Caso Amanda Todd

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Il 10 ottobre 2012, alle ore 06:00 (UTC-7) ora locale, nella sua casa di Port Coquitlam vicino a Vancouver, nella British Columbia, in Canada, un'adolescente di 15 anni, Amanda Michelle Todd, si tolse la vita impiccandosi.[1][2]

Prima di suicidarsi, Amanda pubblicò un video su YouTube, in cui con una serie di bigliettini descrisse la sua esperienza di vittima del bullismo e del cyberbullismo. Il video divenne virale[3], calamitando dopo la sua morte l'attenzione dei media internazionali.

Chi era Amanda Todd[modifica | modifica sorgente]

Amanda Michelle Todd era nata a Port Coquitlam il 27 novembre 1996.[4][5]

Al momento della sua morte, frequentava la classe decima (corrispondente alla II superiore italiana)[6] presso la scuola secondaria CABE di Coquitlam,[7] un istituto con programmi di studio alternativi a didattica individuale, dedicato a studenti che hanno problemi di apprendimento e che pertanto non riescono a frequentare scuole tradizionali.[8]

Vicenda e suicidio[modifica | modifica sorgente]

Il 7 settembre 2012, Amanda Todd caricò su YouTube un video dal titolo My Story: Struggling, bullying, suicide and self harm (La Mia Storia: lotta, bullismo, suicidio e autolesionismo) nel quale, tramite una serie di flashcard, raccontava la sua esperienza di violenza.

Al secondo anno di scuola media, Amanda si divertiva a fare nuove conoscenze tramite una video chat. Durante una conversazione, un estraneo l'avrebbe convinta a fotografarsi il seno nudo. L'individuo l'avrebbe poi ricattata, minacciando di mostrare la sua foto in topless ai suoi amici a meno che lei non si fosse mostrata a seno nudo in un video.[9]

All'alba del Natale successivo, la polizia bussò a casa sua alle 4:00 del mattino, informando la famiglia Todd che una foto di Amanda in topless stava circolando on line. Amanda ne fu traumatizzata, manifestando ansia, depressione acuta e attacchi di panico. La sua famiglia cercò invano di aiutarla, trasferendosi. La ragazza iniziò a fare uso di alcool e droghe, con pesanti attacchi di ansia.[9]

Un anno dopo il ricattatore si fece nuovamente vivo: creò un falso profilo Facebook di Amanda, usando la sua fotografia in topless. L'uomo cominciò a contattare i nuovi compagni di classe di Amanda nella sua nuova scuola. Ancora una volta Amanda Todd si trovò costretta a cambiare scuola per una seconda volta e riallacciò i contatti con una sua vecchia conoscenza. L'uomo la convinse ad avere rapporti sessuali, mentre la fidanzata si trovava in vacanza.[10] La settimana successiva, al rientro della fidanzata dalle vacanze, l'amico con la fidanzata e un gruppo di altri ragazzi l'aggredirono all'uscita dalla scuola. Amanda tentò il suicidio ingerendo candeggina, ma si salvò grazie all'intervento tempestivo dei soccorsi.[9]

Al ritorno a casa Amanda lesse su Facebook commenti offensivi sul suo tentativo di suicidio. La sua famiglia si trasferì nuovamente in un'altra città, ancora senza risultati. Sei mesi più tardi ulteriori messaggi offensivi furono pubblicati sui social network. Il suo stato mentale peggiorò, trascinandola nella spirale dell'autolesionismo. Nonostante prendesse anti-depressivi e consultasse uno psicologo, ebbe un'overdose di medicinali e trascorse due giorni in ospedale.[11]

Amanda fu inoltre oggetto dello scherno di altri studenti nella sua scuola per i suoi voti bassi, conseguenza delle sue difficoltà di apprendimento e del tempo trascorso in ospedale per curare la sua depressione grave.[12]

Il video aveva ricevuto oltre 9.630.393 visualizzazioni al 23 agosto 2014, e il suo link fu presente in centinaia di siti web di testate giornalistiche di tutto il mondo.[13]

La Royal Canadian Mounted Police e la British Columbia Coroners Service avviarono indagini sul suicidio.

