Caso Amanda Todd

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Amanda Michelle Todd (Port Coquitlam, 27 novembre 1996Port Coquitlam, 10 ottobre 2012) è stata una vittima canadese del cyberbullismo e bullismo morta suicida.

Il suicidio di Amanda Todd è avvenuto il 10 ottobre 2012 nella sua casa di Port Coquitlam vicino a Vancouver, nella British Columbia, in Canada. Prima della sua morte, Amanda ha pubblicato un video su YouTube in cui ha usato una serie di bigliettini in cui descrive la sua esperienza e di come sia stata ricattata, vittima di bullismo e fisicamente aggredita. Il video virale[1] ha calamitato, dopo la sua morte, l'attenzione dei media internazionali.

Amanda Michelle Todd nasce nella British Columbia il 27 novembre 1996.[2][3] Al momento della sua morte, frequentava la classe decima (pari alla II superiore)[4] presso la scuola secondaria CABE di Coquitlam,[5] un istituto con programmi di studio alternativi e a ritmo individuale, dedicato agli studenti che hanno problemi di apprendimento e che pertanto non riescono a frequentare scuole tradizionali.[6]

La Royal Canadian Mounted Police e la British Columbia Coroners Service hanno avviato indagini sul suicidio.

In risposta alla morte, Christy Clark, il Premier della British Columbia, ha fatto una dichiarazione in linea di cordoglio che suggerisce una discussione nazionale sulla criminalizzazione del cyber-bullismo.[7][8] Inoltre, una mozione è stata introdotta alla Canada House of Commons per proporre uno studio sul bullismo in Canada e per dare maggiori finanziamenti alle organizzazioni anti-bullismo. La Madre di Amanda Todd, Carol, ha istituito l' Amanda Todd Trust, per ricevere donazioni al fine di sostenere la lotta contro il bullismo, la sensibilizzazione e programmi di sostegno per i giovani con problemi di salute mentale.

Vicenda e suicidio[modifica | modifica sorgente]

Il 7 settembre 2012, Amanda Todd carica su YouTube un video dal titolo My Story: Struggling, bullying, suicide and self harm (in italiano: La Mia Storia:La lotta, il bullismo, suicidio e autolesionismo) nel quale, tramite una serie di flashcard, racconta le esperienze subite. Il video ha ricevuto oltre 9.100.000 visite al 3 aprile 2014, con centinaia di pagine web giornalistiche di tutto il mondo collegate ad esso.[9]

Durante il video Amanda Todd racconta che, al secondo anno di scuola media, si divertiva a conoscere persone nuove tramite una video chat. Durante una di queste conversazioni, un estraneo l'avrebbe convinta a fotografarsi il seno nudo. L'individuo l'avrebbe poi ricattata minacciandola di esporre la foto in topless ai suoi amici a meno che lei non si fosse mostrata a seno nudo in un video.[10]

All'alba del Natale successivo, la polizia giunse a casa sua alle 4:00 del mattino informando la famiglia Todd che una foto di Amanda in topless stava circolando su internet. Il trauma le provocò ansie, depressioni più acute e attacchi di panico. La sua famiglia cercò di aiutarla trasferendosi, senza però risultati. La ragazza iniziò a fare uso di alcool e droghe, con pesanti attacchi di ansia.[10]

Un anno il ricattatore si fece nuovamente vivo, creando un profilo falso su Facebook che aveva la fotografia di Amanda in topless come immagine del profilo. L'uomo cominciò anche a contattare i nuovi compagni di classe di Amanda nella sua nuova scuola. Ancora una volta Amanda Todd si ritrovò costretta a cambiare scuola per una seconda volta, iniziando anche a riallacciare i contatti con una vecchia conoscenza. A quanto risulta, l'uomo la convinse ad avere rapporti sessuali, mentre la fidanzata si trovava in vacanza.[11] La settimana successiva, al rientro della fidanzata dalle vacanze, l'amico con la fidanzata e un gruppo di altri ragazzi attaccano Amanda fuori da scuola gridandole insulti contro e picchiandola. Dopo quest'evento Amandatentò il suicidio bevendo candeggina, ma si salvò grazie all'intervento tempestivo dell'ambulanza.[10]

