Buzz marketing

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Il buzz marketing, detto anche marketing conversazionale è quell'insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca[Non del prodotto o servizio in questione?!][senza fonte]. Consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare di un prodotto, servizio, un'iniziativa e nel facilitare le conversazioni attorno a tale oggetto.

La parola buzz è, infatti, onomatopeica e richiama il ronzio delle api: in estrema sintesi il buzz marketing rappresenta quindi la possibilità di raggiungere nel minor tempo possibile quello che viene definito "sciame", cioè un gruppo di utenti omogeneo per interessi rispetto a un tema o a una categoria di prodotti/servizi.

Buzz marketing è, dunque, la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano il web (tramite, ad esempio, blog, forum e social network)[è un esempio o il concetto riguarda solo il caso del web?][senza fonte] per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o brand.

Elemento centrale del buzz marketing è l'uso del passaparola.

Strategie[modifica | modifica sorgente]

Fra le tattiche impiegate più frequentemente nel buzz marketing vi sono la creazione di suspense per un evento o il lancio di un prodotto, l'invenzione di una controversia, il rivolgersi a blogger e a personalità influenti nei social media. Gli utenti social media di ogni comunità virtuale possono essere divisi in tre categorie: opinion leader, utilizzatori, compratori. Gli opinion leader danno risonanza ai vari messaggi fra il pubblico target, spesso grazie alla loro reputazione all'interno della community. Dunque una campagna sui social media di successo deve individuare e coinvolgere gli opinion leader più adatti al brand e infine fornire loro informazioni sul prodotto e stimolarli a trasmetterle alla community. Gli utilizzatori sono membri della community che assimilano le informazioni e interagiscono con gli altri membri. Lo scopo del marketing strategico è quello di trasformare gli utilizzatori in membri della terza categoria, ossia in reali acquirenti che avviano il processo di fidelizzione al brand, necessaria ad un buzz marketing sempre positivo. La sfida del venditore consiste nel capire le dinamiche potenzialmente complesse della community virtuale e nell'essere capace di sfruttarle efficacemente[1].


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Emanuel Rosen, The Anatomy of Buzz, 2002
  • Susannah Gardner,Buzz Marketing with Blogs For Dummies, 2005
  • Mark Hughes, Buzzmarketing: Get People to Talk About Your Stuff, 2005
  • Ron McDaniel, Buzzoodle Buzz Marketing, 2006
  • Andy Sernovitz, L'arte del Passaparola - Buzz marketing: regole pratiche per far parlare del vostro business, 2011
  1. ^ Guy Powell, Jerry Dimos e Steven Groves, ROI of Social Media: How to Improve the Return on Your Social Marketing Investment, Singapore, John Wiley & Sons [Asia], 2011, pp. 32–37, ISBN 978-0-470-82741-3.

Per approfondire[modifica | modifica sorgente]

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