Christy Clark, il Premier della British Columbia, espresse il suo cordoglio e suggerì un dibattito nazionale sull'introduzione del reato penale di cyberbullismo.[14][15] Una mozione fu presentata alla House of Commons del Canada per proporre uno studio sul bullismo nel Paese e per concedere maggiori finanziamenti alle organizzazioni antibullismo. La madre di Amanda Todd, Carol, ha istituito l'Amanda Todd Trust per raccogliere donazioni a favore della lotta contro il bullismo, della sensibilizzazione sociale sul fenomeno e per il finanziamento di programmi di sostegno per i giovani con problemi di salute mentale.

Nel Gennaio 2014 la polizia olandese ha arrestato un uomo nell'ambito di un caso che coinvolge numerose vittime in Olanda, Regno Unito e Canada. Durante l'Aprile seguente venne reso noto che le autorità olandesi hanno incriminato per abuso sessuale e pedopornografia un uomo di 35 anni, in possesso di doppia cittadinanza olandese e turca, identificato come "Aydin.C", nel rispetto delle leggi olandesi sulla privacy. Lo stesso mese la RMCP (Royal Mounted Canadian Police) ha dichiarato che la stessa persona è accusata di estorsione, adescamento on-line, molestie, possesso e distribuzione di materiale pedopornografico per le sue presunte attività ai danni di Amanda Todd e altre vittime, sia maschi che femmine. La madre di Amanda ha ringraziato la polizia, ma ha anche detto di credere che più di una persona sia coinvolta nella vicenda.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Port Coquitlam teen driven to death by cyberbullying (with video) in Vancouver Sun, 12 ottobre 2012. URL consultato il 15 ottobre 2012.
  2. ^ (EN) Katinka Dufour, Amanda Todd case highlights issue of online bullying in telegraph.co.uk, 16 ottobre 2012. URL consultato l'11 novembre 2012.
    «Amanda Todd, was found hanged in her home in Port Coquitlam, British Columbia, Canada, last Wednesday, one month before her 16th birthday.».
  3. ^ (EN) Amanda Todd tribute honours life of bullied teen - Calgary - CBC News in CBC.ca, 18 novembre 2012. URL consultato il 24 novembre 2012.
    «After she died, the video gained worldwide recognition and registered more than six million hits, and copies of the video re-posted to YouTube have since gained at least 16 million additional hits.».
  4. ^ (EN) Larissa Cahute, Amanda Todd: Hundreds hear tributes from family, friends, teachers, Theprovince.com. URL consultato il 20 novembre 2012.
  5. ^ (EN) Amanda Todd celebrated in 'the birthday party she wanted', The Tri-City News, 14 luglio 2012. URL consultato il 20 novembre 2012.
  6. ^ (EN) Associated Press, Canadian teen found dead weeks after posting wrenching YouTube video detailing bullying, Fox News. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  7. ^ (EN) Glenda Luymes, Cyberbullying: Outpouring of grief over teen's suicide (with video), Theprovince.com, 25 marzo 2002. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  8. ^ (EN) About C.A.B.E., sd43.bc.ca. URL consultato il 5 novembre 2012.
  9. ^ a b c (EN) Bullied Canadian teen leaves behind chilling YouTube video - CNN.com, Edition.cnn.com. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  10. ^ Brittney R. Villalva, Amanda Todd: 15-Year-Old Tells Story of Bullying and Suicide Before Death in christianpost.com, 14 ottobre 2012. URL consultato il 16 ottobre 2012.
  11. ^ (EN) Meghan Keneally, Tragedy as girl, 15, kills herself just one month after posting desperate YouTube plea begging bullies to stop tormenting her, Daily Mail. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  12. ^ (EN) Gillian Shaw, ‘She shared everything with me’: Amanda Todd’s mother talks about her life with her daughter in vancouversun.com, 20 ottobre 2012. URL consultato il 21 ottobre 2012.
  13. ^ (EN) Death of bullied teen Amanda Todd being investigated by RCMP, Vancouversun.com, 5 settembre 2012. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  14. ^ (EN) RCMP launch investigation into death of bullied B.C. teen in CTV News. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  15. ^ (EN) After Amanda Todd's death, Christy Clark says new laws may be needed to combat bullying, Vancouver Sun. URL consultato il 13 ottobre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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