore dei Pupazzi nonostante si fosse affermato che il Progetto 2501 venne creato proprio per catturare l'hacker. Ishikawa intuisce che, forse, il Signore dei Pupazzi è uno strumento creato dalla Sezione 6 per svolgere i "lavori sporchi". La loro fuga potrebbe essere un espediente per impedire al software divenuto autocosciente di parlare e, quindi, di generare un gravissimo incidente diplomatico.
Poco dopo, i fuggitivi si imbattono in un'altra vettura e, dopo qualche attimo, ripartono entrambe in direzioni differenti. Batou segue la seconda auto mentre Kusanagi sceglie di pedinare la prima. La seconda si rivela poi essere uno specchietto per le allodole e Batou riparte immediatamente alla volta del maggiore. Prima di ripartire, ordina a Togusa di chiamare rinforzi per Kusanagi con sentito stupore dello stesso Togusa, non abituato a vedere il maggiore in difficoltà.
La vettura in fuga si ferma all'interno di un edificio abbandonato. Lì, Kusanagi si imbatte in una versione più grande e potente di un Fuchikoma (carro armato mobile), programmata per proteggere il Signore dei Pupazzi. Le armi a misura d'uomo del maggiore si rivelano inutili, si vede quindi costretta a nascondersi fino all'esaurimento delle munizioni del nemico. Dopodiché, attiva la propria mimetica termo-ottica e prova ad aprire il portellone del carrarmato. Ma il suo corpo artificiale non resiste allo sforzo e si spezza in più parti. Grazie al tempestivo arrivo di Batou (provvisto di lanciarazzi) il Fuchikoma viene reso inoffensivo prima che possa distruggere il cranio del maggiore.
Recuperato l'ancora integro corpo del Signore dei Pupazzi, Kusanagi decide di immergervisi immediatamente; sarà Batou ad occuparsi della connessione fisica tra i due. Avvenuto il collegamento, l'hacker si presenta ripetendo ciò che aveva già anticipato a Nakamura e confermando le intuizioni di Ishikawa: egli è il Progetto 2501, il programma responsabile della manipolazione di numerosi "ghost" manomessi per l'interesse personale delle società che lo gestivano, divenuto una forma di intelligenza autocosciente in seguito ad una delle tante operazioni di "ghost hacking". Ma i suoi creatori hanno ritenuto questo inaspettato sviluppo un bug di programmazione e hanno cercato di isolarlo all'interno di un corpo fisico. Nel proseguire con la spiegazione, rivela che ha voluto raggiungere la Sezione 9 al solo scopo di entrare in contatto con Kusanagi la cui esistenza gli era nota grazie alle numerose tracce che il maggiore aveva lasciato durante le sue operazioni di hacking. Il Signore dei Pupazzi si dice inoltre incompleto come forma di vita poiché privo di due delle caratteristiche di base comuni a tutti gli esseri viventi: la possibilità di morire e la capacità di riprodursi. Kusanagi gli ricorda che è comunque in grado di duplicarsi infinite volte ma l'hacker ben sa come una copia sia soltanto una copia, non solo facilmente vulnerabile all'attacco di un singolo virus ma anche priva del carattere evolutivo: la vita si perpetua tramite la diversità e l'originalità, anche sacrificando parti del sistema pur di sopperire ai difetti di un sistema rigido.
Il Signore dei Pupazzi esprime quindi il desiderio di unire il proprio spirito con quello di Kusanagi al fine di morire e dare origine ad una nuova, evoluta, singola entità. Impossibilitato a monitorarne il dialogo, Batou tenta di disconnetterli ma il Signore dei Pupazzi ne hackera il movimento degli arti superiori rendendolo inerme.
Intanto, gli elicotteri armati della Sezione 6, inviati per eliminare il Signore dei Pupazzi e Kusanagi, raggiungono l'edificio. Batou vede i laser dei fucili di precisione puntati su entrambi i loro corpi ma i cecchini non sono in grado di sparare a causa del tempestivo hacking del burattinaio.
