Deposizione nel sepolcro (Tiziano Madrid)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Deposizione nel sepolcro
Deposizione nel sepolcro
Autore Tiziano
Data 1559
Tecnica Olio su tela
Dimensioni 137 cm × 175 cm 
Ubicazione Museo del Prado, Madrid

La deposizione nel sepolcro è un dipinto di Tiziano realizzato nel 1559. Venne commissionata da Filippo II di Spagna. È un olio su tela, di dimensioni 137x175 cm, conservato a Madrid, presso il Museo del Prado.

L'opera rappresenta la deposizione nel sepolcro del corpo di Gesù Cristo. Gesù Cristo viene sorretto da Nicodemo, nell'opera sono presenti anche Maria Maddalena e Gerolamo.

L'opera viene considerata «il primo esempio rappresentativo del patetismo esasperato che caratterizza i dipinti di soggetto cristiano del vecchio Tiziano».[1]

In quest'opera, come in altre, secondo alcuni autori, emerge l'adesione [2] di Tiziano e del suo circolo ad una forma di dissenso religioso che investì vasti strati del mondo culturale italiano. È un dissenso moderato, che sfugge alla logica degli «opposti estremismi», impaziente verso le norme formalistiche, che prende linfa dal pacifismo di Erasmo, che anela ad una religione comprensibile, inquieta, individualista. È ovvio che simile dissenso non può che essere «privato», dati i tempi, e dunque inquadrabile nel cosiddetto «nicodemismo», da Nicodemo, discepolo che visse la sua adesione a Cristo nel segreto del proprio privato fino al momento supremo della morte del maestro[2].

Non ci sono chiari documenti scritti che possano confortare questa ipotesi. Ci sono tuttavia i dipinti: dall'analisi di tutta la produzione dei grandi pittori veneziani e veneti – ma anche di tanti, più in generale, italiani – molti autorevoli critici hanno visto lo smarrimento e il dissenso, risolto poi in sperimentalismo e inquietudine piuttosto che rassegnazione e conformismo[2]. Come leggere, se non in questo senso, la Deposizione nel sepolcro, in cui Tiziano si ritrae nei panni di un Giuseppe d'Arimatea che iconologicamente è però, in questo caso, confuso con Nicodemo, che sorregge Cristo? Non ci ricorda, questo Giuseppe-Nicodemo, un altro Nicodemo «fermato in piede»[3], Nicodemo nascosto dal cappuccio, perché nascosta è la sua fede, Nicodemo autoritratto[4] del nicodemita Michelangelo[2]?

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Augusto Gentili, Tiziano, editore Giunti, 1990
pittura Portale Pittura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pittura