Thoracica
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Semibalanus balanoides |
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I Balani (ThoracicaDarwin, 1854) sono un superordine di crostacei maxillopodi.
Indice |
[modifica] Descrizione
Essi sono dei comuni animaletti marini che incrostano gli scogli e le palafitte delle banchine nei porti o la parte sommersa delle navi. Sono spesso scambiati per molluschi, somigliando alle patelle e ai mitili, e questa era in effetti l'opinione corrente degli zoologi fino ai primi anni del XIX secolo. Poi, nel 1829, un chirurgo di nome Vaughan Thompson scoprì che i balani hanno larve che nuotano libere nell'acqua, sicché essi sono, in realtà, affini agli anfipodi, ai gamberi ed alle aragoste.
La testa del balano è solidamente cementata alla roccia o al legno per mezzo di secrezioni del primo paio di antenne, o antennule. Il corpo è racchiuso entro cinque placche calcaree che conferiscono al balano quella superficiale somiglianza ad un mollusco; nella cavità compresa tra queste placche ed il corpo sono situate sei paia di arti biforcuti, frangiati da rigidi peli o setole. questi arti, o cirri, equivalenti a quelli usati dagli altri crostacei per deambulare o nuotare, vengono mossi simultaneamente, estroflessi attraverso un'apertura tra le placche e quindi di nuovo ritirati, realizzando così un'azione prensile. Il cibo viene raccolto sulle setole o è convogliato all'interno per mezzo di una corrente generata dal fluttuare dei cirri. Questa corrente serve anche a far circolare l'acqua con ossigeno disciolto attorno alle branchie per la respirazione.
I balani sono gli animali di gran lunga più numerosi lungo le coste, addensandosi in gruppi sulle rocce e sulle diverse forme di vegetazione marina. È stato stimato che, in un tratto di costa di circa 1 km, ve ne siano circa mille milioni; punte di 30.000 per metro quadrato sono spesso riportate [senza fonte].
Vi sono due tipi fondamentali di balani. Il balano ghiandiforme a prima vista somiglia ad una piccola patella, ma la conchiglia è formata da diverse placche. Il balano comune delle coste nord-europee, Balanus balanoides, raggiunge un diametro di circa 15 mm, mentre il Balanus nubilis, americano, può raggiungere un diametro di circa 30 cm. Sia sulle coste che lungo le fiancate delle navi, i balani ghiandiformi si spingono molto in superficie e, ad ogni marea, possono rimanere esposti all'aria per un periodo di tempo anche considerevole. Quando vi è bassa marea, un muscolo disposto trasversalmente al loro corpo si contrae, tenendo strette le placche ed impedendo ai balani di perdere acqua; questa è la ragione per cui si ha l'impressione che il balano abbia una conchiglia assai solida. Al nuotare della marea, le placche si divaricano nuovamente e le fluttuanti estremità ricominciano la loro incessante raccolta di cibo. Tuttavia, anche quando i balani sono esposti all'aria, essi non sono mai completamente chiusi. Viene lasciato aperto un piccolo pertugio attraverso cui possa circolare l'acqua. In tal modo, l'ossigeno si discioglie nell'acqua trattenuta nella cavità tra le placche ed è così assorbito nel corpo.
L'altro tipo, il balano-oca, è sospeso ad una robusta appendice che si forma nella parte anteriore della testa. I balani-oca possono occasionalmente trovarsi dispersi sulla spiaggia, ma normalmente vivono su pezzi di legno galleggianti, boe o chiglie di nave. Possono trovarsi anche su materiali galleggianti, quali bottiglie o chiazze d'olio, ecc. Alcune specie formano delle vesciche mucillaginose che successivamente induriscono, dando luogo ad una sorta di zattera galleggiante alla quale possono rimanere sospesi numerosi individui. Sia i balani ghiandiformi che i balani-oca possono vivere su altri animali, quali tartarughe e balene. Uno dei balani ghiandiformi, Coronula, si ritrova comunemente sulla pelle della balena. Raggiunge un diametro di quasi 8 cm e può a sua volta avere attaccati al suo corpo diversi balani-oca.