Il maggiore e il burattinaio continuano a parlare riguardo l'unione e Kusanagi chiede di quali garanzie può disporre per essere sicura che rimarrà ancora se stessa a fusione avvenuta. Ma l'hacker chiarisce immediatamente come non ci siano sicurezze in tal senso e come, in ogni caso, sia proprio questo forte attaccamento alla sua identità attuale a limitarla e ad impedirle di espandersi come vorrebbe. Kusanagi chiede infine perché sia stata scelta proprio lei come secondo elemento dell'unione ed egli risponde che sono entrambi simili, come un corpo solido e la sua immagine riflessa, divisi da uno specchio, e, anche se l'unico a trarre vantaggio dall'operazione potrebbe sembrare proprio lui, fa considerare al maggiore come la rete a cui è collegato sia estremamente vasta e in grado di fornire al nuovo essere un potere e una libertà d'azione praticamente infiniti. Con benestare di entrambi, quindi, la fusione avviene e, nell'istante immediatamente successivo, i cecchini aprono il fuoco e Batou riacquista l'uso delle braccia.
Persi i sensi dopo l'unione con il Signore dei Pupazzi, Kusanagi, dopo diverso tempo, torna cosciente e si ritrova nella tranquilla casa di Batou all'interno di un corpo di bambina. Batou le spiega che quel corpo è l'unico che è riuscito a trovare sul mercato nero e che il Ministro degli Esteri si è dimesso in seguito alle accuse di cospirazione. La bambina decide di andarsene ma prima conferma al cyberpoliziotto che lei non è più il maggiore conosciuto come Motoko Kusanagi o l'hacker noto come il Signore dei Pupazzi bensì un nuovo essere. Batou le offre una delle sue automobili e, insieme, si accordano sulla parola d'ordine che, quando in futuro si rincontreranno, utilizzeranno come mezzo di riconoscimento: "2501". Lasciatisi da buoni amici, la nuova nata rivolge lo sguardo verso la città e, con visibile orgoglio dipinto sul volto, si chiede:
| « E ora dove andrà questo essere appena nato? La rete è vasta e infinita » |
[modifica] Colonna sonora
La colonna sonora è stata composta da Kenji Kawai ed è formata dai seguenti brani:
- M01 I - Making of Cyborg
- M02 Ghosthack
- Exm Puppetmaster
- M04 Virtual Crime
- M05 II - Ghost City
- M06 Access
- M07 Nightstalker
- M08 Floating Museum
- M09 Ghostdive
- M10 III - Reincarnation
- See You Everyday (traccia bonus)
See you everyday è molto differente dagli altri brani, è una canzone pop cantata in cantonese da Fang Ka Wing. Nel film, la si può ascoltare durante la sequenza del mercato di New Port City mentre Batou è alla ricerca del criminale il cui "ghost" è stato manomesso dal Signore dei Pupazzi.
Il brano di chiusura One Minute Warning, che si ascolta durante i titoli di coda delle versioni create partendo dall'edizione americana della Manga Video - come quella italiana -, non è presente nella colonna sonora originale in quanto è, invece, opera dei Passengers, nome sotto il quale si celano Brian Eno e gli U2, ed è stato pubblicato nell'album Original Soundtracks 1.
[modifica] Tema musicale principale (M01 I - Making of Cyborg)
Secondo le informazioni scritte sulla copertina del disco della colonna sonora, l'evocativo brano corale ascoltabile durante più sequenze del film è in realtà una marcia nuziale finalizzata all'esorcismo delle influenze negative. Kenji Kawai, inizialmente, voleva utilizzare dei cantanti di musica popolare bulgara ma, non avendone trovati, ha richiamato il coro giapponese con cui aveva già lavorato per l'anime Ranma ½. Il testo del brano è in un'antica forma di giapponese mentre l'accompagnamento melodico unisce l'armonia della musica sia bulgara che tradizionale giapponese.
[modifica] Edizioni home video
[modifica] VHS
Ghost in the Shell è stato originariamente importato in Italia negli anni novanta da Polygram Video per la distribuzione in formato VHS.
Polygram Video, committente del doppiaggio italiano, ha però adattato i dialoghi utilizzando come base i copioni della versione inglese anziché quelli originali giapponesi causando quindi alcuni errori nei testi italiani tra cui, per citare il più noto, l'utilizzo del nome "Signore dei Pupazzi" al posto del più fedele "Burattinaio" o "Marionettista".
[modifica] DVD
Nel 2005 i diritti del film sono stati rilevati da Panini Video per l'edizione DVD. L'editore ha mantenuto il vecchio doppiaggio Polygram Video aggiungendo al disco, oltre all'audio giapponese, sottotitoli italiani fedeli ai copioni originali. Il DVD è stato presentato in due versioni: Standard[4] e Deluxe.[5] Nella prima è presente il solo film, mentre nella secondo il disco è accompagnato da una cartolina promozionale, da un Makin' of di trenta minuti e dal trailer cinematografico.
