Degradazione di Edman

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La degradazione di Edman, dal nome di Pehr Edman che la sviluppò, è una metodo che permette di sequenziare gli amminoacidi presenti all'interno di sequenze peptidiche. Questa consente di tagliare un solo residuo,quello N-terminale,il quale con l'isotiocianato di fenile (PITC) va a formare un feniltioidantoina facilmente identificabile con semplici tecniche analitiche.

[modifica] Meccanismo di reazione

Il feniltioisocianato reagisce con il gruppo amminico del residuo aminoacidico N-terminale; successivamente, attraverso trattamento di idrolisi in condizioni blande, si libera il primo aminoacido, quello legato al PITC, e rimane la catena polipeptidica dove però ora il primo residuo aminoacidico, dal lato N-terminale, sarà il secondo della catena polipeptidica iniziale. Ripetendo il ciclo si può identificare i successivi amminoacidi, mediante macchinari si può sequenziare fino a 50 residui in modo del tutto automatico.

[modifica] Limiti

Essendo attualmente l'affidabilità della rezione pari al 99% per ogni ciclo di reazione, non è possibile sequenziare peptidi di lunguezza maggiore ai 50 amminoacidi. Inoltre i ponti disolfuro interferiscono con il PITC. Quindi è necessario sia frammentare la catena polipeptidica che eliminare i ponti disolfuro. Per la fammentazione si possono usare metodi enzimatici o metodi chimici. Per la rottura dei ponti disolfuro si utilizzano ossidazioni con acido performico o riduzioni con ditiotreitolo.

[modifica] Bibliografia

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