Borgo Medioevale di Teramo

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Borgo Medioevale di Teramo
CastelloDellaMonica.jpg
Castello principale
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Teramo
Indirizzo Via del Castello
Informazioni
Condizioni In restauro
Costruzione 1889 - 1917
Realizzazione
Costruttore Gennaro Della Monica
Proprietario Comune di Teramo
 

Il Borgo Medioevale è un complesso di edifici ottocenteschi realizzati in stile neogotico, situati sul piccolo colle di San Venanzio a Teramo. Questo gruppo di fabbricati ed aree verdi è anche identificato, meno esattamente, con la denominazione di Castello Della Monica.


Indice

Storia [modifica]

Voluto e progettato dall'artista teramano Gennaro Della Monica, dal quale ha assunto il nome, fu iniziato nel 1889 dopo che la Deputazione provinciale rilasciò il permesso

« di poter realizzare un Casino ... residenziale, parallelo alla strada per Bosco Martese »

Nel 1890, come si desume da un articolo di Guglielmo Aurini (Una festa del lavoro, in "Corriere Abruzzese", Teramo, 13 agosto 1890), erano state già erette le mura del corpo centrale e coperto il tetto.

L'edificio principale, che costituisce il Castello vero e proprio, fu eretto sul sito dell'antica chiesa di San Venanzio, ridotta dai francesi a polveriera, della quale furono riutilizzati materiali di costruzione ed elementi decorativi.

Il Castello Della Monica si ricollega senz'altro al gusto neogotico in voga in quel periodo come pure si può dire del castello appartenuto al letterato Vincenzo Bonifaci, edificato nei primi anni del Novecento a Vallenquina, nel comune di Valle Castellana, da alcuni attribuito a progetto dello stesso Della Monica.

Il Castello innevato

Chiarisce però Cosimo Savastano, riportando il testo di un appunto rinvenuto tra le carte del pittore, che

« non si tratta di un esempio di revival gotico propriamente detto, ma è, per più aspetti rappresentativo della cultura figurativo-letteraria e della sensibilità e del '700 e dell'800: il complesso prende lo spunto dal gusto settecentesco del pittoresco, si alimentò dell'ideologia romantica stimolata dalla riscoperta del castello ... (e del Medioevo) ... il tutto in forme e decorazioni attinte con molta libertà ed inventiva dal repertorio gotico con contaminazioni moresche »

Verosimilmente il progetto era nato nella mente del Della Monica già da qualche anno, almeno fin dal tempo del suo viaggio a Torino, in occasione dell'Esposizione del 1884 (nella quale aveva messo in mostra due dipinti) quando rimase ammirato alla vista del suggestivo Borgo Medioevale realizzato nel Parco del Valentino.

Della Monica abitò nel Castello e vi collocò il suo studio, dove raccolse una mole enorme di studi, appunti e disegni realizzati nel corso dei lavori di completamento degli interni e dell'intero complesso.

Negli anni successivi, infatti, furono portati a compimento anche altri due edifici secondari che, insieme al corpo principale, formano un vero e proprio Borgo in stile medioevale: oltre al fabbricato principale (ala ovest) e a due edifici a valle (ala est), il Borgo comprende altresì una dipendenza di servizio (ala sud) e dei graziosi giardini a terrazzo.

Nel settembre dell'anno 1900, nel corso delle feste per l'inaugurazione e la riapertura al culto della chiesa della Madonna delle Grazie in Teramo, il fuochista Pietro Paolo Vallone ideò uno straordinario spettacolo di illusionismo pirotecnico che ebbe per tema proprio l'incendio del Castello Della Monica.

Dopo la morte del Della Monica (1917) fu Vincenzo Bindi, lo storico dell'arte nativo di Giulianova, a proporne per primo l'acquisizione da parte del Comune per destinarlo a sede del Museo civico. La proposta però, criticata da più parti, fu subito accantonata.

Situato in posizione isolata tra il verde della collina di San Venanzio, a ovest di Teramo, il Castello divenne elemento caratteristico del paesaggio aprutino, proprio come a est della città fu per l’Osservatorio astronomico che Vincenzo Cerulli, sul finire dell’Ottocento fece edificare sull’altura di Collurania.

A causa di una proliferazione edilizia incontrollata, però, a partire dal secondo dopoguerra il Castello fu via via sempre più circondato e soffocato da abitazioni e condomìni che hanno finito per occultarne completamente il profilo fino a renderlo quasi indistinguibile alla vista e a mortificarne ogni valenza paesaggistica.

Ad eccezione di un solo edificio, attualmente adibito a civile abitazione, il resto del complesso è oggi di proprietà del Comune di Teramo e si trova in fase di restauro per essere poi riaperto al pubblico e riconsegnato alla città.


Galleria fotografica [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Guglielmo Aurini, Una festa del lavoro, in "Corriere Abruzzese", Teramo, 13 agosto 1890, nell'articolo si annuncia il completamento dei lavori di copertura del Castello Della Monica in Teramo e dei festeggiamenti relativi;
  • Guglielmo Aurini, Per la sede del Museo cittadino, in "Il Popolo Abruzzese", Teramo, 15 settembre 1917 e in "Il Popolo Abruzzese", Teramo, 18 agosto 1917 (Si esprimono critiche a Vincenzo Bindi che aveva ipotizzato un trasferimento nel Castello Della Monica del Museo di Teramo in quel periodo ospitato nel palazzo dell'ex Camera di Commercio in Corso S. Giorgio);
  • Cosimo Savastano, Gennaro Della Monica 1836-1917, Sant'Atto di Teramo, Edigrafital, 2004, in particolare le pp. 44-45;
  • Fabrizio Primoli, Il Castello Della Monica. Storia e struttura del Complesso, Teramo, 2005.

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Collegamenti esterni [modifica]

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Coordinate: 42°39′39.35″N 13°41′40.60″E / 42.6609306°N 13.694611°E / 42.6609306; 13.694611