Aleksandr Kozulin

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Aleksandr Vladislavovič Kozulin, (Аляксандр Уладзіслававіч Казулін) (Minsk 25 novembre 1955), uomo politico bielorusso. È sposato ed ha due figlie. È il principale oppositore al regime.

Dopo la laurea, con lode in matematica (Facoltà di Matematica e Meccanica), è rimasto all'Università statale della Bielorussia, dove ha insegnato nella stessa facoltà, ed ha presieduto l'organismo che organizza i corsi di pre-ammissione. La sua formazione si è conclusa con il dottorato.

La sua carriera politica è stata brillante: nel 1988, a soli 33 anni, è stato nominato Ministro dell'Istruzione. Successivamente, dal 1996 al 2003, è stato rettore dell'Università statale bielorussa. Anche nel periodo dal 1998 al 2001 ha fatto parte della compagine di governo. In questi anni però maturava la sua contrarietà al regime autoritario di Aleksandr Lukashenko. Nel 2003 Lukashenko lo faceva dimettere dalla carica di rettore per un sospetto caso di furto d'oro ai danni dell'Università. La stampa fu tutta contro di lui e per poco non finì in prigione. Solo in un secondo tempo emerse la sua estraneità ai fatti.

Nel 2005 Kozulin ha deciso di dedicarsi alla politica a tempo pieno. Ha conquistato la presidenza del Partito Socialdemocratico (Hramada), il più noto partito d'opposizione.

Nel 2006 si è candidato alla presidenza della repubblica. Le elezioni presidenziali del 19 marzo 2006 sono state rivinte da Lukashenko. Subito è cominciato uno stretto giro di vite contro gli oppositori, il primo dei quali era proprio Kozulin. Il 25 marzo Kozulin aveva l'imprudenza - o il coraggio - di partecipare ad una manifestazione di protesta in cui si accusava il governo di aver falsificato i voti. La manifestazione veniva duramente repressa dalla polizia e lo stesso Kozulin veniva trattenuto in stato di fermo. Era solo un preludio di quello che doveva accadere dopo.

Il 13 luglio 2006 Kozulin è stato condannato a 5 anni e mezzo di reclusione. Il processo si è svolto a porte chiuse. Il 21 settembre Kozulin ha cominciato uno sciopero della fame ad oltranza, che è riuscito a portare avanti fino all'11 dicembre.

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