Corte d'assise

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Corte d'Assise)
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Corte d'assise (disambigua).

In certi ordinamenti di civil law, tra cui la Francia, l'Italia, alcuni cantoni della Svizzera e il Belgio, la corte d'assise è un organo giurisdizionale competente a giudicare i reati più gravi (in Francia e Belgio, i crimini), costituito da giudici togati e da giudici laici tratti dalla cittadinanza.

Inizialmente contro le sentenze della corte d'assise era concesso solo il ricorso alla corte di cassazione. È ancora così, ad esempio, in Belgio, mentre in altri ordinamenti, come Italia e Francia, è stata istituita la corte d'assise d'appello, pure costituita da giudici togati e laici, quale giudice di merito in secondo grado.

La partecipazione dei giudici laici può essere realizzata facendoli sedere in un unico collegio giudicante con i giudici professionali, come avviene attualmente sia in Italia che in Francia, oppure in un collegio separato, la giuria, chiamato a decidere sulle questioni di fatto, secondo il modello anglosassone inizialmente seguito in Francia e altrove; può anche essere adottata una soluzione mista, come in Belgio, con i giurati che prima decidono separatamente le questioni di fatto e poi, unitamente ai giudici togati, le questioni di diritto.

Organi analoghi alla corte d'assise sono il tribunal del jurado spagnolo e il tribunal do júri brasiliano. Forme di partecipazione dei cittadini all'amministrazione della giustizia, attraverso la giuria o la presenza in collegi giudicanti assieme a giudici togati (cosiddetto scabinato) si ritrovano anche in altri ordinamenti.

Indice

[modifica] Etimologia

Assise era originariamente il plurale di assisa, termine ormai caduto in disuso derivato dal verbo latino assidere ('sedere' in generale e in particolare 'sedere come giudice') sotto l’influenza del francese assises, con significato equivalente a 'sessione' o 'seduta'. In passato indicò la seduta di un tribunale feudale o un’assemblea di signori feudali.[1]

[modifica] Storia

La Costituzione francese del 1791 (Titolo III, Cap. 5, Art. 9) stabilì il principio che nei processi penali le questioni di fatto sarebbero state decise da una giuria di cittadini, quelle di diritto da giudici togati; in questo modo si voleva realizzare la partecipazione dei cittadini all'amministrazione della giustizia, in coerenza con il principio di sovranità nazionale affermato dalla Rivoluzione francese. L'istituito della giuria era chiaramente mutuato dal sistema giudiziario inglese, che gli illuministi francesi del XVIII secolo ammiravano, contrapponendolo al sistema dell'Ancien Régime dove, soprattutto nei potenti parlements, le funzioni giurisdizionali erano appannaggio di un ceto ristretto (la noblesse de robe). La denominazione cour d'assises risale al Code d'instruction criminelle napoleonico del 1808. Nel 2000 è stata istituita la cour d'assises d'appel, mentre in precedenza contro le sentenze della cour d'assises era possibile il solo ricorso alla cour de cassation.

Come altre istituzioni francesi, la corte d'assise si è diffusa in altre nazioni europee ed extraeuropee, soprattutto sulla scia delle conquiste napoleoniche e dell'espansione coloniale.

In Italia la corte di assise, introdotta durante la dominazione napoleonica, fu ripresa dal Codice di procedura penale del Regno di Sardegna del 1859. Inizialmente era composta, sul modello francese, da tre giudici togati (il presidente e due assessori) e da una giuria di dodici cittadini. Nel 1907 furono eliminati i due giudici togati che affiancavano il presidente e nel 1913 il numero dei giurati fu ridotto a dieci. In epoca fascista, con R.D. 23 marzo 1931, n. 249, venne ridimensionato il ruolo dei giudici laici, ridotti a cinque e fatti sedere, con il nome di assessori, in un unico collegio giudicante assieme a due togati. Il decreto legge 5 ottobre 1944, n. 290, mutò il nome degli assessori in giudici popolari; nel 1946 si ritornò alla vecchia composizione di un presidente e dieci giurati; infine, con la legge 10 aprile 1951, n. 287, tuttora vigente, la composizione è stata stabilita in due giudici togati e sei giudici popolari. La stessa legge ha inoltre istituto la corte d'assise d'appello.

[modifica] Ordinamento italiano

Nell'ordinamento italiano la corte d'assise e la corte d'assise d'appello sono attualmente disciplinate dalla legge 10 aprile 1951, n. 287. Questa stabilisce che in ogni distretto di corte d'appello siano istituite:

  • una o più corti di assise, ciascuna competente per una circoscrizione denominata circolo, che può coincidere con il distretto o essere una sua parte (art. 1);
  • una o più corti d'assise d'appello, che giudicano sugli appelli proposti contro le sentenze e gli altri provvedimenti emessi dalle corti di assise (art. 2).

[modifica] Composizione

Tanto la corte d'assise, quanto la corte d'assise d'appello sono giudici collegiali composti da otto membri: due giudici togati (uno è il presidente, l'altro il cosiddetto giudice a latere) e sei giudici laici (denominati giudici popolari).

