Eudiometro

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L'eudiometro è un apparecchio di laboratorio che misura le variazioni di volume di un gas soggetto a combustione. Venne messo a punto da Alessandro Volta durante i suoi studi sulle "arie infiammabili", metano ed idrogeno, scoperte dallo stesso Volta intorno al 1776. In realtà già Marsilio Landriani e Joseph Priestley avevano inventato degli apparecchi simili, ma i perfezionamenti apportati da Volta furono decisivi.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Per studiare il fenomeno Volta realizzò un eudiometro, costituito da un tubo di vetro con una imboccatura posta in una bacinella d’acqua e l’altra imboccatura chiusa da un turacciolo di sughero e sigillata con mastice.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Attraverso il turacciolo passano due fili metallici che terminano all’esterno del tubo con due sferette metalliche. Riempito il tubo con aria e aria infiammabile, Volta faceva scoccare una scintilla, ottenendo uno scoppio, in seguito al quale il livello dell’acqua nella parte inferiore del tubo saliva sensibilmente; ciò mostrava che l’aria infiammabile e anche una parte dell’aria comune "svaniva", lasciando nel tubo solo aria "flogistizzata", ossia priva di ossigeno.

La mancata scoperta della sintesi dell'acqua[modifica | modifica sorgente]

Durante i suoi esperimenti con l’eudiometro, Volta realizza quindi la sintesi dell’acqua, ma non può accorgersene perché il suo strumento contiene acqua; la formazione di acqua in seguito alla combustione dell’idrogeno non sfuggirà invece a Antoine-Laurent de Lavoisier, che ripeterà gli esperimenti di Volta con un eudiometro contenente mercurio.

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