[modifica] Abitudini
L'abitudine di insediarsi su superfici metalliche o legnose rende i balani assai dannosi, poiché uno strato di balani sulla chiglia di una nave può ridurre considerevolmente la sua velocità. Sussiste da tempo la pratica di mettere a secco le navi e di carenarle, grattando via le incrostazioni al di sotto della linea di galleggiamento. Una nave che abbia la chiglia incrostata sarebbe tatticamente svantaggiata; di conseguenza, il trasporto di merci diventa più costoso, aumentando i tempi di traversata. Oggigiorno, si riduce l'incrostazione dei balani per mezzo di vernici speciali che dissuadono le larve dall'insediarvisi.
Al pari di altri animali di costumi sedentari, i balani non possono fare altro che attendere che il cibo giunga fino a loro. In genere, essi si stabiliscono dove è probabile vi sia una corrente d'acqua che li investa e dalla quale, per mezzo dei cirri, possano rastrellare alimento fresco. Ritraendosi entro la conchiglia, i cirri si ripiegano quasi come una mano che afferri; in tal modo, qualsiasi preda viene saldamente trattenuta nella trappola. Il cibo è quindi convogliato in basso verso la bocca, dove è sottratto ai cirri dalle appendici localizzate intorno alla bocca stessa. Queste hanno altresì il compito di selezionare ciò che è commestibile da ciò che non lo è. Quanto è commestibile viene spinto all'interno della bocca, il resto è buttato via.
Nella rete formata dai cirri possono venir catturati piccoli animali lunghi fino ad 1 mm. Fra questi, le larve di altri crostacei ed altre specie marine. Vengono catturati e mangiati anche organismi di piccole dimensioni, quali vegetali planctonici unicellulari; altrettanto dicasi dei batteri, lunghi appena 1/500 di mm. I batteri sono troppo piccoli per essere catturati dai cirri fluttuanti, ma sono ugualmente sospinti nella cavità orale dalla corrente determinata dai cirri stessi. Qui, essi sono trattenuti nella rete formata da due paia supplementari di cirri statici, localizzati in prossimità della bocca. Questi cirri posseggono una rete estremamente minuta di setole, con maglie dalle dimensioni di un solo micron.
[modifica] Riproduzione
I balani sono ermafroditi, possedendo sia gli organi maschili che quelli femminili. La fecondazione ha luogo all'interno della cavità formata dalle placche e dal corpo. Le uova sono fecondate da spermatozoi di individui vicini che, attraverso l'apertura della propria conchiglia, dispiegano un pene della lunghezza di quasi 4 cm, introducendolo all'interno del guscio di un vicino. Di norma, i balani si ritrovano in folti gruppi ed in tal caso non vi sarebbe difficoltà alcuna nel reperimento di un compagno. Occasionalmente, qualche individuo può venire a trovarsi isolato ed in qualche caso può anche procreare, probabilmente in seguito ad autofecondazione.
Per lo sviluppo delle uova, sono necessari circa quattro mesi, ma le larve non sono poste in libertà dal genitore finché le condizioni non divengono favorevoli alla loro crescita; a questo punto, gli adulti secernono la cosiddetta «sostanza per la schiusa». Essa è secreta quando gli adulti sono ben nutriti; in tal modo, le larve vengono poste in libertà quando anche per loro vi è adeguata disponibilità di cibo. Nei mari europei ciò si verifica all'inizio della primavera, periodo in cui sono più abbondanti le risorse alimentari rappresentate dai minuti vegetali planctonici.
La larva appena schiusa è un essere microscopico chiamato nauplius. Ha una testa rotonda, che si assottiglia progressivamente fino ad una coda spinosa; ha tre paia di arti, per mezzo dei quali rema qua e là a sbalzi. La larva nauplius si nutre e si accresce e va incontro a diverse mute, trasformandosi in una larva cypris, somigliante ad un piccolissimo pesce provvisto di conchiglia bivalve come un mollusco. La larva cypris ha sei paia di arti. Non si nutre, ma si lascia trasportare dalla marea crescente, tastando tutt'intorno col primo paio di arti, o antennule, alla ricerca di un posto adatto per stabilirvisi, uno scoglio o un pezzo di legno. Non appena viene a trovarsi in condizioni più favorevoli, prende a girarsi più di frequente. Ciò le consente di trattenersi in tale zona fin quasi a muoversi in cerchio in corrispondenza del punto ottimale. Ella si ancora quindi per mezzo delle antennule e si trasforma rapidamente in adulto. Vengono secrete le placche calcaree e gli arti, e le zampe atte a camminare diverranno cirri fluttuanti.
