Biwa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Biwa
Gifujyou5848.JPG
Biwa esposti in un museo.
Informazioni generali
Origine Giappone
Invenzione VIII secolo
Classificazione 321.321
Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, a pizzico
Famiglia Liuti a manico corto
Utilizzo
Musica dell'Asia Orientale
Genealogia
Antecedenti
Pipa

Biwa (琵琶) è il termine con cui si indicano i liuti piriformi giapponesi a manico corto. Si tratta della pronuncia giapponese della combinazione di due sinogrammi letta in cinese pipa, antenato del biwa.[1]

Il manico, dotato di tasti, ed il corpo a forma di pera sono ricavati da un unico pezzo di legno; le corde di seta si accordano tramite dei piroli montati su una paletta quasi ortogonale al manico. Elemento caratteristico è il sawari, suono prodotto volutamente dal contatto delle corde con alcune zone dello strumento.[1]

Importati dalla Cina al più tardi nell'ottavo secolo[1], i biwa sono diventati parte integrante della tradizione locale: tipico fu il loro uso da parte dei cosiddetti monaci itineranti ciechi (琵琶法師 biwa hōshi) per recitare brani di poemi epici, tra cui lo Heike monogatari (平家物語), poema sulle guerre tra la famiglia Taira (平) e Minamoto (源).

Alla famiglia dei biwa appartengono cinque principali sottotipologie: gakubiwa, impiegato nel gagaku, mōsō biwa, utilizzato da musicisti itineranti per accompagnare i sūtra buddhisti, heike biwa, impiegato per accompagnare lo specifico repertorio di canti epici, satsuma biwa e chikuzen biwa, entrambi per tradizioni narrative create nel periodo moderno e derivate da quella del mōsō biwa.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • De Ferranti Hugh, Japanese Musical Instruments, Oxford University Press, 2000
  • De Ferranti Hugh, The Last Biwa Singer: A Blind Musician in History, Imagination and Performance, Ithaca, NY: Cornell UP, 2009
  • Malm William P., Traditional Japanese Music and Musical Instruments. The New Edition, Tokyo-New York-London, Kodansha International, 2000
  • Sestili Daniele, Musica e tradizione in Asia orientale. Gli scenari contemporanei di Cina, Corea e Giappone, Roma, Squilibri, 2010

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Stanley Sadie, Biwa in Grove Dictionary of Music and Musicians, 1ª ed., Macmillan Publishers, 1980. ISBN 0-333-23111-2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]