Al ritorno a casa Amanda scoprì su Facebook messaggi offensivi in merito al tentativo di suicidio fallito. La sua famiglia trasferì nuovamete in un'altra città, senza risultati. Sei mesi più tardi ulteriori messaggi offensivi continuavano ad essere pubblicati sui social network. Il suo stato mentale peggiorò, trascinandola nella spirale dell'autolesionismo. Nonostante prendesse anti-depressivi e consultasse uno psicologo, ebbe un'overdose di medicinali e trascorse due giorni in ospedale.[12]

Amanda fu inoltre oggetto di scherno da altri studenti nella sua scuola per i suoi voti bassi, conseguenza di difficoltà di apprendimento, del tempo trascorso in ospedale per curare la sua depressione grave.[13]

Il 10 ottobre 2012 alle ore 06:00 (UTC-7) ora locale, si suicidò impiccandosi.[14][15]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Amanda Todd tribute honours life of bullied teen - Calgary - CBC News in CBC.ca, 18 novembre 2012. URL consultato il 24 novembre 2012.
    «After she died, the video gained worldwide recognition and registered more than six million hits, and copies of the video re-posted to YouTube have since gained at least 16 million additional hits.».
  2. ^ (EN) Larissa Cahute, Amanda Todd: Hundreds hear tributes from family, friends, teachers, Theprovince.com. URL consultato il 20 novembre 2012.
  3. ^ (EN) Amanda Todd celebrated in 'the birthday party she wanted', The Tri-City News, 14 luglio 2012. URL consultato il 20 novembre 2012.
  4. ^ (EN) Associated Press, Canadian teen found dead weeks after posting wrenching YouTube video detailing bullying, Fox News. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  5. ^ (EN) Glenda Luymes, Cyberbullying: Outpouring of grief over teen's suicide (with video), Theprovince.com, 25 marzo 2002. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  6. ^ (EN) About C.A.B.E., sd43.bc.ca. URL consultato il 5 novembre 2012.
  7. ^ (EN) RCMP launch investigation into death of bullied B.C. teen in CTV News. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  8. ^ (EN) After Amanda Todd's death, Christy Clark says new laws may be needed to combat bullying, Vancouver Sun. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  9. ^ (EN) Death of bullied teen Amanda Todd being investigated by RCMP, Vancouversun.com, 5 settembre 2012. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  10. ^ a b c (EN) Bullied Canadian teen leaves behind chilling YouTube video - CNN.com, Edition.cnn.com. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  11. ^ Brittney R. Villalva, Amanda Todd: 15-Year-Old Tells Story of Bullying and Suicide Before Death in christianpost.com, 14 ottobre 2012. URL consultato il 16 ottobre 2012.
  12. ^ (EN) Meghan Keneally, Tragedy as girl, 15, kills herself just one month after posting desperate YouTube plea begging bullies to stop tormenting her, Daily Mail. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  13. ^ (EN) Gillian Shaw, ‘She shared everything with me’: Amanda Todd’s mother talks about her life with her daughter in vancouversun.com, 20 ottobre 2012. URL consultato il 21 ottobre 2012.
  14. ^ (EN) Port Coquitlam teen driven to death by cyberbullying (with video) in Vancouver Sun, 12 ottobre 2012. URL consultato il 15 ottobre 2012.
  15. ^ (EN) Katinka Dufour, Amanda Todd case highlights issue of online bullying in telegraph.co.uk, 16 ottobre 2012. URL consultato l'11 novembre 2012.
    «Amanda Todd, was found hanged in her home in Port Coquitlam, British Columbia, Canada, last Wednesday, one month before her 16th birthday.».

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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