I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini italiani iscritti in apposito albo, senza alcuna distinzione di sesso, di età compresa tra i 30 e i 65 anni, in possesso del diploma di licenza media inferiore per la corte d'assise, del diploma di licenza media superiore per la corte d'assise d'appello. Non possono assumere l'ufficio di giudice popolare: i magistrati e, in generale, i funzionari in attività di servizio appartenenti o addetti all'ordine giudiziario; gli appartenenti alle forze armate dello Stato ed a qualsiasi organo di polizia, in attività di servizio; i ministri di qualsiasi culto e i religiosi di ogni ordine e congregazione. L'ufficio di giudice popolare è obbligatorio.

Il magistrato che presiede la corte di assise deve avere la qualifica di magistrato d'appello, quello che presiede la corte d'assise d'appello la qualifica di magistrato di cassazione. Il giudice a latere deve avere la qualifica di magistrato di tribunale nella corte d'assise, di magistrato d'appello nella corte d'assise d'appello.

Giudici togati e popolari formano un unico collegio e deliberano congiuntamente sia sulle questioni di fatto che sulle questioni di diritto, partecipando alla formazione della sentenza con parità di voto. L'art. 527 del Codice di procedura penale prescrive che votino per primi i giudici popolari, cominciando dal meno anziano per età (in modo che non siano influenzati dal voto degli altri).

[modifica] Competenza

Secondo l'art. 5 del Codice di procedura penale la corte d'assise, in primo grado, e la corte d'appello, in secondo grado, sono competenti a giudicare:

  • i delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a ventiquattro anni; sono però esclusi i delitti di tentato omicidio, rapina ed estorsione, anche se aggravati, nonché i delitti previsti dall'art. 630, primo comma, del codice penale (sequestro di persona a scopo di rapina o estorsione, non aggravato) e dal d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza);
  • i delitti consumati previsti dagli art. 579 (omicidio del consenziente), 580 (istigazione o aiuto al suicidio) e 584 (omicidio preterintenzionale) del codice penale;
  • ogni delitto doloso se dal fatto è derivata la morte di una o più persone, escluse le ipotesi previste dagli art. 586 (morte o lesioni come conseguenza di altro delitto), 588 (rissa) e 593 (omissione di soccorso) del codice penale;
  • i delitti previsti dalle leggi di attuazione della XII disposizione finale della Costituzione (riorganizzazione del disciolto partito fascista), dalla legge 9 ottobre 1967 n. 962 (genocidio) e nel titolo I del libro II del codice penale (delitti contro la personalità dello Stato), sempre che per tali delitti sia stabilita la pena della reclusione non inferiore nel massimo a dieci anni.

Sono sottratti alla competenza della corte d'assise i reati compiuti dai minorenni, che rientrano nella competenza del tribunale per i minorenni a prescindere dalla loro gravità.

[modifica] Ordinamento svizzero

In Svizzera le corti d'assise sono ancora presenti in alcuni cantoni, tra cui il Cantone Ticino, di Ginevra, Jura e Neuchâtel. Sono stati avanzati dubbi circa la loro compatibilità con il nuovo Codice di diritto processuale penale federale, che è stato adottato nel 2007 e si prevede entrerà in vigore il 1º gennaio 2011, sebbene non le vieti espressamente (anche perché l'organizzazione giudiziaria, a differenza delle procedura penale, non è materia di competenza federale).

[modifica] Cantone Ticino

Nel Cantone Ticino sono istituite presso il Tribunale penale cantonale (che è, a sua volta, una sezione del Tribunale d'appello):

  • la corte delle assise criminali, costituita da tre giudici del Tribunale penale cantonale e cinque assessori giurati, competente per i crimini per i quali il pubblico ministero chiede la pena della reclusione (da uno a venti anni o perpetua);
  • le corti delle assise correzionali, costituite da un giudice del Tribunale penale cantonale e da tre assessori giurati (ai quali l'accusato, con il consenso del difensore e del pubblico ministero, può rinunciare e solitamente rinuncia), competenti per i crimini e i delitti per i quali il pubblico ministero chiede la pena della detenzione superiore a quindici giorni o la multa superiore a cinquemila franchi.

Gli assessori giurati sono sorteggiati nell'ambito di una lista formata da cittadini e cittadine del Cantone, eletti dal Gran Consiglio in ragione di uno ogni 600 abitanti. La carica è obbligatoria sino al compimento del sessantesimo anno di età o all'insorgenza di infermità durevole. Gli assessori giurati costituiscono un unico collegio con i giudici del Tribunale penale cantonale, che decide sia sulle questioni di fatto, che su quelle di diritto.

Contro le sentenze delle corti di assise criminali e correzionali è dato ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale.

[modifica] Note

  1. ^ V. voce Assise dell'edizione on-line del Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

diritto Portale Diritto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diritto
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue