Biomagnificazione

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La biomagnificazione o bioamplificazione è il processo di bioaccumulo di sostanze tossiche e nocive negli esseri viventi con un aumento di concentrazione di queste sostanze all'interno degli organismi dal basso verso l'alto della piramide alimentare. Quindi consiste nell'amplificazione di un contaminante andando verso i livelli più alti di una catena trofica.

Schema di funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente esempio permette di comprendere lo schema di funzionamento della biomagnificazione.
Un microorganismo di fitoplancton ingloba in sé un atomo di mercurio; un organismo di zooplancton mangia poi 10 organismi di fitoplancton e ingloba di conseguenza 10 atomi di mercurio; un piccolo pesce mangia 500 organismi di zooplancton e ingloba quindi 5.000 atomi di mercurio; un pesce di media taglia mangia 5 pesci di piccola taglia e ingloba 25.000 atomi di mercurio; un pesce di grossa taglia mangia 2 pesci di media taglia e siamo a 50.000 atomi; infine uno squalo mangia 5 pesci di grossa taglia e ingloba quindi 250.000 atomi di mercurio.

I numeri sono inventati e casuali, e l'ordine della catena alimentare non sempre viene integralmente rispettato, ma questo esempio dà una chiara idea su come funziona la biomagnificazione.

Un esempio classico ne è il metilmercurio, molto diffuso nel Mar Mediterraneo. Il mercurio proviene attraverso i fiumi dagli scarichi industriali e il metano dai giacimenti di gas naturale.

Per effetto della biomagnificazione diviene potenzialmente pericoloso mangiare pesci di grossa taglia come tonni, pesci spada e squali, in quanto occupando i piani alti della piramide alimentare possono accumulare grandi quantità di metilmercurio, sostanza molto tossica.

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