Faesite

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La faesite, truciolare detto anche impropriamente Masonite, è un materiale composto da fibra di legno pressato, normalmente senza aggiunta di sostanze incollanti. La masonite è invece prodotta con un metodo diverso, che combina calore e alta pressione.

La faesite[1] prende il nome dalla frazione Faé di Longarone, presso la quale il suo inventore, Osvaldo Protti, era proprietario di una fabbrica omonima[2]. Nell'ambito di un embargo internazionale - anche di importazione del legname - imposto all'Italia del 1936 a causa dell'aggressione all'Etiopia, l'invenzione, ottenuta dalla lavorazione di scarti dell'industria del legname (allora ancora fiorente nella valle in cui scorre il Piave), sopperiva alla mancanza della materia prima.[3]

Il brevetto della Masonite è del 1924 (William H. Mason, USA), quindi precedente a quello della faesite (1938). Mentre la faesite è prodotta sbriciolando le fibre di legno e pressandole, di solito con aggiunta di collanti, la masonite è invece prodotta impregnando i trucioli di legno con acqua in alta pressione, che è poi bruscamente ridotta, il che fa esplodere le fibre, le quali vengono poi compattate tramite presse per produrre le lastre.[4]

La produzione della faesite è molto simile alla produzione della carta, il legno viene sfibrato e ridotto in poltiglia, miscelato principalmente con acqua ed eventuali sostanze collanti. Questo impasto, tramite un macchinario usato anche nelle cartiere (continua), viene tagliato, posato su delle lamiere di acciaio con sopra una finissima rete di inox, schiacciato e cotto in una pressa. La pressa ha una temperatura variabile in base allo spessore dell'impasto e una pressione di circa 300 bar. Dopo alcuni minuti di cottura dell'impasto la faesite è pronta e viene tagliata nella misura desiderata.

Recentemente è stato prodotto un tipo di faesite alimentare che non può contenere alcuna sostanza chimica. Esistono vari tipi di faesite che possono contenere delle resine fenoliche, paraffine e in alcuni casi è stato usato del biossido di titanio come sbiancante.

Viene solitamente prodotta in pannelli di spessore variabile da 1,5 a massimo 12 millimetri e impiegata come parete posteriore economica di mobili e cassetti in sostituzione del compensato o del legno comune. Quella alimentare viene usata come fondo per le cassette della frutta, quella paraffinata viene impiegata in campo automobilistico come pannello interno delle portiere che in seguito viene coperto di moquette, infine quella sbiancata viene usata nella produzione di tacchi per scarpe da uomo.

Note e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Deposito della domanda di registrazione del marchio d’impresa S. A. Faesite di Padova datato 2 novembre 1938 da parte dell’Uff. provinc. delle corporazioni di Padova, poi registrato il 29 giugno 1939 - Banca dati digitale dell’Ufficio italiano marchi e brevetti, Archivio centrale dello Stato Italiano
  2. ^ Bruno Migliorini, Appendice al “Dizionario moderno” (in Alfredo Panzini, Dizionario moderno, Hoepli, Milano 1942)
  3. ^ Salone del mobile, o del truciolato: il legno autarchico dello storico Alessandro Marzo Magno (tratto dal libro "Piave. Cronache di un fiume sacro", il Saggiatore".
  4. ^ The History of Masonite

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