Fuente Ovejuna

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Fuente Ovejuna
commedia in versi in tre atti
Autore Lope de Vega
Lingue originali Spagnolo
Composto nel tra il 1612 e il 1614
 

Fuente Ovejuna è una commedia in versi in tre atti in lingua spagnola di Lope de Vega. Fu pubblicata per la prima volta a Madrid nel 1619 nelle Docena parte de las comedias de Lope de Vega, ma venne scritta tra il 1612 e il 1614[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è ambientata nel XV secolo nella cittadina di Fuente Ovejuna (Fuente Obejuna), commenda dell'ordine di Calatrava nella provincia di Cordova, di cui è titolare Fernán Gómez. Questi appoggia Giovanna la Beltraneja contro i re cattolici Isabella e Ferdinando. Il commendatore pretende lo ius primae noctis dagli abitanti del paese, e di fronte al loro rifiuto fa rapire i giovani Laurenzia e Frondoso, il giorno delle loro nozze, per poter approfittare di lei e punire lui dell'affronto. Laurenzia tuttavia scappa dalla rocca dove era rinchiusa e con un appassionato discorso induce alla rivolta il popolo che, tutto assieme, espugna il palazzo di Férnan Gómez e lo uccide, infilzando la sua testa su una picca. L'ordine di Calatrava si è nel frattempo sottomesso a Isabella e Ferdinando e reclama giustizia: arriva un giudice che cerca in tutti i modi di trovare il colpevole, ma tutti gli abitanti dichiarano che l'uccisore è "Fuente Ovejuna" e il re, non potendo individuare il colpevole e messi al corrente degli abusi di Férnan Gómez, assolve tutto il popolo.

Riferimenti storici[modifica | modifica wikitesto]

A Fuente Obejuna avvenne effettivamente una rivolta nel 1476 nella quale fu ucciso Fernán Gómez de Guzmán, uno dei comandanti dell'ordine di Calatrava che sotto la guida del giovane gran maestro Rodrigo Téllez Girón, avevano attaccato Ciudad Real in appoggio a Giovanna la Beltraneja.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Lope de Vega, nel testo El arte nuevo de hacer comedias en este tiempo del 1609, afferma di non aderire ai precetti aristotelici sul teatro perché riconosce come primo valore del teatro quello di allietare la platea. Questa dichiarazione, che era una risposta alle critiche rivoltegli dai classicisti, rappresentò un punto di svolta nella storia teatrale spagnola, in quanto forniva il nuovo indirizzo programmatico di un teatro ormai trasformato in un'attività commerciale, che nella sua ricerca di profitto non era più tenuta a seguire le rigide regole del teatro classico. Le unità aristoteliche vengono ignorate per privilegiare trame verosimili, che conservino la funzione mimetica del teatro, tengano sempre alta la tensione fino al discioglimento finale e che per quanto complicata da intrecci secondari non perda in coerenza e mescoli il comico e il tragico, proprio per essere più vicina alla varietà della vita. Fuente Ovejuna con le sue trama e sottotrame e con l'azione che si svolge per giorni forse per settimane e in diversi luoghi, illustra bene come Lope ignori le unità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gwynne Edwards (a cura di), Lope de Vega, Three Major Plays, Oxford University Press, Oxford 1999, ISBN 0-19-283337-5, p.XII; S. Griswold Morley, C. Bruerton, Cronologia de las Comedias de Lope de Vega, Madrid, 1968, pp.330-331.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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