Epifenomeno

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Epifenomeno (dal greco antico ἐπί "su, in aggiunta a" e ϕαινόμενον "fenomeno") in filosofia è un fenomeno secondario che accompagna o segue un fenomeno primario senza apparente necessario rapporto con esso. Il concetto di epifenomeno si origina nell'ambito del materialismo psicofisico e degli psicologi sostenitori della origine somatica dell’emozione per i quali il sentimento di piacere o dolore di un’emozione è l'effetto di un cambiamento fisiologico. [1]

In tal senso il termine è stato coniato ed inteso dai positivisti inglesi nell'Ottocento e in particolare dal biologo e pensatore Thomas Henry Huxley. Questi vedeva nella coscienza un tipico epifenomeno, non avente di per sé nessuna reale consistenza ma avente, in certe condizioni, chiara origine nel sistema nervoso dell'uomo ma tale da venire percepito come ad esso non facilmente riconducibile. Nel linguaggio tecnico si parla di fenomeno "emergente". Si possono considerare esempi di epifenomeno il fischio di una locomotiva a vapore (Huxley), come pure l'ombra proiettata da un oggetto in movimento o il rumore di un ingranaggio in azione.

In particolare nell'ambito della filosofia della mente, l'epifenomenismo è la teoria secondo la quale i fenomeni mentali sono prodotti da processi fisici nel cervello o entrambi sono effetti di una causa comune, in contrapposizione alla visione per cui i fenomeni mentali guidano i meccanismi fisici del cervello. L'impressione che i pensieri, i sentimenti o le sensazioni siano causa di effetti fisici è dunque da considerarsi, in una certa misura, illusoria. Ad esempio, non è la sensazione di paura a produrre un aumento del battito cardiaco, ma entrambi sono sintomatici di una comune origine fisiologica, probabilmente in risposta a una legittima minaccia esterna.[2] In medicina ad esempio l'epifenomeno è un sintomo accessorio che può manifestarsi in seguito ma non necessariamente ai sintomi principali di una malattia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente.
  2. ^ Sven Walter, Epiphenomenalism in Internet Encyclopedia of Philosophy. URL consultato il 1º giugno 2012.
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