Cratere di Eufronio

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Il lato del cratere con i giovani ateniesi che indossano le armi.

Il cratere di Eufronio, o anche cratere di Sarpedonte, è un vaso greco antico a forma di cratere a calice,[1] che fu creato intorno al 515 a.C. dal ceramista Euxiteo e dipinto dal ceramografo Eufronio nello stile della ceramica a figure rosse.

Indice

[modifica] Vicende proprietarie

Il vaso, conservato dal 1972 nel Metropolitan Museum di New York, proveniva probabilmente dal saccheggio, avvenuto intorno al 1971, di una tomba etrusca collocata presso Roma, e, più probabilmente, nella zona di Cerveteri. Il museo l'aveva acquistato per un milione di dollari da un commerciante americano, Robert Hecht Jr., che aveva dichiarato di averlo ottenuto da un mercante libanese, Dikran Sarrafian, la cui famiglia ne sarebbe stata in possesso fin dal 1920. Le indagini condotte dalla Procura di Roma hanno sostenuto che costui l'avrebbe acquistato nello stesso 1972 da Giacomo Medici, un mercante d'arte italiano, già condannato nel 2004 per aver venduto oggetti d'arte trafugati. Il 15 Luglio 2009, invece, la Corte di Appello di Roma ha assolto, con sentenza definitiva, Giacomo Medici dall'accusa di ricettazione con la formula "perché il fatto non sussiste", lasciando nel mistero le vicissitudini circa la provenienza del capolavoro. In seguito ad un accordo[2], nel 2006 la proprietà del reperto è stata restituita all'Italia dove è definitivamente tornato nel gennaio del 2008. Dopo aver partecipato a diverse mostre (Mantova, Roma, Atene), alla fine del 2009 ha trovato la sua sede definitiva nel Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma.

[modifica] Attribuzione e datazione

Un'iscrizione riporta il nome del ceramografo e del ceramista mentre un'altra riporta "Leagro è bello": quest'ultima ha permesso di datare il vaso al periodo in cui sappiamo dalle fonti che Leagro era considerato il più bell'uomo della Grecia.

[modifica] Descrizione

Sono presenti due scene: un lato presenta un episodio della Guerra di Troia con la morte di Sarpedonte, figlio di Zeus e di Laodamia; il dio Hermes e le personificazioni del Sonno e della Morte ne riportano l'anima in patria; sebbene si tratti di figure allegoriche, sono rappresentate in pose naturalistiche e con anatomie schematiche, ma precise. Sul lato opposto giovani ateniesi contemporanei, ma identificati con nomi antichi dalle iscrizioni che accompagnano ciascuna figura, sono raffigurati nell'atto di indossare le armi prima della battaglia. Anche in questo lato le pose e l'anatomia dei personaggi sono rese in modo naturalistico.

La tecnica a figure rosse comprende figure risparmiate su sfondo dipinto con vernice nera, alle quali sono aggiunti particolari sovradipinti con vernice nera più diluita. Lo stile naturalistico delle rappresentazioni, scorci e spazio illusionistico, è una delle caratteristiche proprie dei ceramografi del Gruppo Pioneer, dell'epoca tardo-arcaica, di cui Eufronio fu il massimo rappresentante. La scelta di unire scene storiche a vicende mitologiche, sullo stesso vaso e con lo stesso stile, crea un legame tra l'attualità e il mito.

[modifica] Note

  1. ^ L'esemplare è alto 45,7 cm ed ha un diametro di 55,1 cm; la sua capacità doveva essere di circa 45 litri.
  2. ^ L'accordo tra il Ministero dei beni e delle attività culturali italiano e il Metropolitan Museum sul sito di PatrimonioSOS.

[modifica] Collegamenti esterni

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