[modifica] Doppiaggio
| Personaggi | Doppiatore originale (seiyū) | Doppiatore italiano |
|---|---|---|
| Maggiore Motoko Kusanagi | Atsuko Tanaka | Stefania Patruno |
| Batou | Akio Ōtsuka | Mario Zucca |
| Togusa | Kōichi Yamadera | Claudio Ridolfo |
| Aramaki | Tamio Ōki | Antonio Paiola |
| Il Burattinaio | Iemasa Kayumi | Mario Scarabelli |
| Nakamura | Tesshō Genda | Enrico Bertorelli |
[modifica] Premi
Il film ha ricevuto nel 1997 il Fantastic'Arts: Menzione speciale della giuria
[modifica] Curiosità
- Durante la sequenza che illustra i crediti di apertura, alternati a sequenze della costruzione del corpo cibernetico di Motoko Kusanagi, i numeri che scorrono sullo sfondo sono la trasposizione numerica dei diversi nomi dello staff che ha lavorato al film. Questa forma espositiva ha in seguito ispirato il famoso codice di Matrix.
- La marca della birra bevuta da Batou è una marca realmente esistente chiamata "San Miguel Beer", la più diffusa nelle Filippine. La lattina che compare nell'anime è una riproduzione molto dettagliata della reale lattina, comprensiva dell'etichetta e della foca simbolo dell'azienda.
- Kusanagi chiama il proprio fucile "Zastava" ma si tratta in realtà di un CZ 100, prodotto dalla ceca Česká Zbrojovka. L'azienda produttrice di automobili e armi Zastava esiste realmente ma è una società serba non responsabile della produzione del fucile impugnato dal maggiore. La pistola "Matever" di Togusa è immaginaria, tuttavia è simile ad un modello esistente prodotto dalla "MA.TE.BA".
- Ritenuto all'estero un classico dell'animazione, Ghost in the Shell, in patria, non riscosse grande successo al botteghino. Per questo, il sequel del film perse la denominazione "Ghost in the Shell" e, quello che sarebbe dovuto esserne il sottotitolo, "Innocence", divenne il titolo principale.
- La metropoli in cui è ambientato il film è stata pensata per riunire vari aspetti della cultura asiatica, con particolare attenzione verso quella cinese.
- Solitamente, ai personaggi degli anime vengono fatte sbattere le palpebre per trasmettere la sensazione di "personaggi animati" ma, in Ghost in the Shell, gli occhi di Motoko rimangono spesso aperti per lungo tempo. L'intenzione del regista Mamoru Oshii era di farla apparire come una "bambola".
- Dopo aver faticato per dirigere il doppiaggio inglese al fine di renderlo adeguato alla caratterizzazione dei personaggi, Oshii ha ringraziato il cast giapponese per avergli reso il lavoro molto più facile. Infatti, mentre il doppiaggio giapponese ha richiesto due giorni per essere registrato, quello inglese è stato completato in ben tre settimane.
- L'ultima frase di Kusanagi, poi completata al termine del film, nel dialogo con Batou sulla barca, è una citazione biblica dalla Prima lettera ai Corinzi 13,11-12: "Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto".
- Una pubblicità del film è riconoscibile sotto forma di trailer cinematografico all'interno delle scene di gioco del videogioco Syndicate Wars, sviluppato dalla Bullfrog. Nella versione italiana del gioco, la voce del trailer traduce erroneamente il titolo del film in "Fantasma in conchiglia".
[modifica] Note
- ^ Venice Film Festival
- ^ Pronuncia giapponese della parola inglese "Innocence"
- ^ Ghost in the Shell 2.0. Fantascienza.com. URL consultato il 12 settembre 2009.
- ^ Ghost in the Shell - Versione standard. URL consultato il 3 giugno 2008.
- ^ Ghost in the Shell - Versione deluxe. URL consultato il 3 giugno 2008.
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Ghost in the Shell
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Ghost in the Shell dell'Internet Movie Database
- Panini Video, detentore per l'Italia dei diritti del film
- (EN) Scheda sull'anime Ghost in the Shell dell'Anime News Network's Encyclopedia