[modifica] Spostamenti
La scelta di una località in cui stabilirsi è molto importante, poiché un balano, una volta adulto, non può più muoversi per il resto della sua vita, il che può significare diversi anni. Gli è quindi necessario un luogo non troppo illuminato, che offra una superficie ruvida, e caratterizzato dalla presenza di una corrente capace di apportare cibo. È dimostrato che alcune specie americane hanno necessità di una velocità di corrente da mezzo nodo a un nodo l'ora.
È stato sperimentalmente provato che i balani sono stimolati ad attaccarsi non appena vengono a contatto con altri balani o, addirittura, con superfici alle quali erano un tempo attaccati altri balani. Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i balani secernono una proteina chiamata artropodina. Tale sostanza è secreta attraverso la pelle di crostacei, come il granchio, e di insetti. Quando raggiunge la superficie della pelle, la proteina si solidifica. Parte di essa, quando il balano muore, resta sotto forma di sottile pellicola sulla superficie cui esso aderiva, ed è questa pellicola che la larva cypris cerca con le sue antennule. Benché la pellicola sia talmente sottile da non essere visibile al microscopio, la cypris, più che fiutarla, la sente al tatto. In qualche modo, essa è in grado di individuare la forma delle molecole della proteina.
Tale fatto è importante poiché, una volta rinvenuta un po' di artropodina (e i balani possono distinguere tra l'artropodina propria e quella di altre specie), la larva del balano può stabilirsi in una stazione che può essere con ogni garanzia considerata adatta, dal momento che altri balani vi hanno felicemente dimorato. Inoltre, ciò significa anche che altri balani vi si stabiliranno, garantendo così la fecondazione incrociata.
[modifica] Classificazione
Secondo Martin e Davis [1] i Thoracica sono un superordine di Cirripedia così suddiviso:
Superordine Thoracica Darwin, 1854
- Ordine Pedunculata Lamarck, 1818
- Sottordine Heteralepadomorpha Newman, 1987
- Anelasmatidae Gruvel, 1905
- Heteralepadidae Nilsson-Cantell, 1921
- Koleolepadidae Hiro, 1933
- Malacolepadidae Hiro, 1937
- Microlepadidae Zevina, 1980
- Rhizolepadidae Zevina, 1980
- Sottordine Iblomorpha Newman, 1987
- Iblidae Leach, 1825
- Sottordine Lepadomorpha Pilsbry, 1916
- Lepadidae Darwin, 1852
- Oxynaspididae Gruvel, 1905
- Poecilasmatidae Annandale, 1909
- Sottordine Scalpellomorpha Newman, 1987
- Calanticidae Zevina, 1978
- Lithotryidae Gruvel, 1905
- Pollicipedidae Leach, 1817
- Scalpellidae Pilsbry, 1907
- Sottordine Heteralepadomorpha Newman, 1987
- Ordine Sessilia Lamarck, 1818
- Sottordine Brachylepadomorpha Withers, 1923
- Neobrachylepadidae Newman & Yamaguchi, 1995
- Sottordine Verrucomorpha Pilsbry, 1916
- Neoverrucidae Newman, 1989
- Verrucidae Darwin, 1854
- Sottordine Balanomorpha Pilsbry, 1916
- Superfamiglia Chionelasmatoidea Buckeridge, 1983
- Chionelasmatidae Buckeridge, 1983
- Superfamiglia Pachylasmatoidea Utinomi, 1968
- Pachylasmatidae Utinomi, 1968
- Superfamiglia Chthamaloidea Darwin, 1854
- Catophragmidae Utinomi, 1968
- Chthamalidae Darwin, 1854
- Superfamiglia Coronuloidea Leach, 1817
- Chelonibiidae Pilsbry, 1916
- Coronulidae Leach, 1817
- Platylepadidae Newman & Ross, 1976
- Superfamiglia Tetraclitoidea Gruvel, 1903
- Bathylasmatidae Newman & Ross, 1971
- Tetraclitidae Gruvel, 1903
- Superfamiglia Balanoidea Leach, 1817
- Archaeobalanidae Newman & Ross, 1976
- Balanidae Leach, 1817
- Pyrgomatidae Gray, 1825
- Superfamiglia Chionelasmatoidea Buckeridge, 1983
- Sottordine Brachylepadomorpha Withers, 1923
[modifica] Note
- ^ Joel W. Martin and George E. Davis. An Updated Classification of the Recent Crustacea. Natural History Museum of Los Angeles County, 2001.

