Dionoto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Dionotus compare nella poco attendibile Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth come un leggendario sovrano della Britannia al tempo delle campagne militari in Gallia dell'usurpatore Magno Massimo[1]. Successe al fratello Caradoc come sovrano dei britanni e della Cornovaglia.

Nulla viene detto su questo personaggio prima della sua salita sul trono al tempo di Massimo. Viene menzionato per la prima volta quando Conan Meriadoc, re di Bretagna, manda ai britanni una richiesta per avere donne da far sposare ai bretoni, così da popolare la sua terra. Dionoto accettò la richiesta e inviò 72.000 donne in Gallia, ma molte di loro morirono durante la traversata della Manica o furono catturate dai barbari. Poche sfidarono invece i re Wanius e Melga dei pitti e degli unni, che tentarono di giacere con loro. Le donne furono allora uccise e i re invasero la Britannia, devastando molte zone. Alla fine, Magno Massimo inviò due legioni, comandate da Graciano Municeps, a respingere i nemici, che furono massacrati. I due re fuggirono in Irlanda. Massimo morì a Roma subito dopo e Dionoto salì sul trono della Britannia. Ma fu spodestato da Graciano. Nulla si sa circa il suo destino.

Goffredo potrebbe aver modellato la figura di Dionoto su quella storica dell'usurpatore Marco, la cui breve vicenda sembra specchio di quella di Dionoto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le versioni gallesi dell'opera di Monmouth non menzionano però questa figura.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re leggendari dei Britanni Successore
Caradoc 383-388 Graciano Municeps